Approvato in via definitiva l’atteso Regolamento ELV
Obiettivi di riciclo stringenti, responsabilità dei produttori e restrizioni sull’esportazione: il nuovo regolamento mira a rendere più sostenibile il ciclo di vita dei veicoli in Europa.

Con 437 voti favorevoli, 112 contrari e 20 astensioni, il Parlamento ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento ELV sui veicoli a fine vita, che punta a gestire l’intero ciclo di vita dei veicoli, dalla progettazione iniziale fino allo smaltimento finale.
Ogni anno, su circa 285,6 milioni di veicoli circolanti nell’UE, ben 6,5 milioni raggiungono la fine della loro vita utile. Le nuove regole cercano quindi di garantire che questi mezzi siano gestiti in modo corretto e sostenibile, massimizzando il riutilizzo e il riciclo dei componenti.
“Stiamo compiendo passi importanti per accelerare la transizione del settore automobilistico verso un’economia circolare. – hanno dichiarato i correlatori Jens Gieseke (PPE, DE), della commissione Ambiente, e Paulius Saudargas (PPE, LT), della commissione Mercato interno – Stiamo promuovendo la sicurezza delle risorse, proteggendo l’ambiente e garantendo la sostenibilità. Per evitare di sovraccaricare il settore, le nuove norme introdurranno obiettivi realistici, meno burocrazia e una concorrenza più equa”.
Nuove regole per progettazione e gestione del fine vita
Tutti i nuovi veicoli dovranno essere progettati in modo da massimizzare il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero. In particolare, il design deve permettere la rimozione agevole del maggior numero possibile di parti e componenti. La facilità di smontaggio è infatti tra i nuovi requisiti per la progettazione di veicoli introdotti dal Parlamento Europeo.
Inoltre, verrà introdotta la responsabilità estesa del produttore, ovvero i costruttori dovranno farsi carico dei costi di raccolta e smaltimento dei veicoli giunti a fine vita in qualsiasi parte dell’UE.
Obiettivi per il riciclo di plastica e altri materiali
Le nuove norme dell’Unione Europea stabiliscono obiettivi vincolanti e progressivi per l’uso di plastica riciclata nei nuovi veicoli, con l’intento di promuovere un sistema a “circuito chiuso”.
Nello specifico, i nuovi obiettivi prevedono che la plastica utilizzata in ogni nuovo tipo di veicolo debba contenere:
Un minimo del 15% di plastica riciclata entro 6 anni dall’entrata in vigore del regolamento.
Un minimo del 25% di plastica riciclata entro 10 anni.
Inoltre, è stato fissato un requisito qualitativo importante: almeno il 20% di questa plastica riciclata deve provenire obbligatoriamente da materiali recuperati da veicoli a fine vita (ELV) o da parti usate.
In futuro, la Commissione potrà introdurre obiettivi simili anche per altri materiali, come acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche. L’introduzione di questi nuovi obiettivi non sarà immediata, ma avverrà sulla base di appositi studi di fattibilità che verranno condotti in futuro.
Divieto di esportazione per veicoli non idonei
La nuova legge vieta l’esportazione di veicoli dichiarati non idonei alla circolazione per contrastare il fenomeno dei “veicoli mancanti” e per impedire che i veicoli destinati alla rottamazione vengano smantellati illegalmente o trattati in modo non conforme agli standard ambientali fuori dall’UE.
Obblighi per imprese e privati
Quando un’azienda vende un veicolo usato, sarà tenuta a fornire una valutazione che attesti che il mezzo non sia un veicolo a fine vita o, in alternativa, dovrà presentare un certificato di revisione valido.
Per quanto riguarda le transazioni tra privati, uno di questi documenti saranno richiesti solo se il veicolo è stato dichiarato come “perdita economica totale” o se la vendita avviene esclusivamente tramite piattaforme online.
Dopo il via libera del Parlamento, il nuovo regolamento dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio, prima di entrare in vigore ed essere applicato 24 mesi dopo.
Tuttavia, l’applicazione delle nuove norme avverrà in modo scaglionato, con diverse scadenze a seconda delle misure specifiche.
I produttori dovranno coprire i costi di raccolta e trattamento dei veicoli a fine vita in tutta l’UE a partire da tre anni dopo l’entrata in vigore delle norme.
Il divieto di esportare veicoli dichiarati non idonei alla circolazione, invece, diventerà applicabile cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.
Di A. M.








