Produzione e smaltimento dei veicoli nel futuro dell’Ue col prossimo Regolamento ELV
Nell’attesa che veda la luce il nuovo Regolamento ELV, due rappresentanti dei produttori automobilistici e delle imprese di autodemolizione si confrontano sulle prospettive operative.

Quest’anno, probabilmente entro l’estate, stando ai rumors che arrivano dall’Ue, dovrebbe, finalmente vedere la luce l’atteso Regolamento ELV relativo ai requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e la gestione dei veicoli fuori uso che andrà a sostituire ed integrare in un unico dettato la Direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso e la Direttiva 2005/64/CE relativa all’omologazione dei veicoli a motore in relazione alla loro riutilizzabilità e riciclabilità, stabilendo i requisiti per garantire che i nuovi veicoli siano progettati in modo da favorirne il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero.
Nell’attesa, però, possiamo ragionare su quanto la bozza di Regolamento ELV ha messo sul tavolo soprattutto per quanto riguarda, l’utilizzo di materiale riciclato nella realizzazione di nuovi veicoli, ecodesign, Responsabilità estesa del produttore e, naturalmente, tutto quello che concerne la filiera del fine vita dei veicoli stessi e riutilizzo, recupero, riciclo dei materiali di risulta.
Abbiamo voluto ascoltare, in una puntata del format Diamo Voce all’Ambiente in onda sulla Web TV Touchplay (a cui rimandiamo in coda a questo articolo per un miglior approfondimento) due rappresentanti della filiera coinvolta: Antonio Cernicchiaro, Vice Direttore Generale UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri e Alfonso Gifuni, Presidente C.A.R. – Confederazione Autodemolitori Riuniti cercando di capire, da entrambi i punti di vista, quali sono i sentiment dei produttori e degli autodemolitori nei confronti delle nuove sfide contenute nel redigendo Regolamento.
“I costruttori non sono impensieriti da questo Regolamento ELV – ha dichiarato Cernicchiaro – l’attuale proposta, che è presso che definitiva prevede due anni di tempo per l’applicazione delle norme ai veicoli delle categorie M1 e N1, cioè autovetture e veicoli commerciali leggeri e poi altre tre anni per le stesse categorie di veicoli speciali e cinque per i veicoli pesanti”.
“Ci saranno nuove misure molto significative ed impattanti che riguardano sicuramente il campo dell’economia circolare”, ha proseguito citando le indicazioni previste dal legislatore comunitario per i veicoli del futuro, dalla loro progettazione fino allo smaltimento passando per l’utilizzo di plastiche riciclate, anche derivanti dallo processo di recupero dei VFU.
“Sono misure impattanti – ha rimarcato – ma le Case automobilistiche sono prontissime ad attuarle anche a cominciare dalla responsabilità estesa del produttore… Le Case automobilistiche, anche con il supporto dell’UNRAE per quanto riguarda quelle estere, devono continuare a preoccuparsi dell’intera organizzazione dello smaltimento di questi veicoli e anche degli aspetti economici, i costi, che dovranno essere totalmente sostenuti dalle Case… Credo che sarà necessaria una sempre maggiore sinergia e collaborazione con i demolitori perché è attraverso un rapporto efficace, stretto e collaborativo dell’intera filiera che si potranno raggiungere gli obiettivi veramente importanti che il nuovo Regolamento comporterà”.
E dal punto di vista dei demolitori, come si sta vivendo questa transizione?
“I demolitori, in realtà, già da tempo sono pronti su questo fronte”, ha ammesso il Presidente Gifuni. “Io ritengo che questo Regolamento non abbia portato grandissime novità, se non precisare e articolare meglio i concetti che erano stati anticipati a suo tempo e di cui la filiera dell’autodemolizione, soprattutto in Italia e per le imprese che noi rappresentiamo, è già in fase estremamente avanzata”.
“Abbiamo sempre salutato con grandissimo interesse l’evoluzione normativa, la grande attenzione che il Legislatore nazionale e gli Organi di controllo hanno sempre riservato alla nostra categoria in termini di evoluzione dei nostri impianti”.
“Leggendo la bozza di Regolamento abbiamo notato che sono state precisate molte cose, ma per certi versi sono stati creati degli equilibri maggiori tra le parti della filiera… Penso che siamo già sulla buona strada per essere sincroni con i parametri dettati da questo Regolamento, l’unica cosa per cui faccio appello con grande intensità ai nostri associati è che a questo punto della partita bisogna creare una forte aggregazione della parte politica del sistema dell’autodemolizione per fare in modo di essere estremamente competitivi nel confronto con le Case automobilistiche”.
“La futura normativa europea sicuramente arricchisce e prevede sviluppi ulteriori rispetto a quella che è la normativa attuale, ma certamente non la stravolge”, ha replicato Cernicchiaro.
“In Italia abbiamo creato un sistema molto solido ed efficace proprio con la collaborazione tra Case produttrici e autodemolizioni e credo che su questo piano si possa proseguire ulteriormente perché le filiere che sono state create con le Case, d’accordo con i demolitori che ne fanno parte, dovranno sicuramente avere uno slancio di qualità che riusciremo ad affrontare insieme”.
“La normativa prevede che possano essere organizzati anche organismi individuali per poter adempiere agli obiettivi, quindi non escludo che vi siano Case automobilistiche che possano prendere una strada individuale, naturalmente come UNRAE supporteremo anche loro e faremo in modo che adempiano nella maniera più corretta e sostenibile possibile, ma naturalmente si andrà anche verso la realizzazione di consorzi tra Case automobilistiche e demolitori che ne dovranno far parte, quindi la situazione è molto aperta… UNRAE prevede di essere presente in tutti i tavoli istituzionali e dare un contributo affinché questa collaborazione possa svilupparsi perché solo in questo modo si possono raggiungere gli obiettivi oggi previsti”.
Presidente Gifuni, nell’attesa di questa norma emerge, dunque, una prospettiva di lavoro in collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo comune?
“La collaborazione fra i partners della filiera è indispensabile; la ragione sociale con la quale questo si potrà determinare dovrà essere un campo aperto lasciando alla libera facoltà di qualsiasi impresa di potersi strutturare garantendosi la piena autonomia”.
“La prospettiva di realizzare dei consorzi, sicuramente è una delle strade possibili ma io non vorrei però, nel momento in cui questa strada diventasse quella principale, che le regole di accesso ad eventuali strutture di ordine sociale ed economico che si andassero a costituire fossero determinate dalla grande dimensione e dal potere delle Case automobilistiche”.
“Come C.A.R. garantiamo la piccola e media impresa, tutta e abbiamo sempre sostenuto come filosofia che qualsiasi impresa riconosciuta giuridicamente e in regolare possesso delle autorizzazioni, di qualsiasi dimensione sia, debba essere protagonista all’interno della filiera”.
“Quello dell’aggregazione – ha sottolineato il Presidente Gifuni nel rimarcare l’alto livello di professionalità raggiunto dagli impianti di autodemolizione italiani – non deve diventare un condizionamento esclusivo, perché talvolta potrebbe non esserci la convenienza per talune imprese che verrebbero escluse”.
Per approfondire e guardare l’intervista completa si rimanda alla puntata di Diamo Voce all’Ambiente: “Produzione e smaltimento dei veicoli nel futuro dell’Ue” sul canale You Tube di Touch Play Web TV.








