Crescita record, in Italia, dei punti di ricarica per auto elettriche

La rilevazione di Motus-E al secondo trimestre dell’anno, fotografa una situazione positiva per la rete dei punti di ricarica ad uso pubblico. Ma occorre un lavoro di coordinamento ulteriore per colmare il gap nazionale nella diffusione dei veicoli elettrici.

Cresciuti in termini di record i punti di ricarica, in Italia, nel secondo trimestre dell’anno.
Nel periodo compreso tra aprile e giugno sono state installate ben 6.311 colonnine, il che porta il totale dei punti di ricarica installati a 84.564 unità complessive con più di 17.000 installazioni solo negli ultimi 12 mesi.

Sono i dati che emergono dall’ultima rilevazione trimestrale effettuata da Motus-E, l’associazione italiana che raccoglie i principali operatori industriali dei settori automotive ed energia e del mondo accademico, nata per favorire la transizione energetica nel mondo dei trasporti e promuovere la mobilità elettrica.

Non solo aumentata, dunque l’infrastruttura di ricarica per l’utenza nazionale, ma anche la potenza delle nuove installazioni, infatti, il 53% dei punti di ricarica installati negli ultimi 12 mesi è di tipo veloce e ultraveloce (in aumento rispetto alla share del 50% dello scorso anno).

Sulla rete autostradale i punti di ricarica hanno raggiunto la quota di 1.516 unità; in decisa crescita rispetto alle 1.159 del giugno 2025 e soprattutto dalle appena 963 del giugno 2024. L’86% di questi è di tipo veloce in corrente continua e il 59% supera i 150 kW di potenza.

Sempre considerando il quadro riferito alla rete autostradale, allo stato attuale, oltre il 50% delle aree di servizio autostradali dispone di punti di ricarica, anche se il processo di infrastrutturazione dipende molto dalle tempistiche dei bandi di gara dei concessionari.

Contestualmente, comunicano dall’Associazione, il tasso dei punti di ricarica installati dagli operatori ma in attesa della connessione alla rete da parte dei distributori elettrici locali, è calato dalla media del 14,9% del 2025 all’attuale 12,3%. Una buona notizia, che, tuttavia, non deve frenare lo sprone ad accelerare le procedure di autorizzazione e le tempistiche di connessione.

La classifica regionale dei territorio con i maggiori punti di ricarica ad uso pubblico, vede il dominio incontrastato della Lombardia (quota 18.177 punti ed una crescita di 4.414 unità negli ultimi 12 mesi), seguita dal Piemonte (9.003 punti, con una crescita di 2.442 unità negli ultimi 12 mesi); mentre il Veneto si piazza nella terza posizione con 8.122 punti e una crescita annuale di 1.946 unità.
Chiudono la classifica il Lazio (7.864 punti, +722 nei 12 mesi) el’Emilia-Romagna (quota 6.713, +1.431 nei 12 mesi). 

Stringendo la focale, quella di Milano è la provincia in testa per punti di ricarica installati (7.423 punti, +2.819 nei 12 mesi), seguita da Roma (6.109 punti, +465 nei 12 mesi), Torino (4.498 punti, +1.535 nei 12 mesi), Napoli (3.470 punti, +378 nei 12 mesi) e Brescia (2.489 punti, +597 nei 12 mesi).

A commentare i dati positivi e a rimarcare come la crescita record della rete di ricarica oltre ad essere una buona notizia per il Paese e per gli automobilisti è anche una dimostrazione che l’Italia “può essere all’altezza di una delle più importanti partite industriali della nostra epoca” è stato Fabio Pressi, presidente di Motus-E, che, tuttavia, non ha potuto non rimarcare come: “la rete non può continuare a crescere da sola e non è più rinviabile un’azione decisa per colmare il ritardo italiano nella diffusione dei veicoli elettrici”.

Un auspicabile, ulteriore, sviluppo della rete di ricarica per rispondere alle esigenze di un mercato della mobilità elettrica in espansione, seppure a piccoli passi, richiede, secondo Pressi: “un coordinamento più stretto tra operatori, amministrazioni centrali ed enti territoriali, con particolare attenzione alle procedure autorizzative, alla tutela degli stalli dalla sosta abusiva e alla sicurezza delle infrastrutture”.

In questo quadro, anche i singoli Comuni hanno un ruolo di non poco conto.
L’auspicio del vertice di Motus-E è che si possa: “avviare quanto prima un confronto diretto con i sindaci e con il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, per definire regole e strumenti omogenei che consentano alla rete di espandersi più rapidamente, di essere adeguatamente tutelata e di offrire agli utenti un servizio sempre più efficiente”.

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