Sicurezza alla guida: studio FIA Region 1 su ADAS e DCAS
L’Ufficio Europeo della Federazione Internazionale dell’Automobile ha pubblicato un nuovo studio sull’efficacia e l’efficienza dei sistemi di assistenza alla guida. Bene l’evoluzione tecnologica, ma per conseguire maggior sicurezza non si può prescindere dalla consapevolezza umana.

Il 28 gennaio l’Ufficio europeo della Federazione Internazionale dell’Automobile (di seguito FIA Region 1), ha pubblicato lo studio “Assessment of Advanced Drive Assistance and Dynamic Control Assistance System (ADAS/DCAS)” che fa il punto sull’evoluzione dell’automazione dei veicoli e delle tecnologie di assistenza alla guida (ADAS) e dei progettati sistemi di assistenza al controllo dinamico (DCAS), progettati per supportare i conducenti, ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza sulle strade.
Lo studio sottolinea che i sistemi ADAS possono si massimizzare la sicurezza stradale, ma solo se sviluppati e implementati in una prospettiva incentrata sull’uomo, perché il coinvolgimento, la soddisfazione, l’accettazione e la fiducia degli utenti sono fondamentali per un utilizzo effettivo delle stesse tecnologie.
D’altro canto, i Paesi con una maggiore accettazione dei sistemi ADAS tendono ad avere utenti più coinvolti e informati, infrastrutture stradali meglio adattate e ambienti di guida che contribuiscono a offrire reali vantaggi in termini di sicurezza.
Andiamo con ordine.
L’Ufficio Europeo della FIA, con sede a Bruxelles, è un’associazione di consumatori che rappresenta 103 Mobility Club, con oltre 41 milioni di membri in Europa, Medio Oriente e Africa.
Contestualmente la FIA, fondata nel 1904, con l’obiettivo di stabilire standard di governance e sicurezza coerenti nel campo degli sport motoristici, da tempo oltre ad essere l’organo di governo degli sport motoristici è divenuta la federazione delle principali organizzazioni di mobilità al mondo.
In questo ambito si impegna a garantire una mobilità sicura, sostenibile, economica e accessibile a tutti gli utenti della strada a livello globale ed è attivamente impegnata in iniziative di sensibilizzazione a livello globale.
Da tempo, per aumentare la sicurezza sulle strade, l’UE e l’UNECE (Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite) hanno introdotto norme specifiche e ai sensi del Regolamento sulla Sicurezza Generale (GSR) dell’UE, tutti i veicoli di nuova immatricolazione a partire da luglio 2024 devono essere dotati di sistemi ADAS come l’Intelligent Speed Assist (ISA) e il mantenimento di corsia di emergenza (ELK).
Altri sistemi, come il Cruise Control Adattivo (ACC) e il mantenimento della corsia di marcia, sono sempre più disponibili per migliorare il comfort e la sicurezza, sebbene non siano attualmente obbligatori.
Orbene, la prima generazione di DCAS sta entrando nel mercato in base ai regolamenti ONU, mentre tecnologie più avanzate sono in fase di discussione.
Se è intuibile che queste tecnologie possono migliorare significativamente la sicurezza e l’efficienza di guida, va anche detto, però, che non possono sostituire in toto l’operato del conducente, che rimane sempre pienamente responsabile del controllo del veicolo.
Non solo, va anche detto, però, che sulla reale efficacia di tali sistemi nella guida reale, sulla compatibilità con le infrastrutture esistenti e, soprattutto, sull’accettazione degli stessi da parte degli utenti, permangono tutt’ora delle criticità.
In questo scenario s’è mosso lo studio condotto su commissione FIA da MdynamiX – team internazionale specializzato nell’ingegneria dei veicoli e dei controlli, nell’ingegneria meccanica, nella meccatronica, nell’ingegneria del software, nell’ingegneria industriale, nello sviluppo dei prodotti con particolari competenze nella dinamica e il comfort dei veicoli, l’acustica, la tecnologia NVH e lo sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida e guida autonoma – in collaborazione con l’Università Scienze applicate di Kempten, in Germania e che ha previsto il coinvolgimento di oltre 13.500 membri di un mobility club.
Ebbene, dalle interviste effettuate dagli analisti è emerso che l’Adaptive Cruise Control (ACC) è ampiamente accettato, affidabile, intuitivo e utilizzato frequentemente, contribuendo positivamente alla sicurezza stradale. Al contrario, il Lane Keeping Assistance (LKA) e l’Intelligent Speed Assistance (ISA) sono stati considerati da molti automobilisti meno affidabili e utilizzati meno frequentemente.
Lo studio rimarca la necessità di una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica, una migliore integrazione dei sistemi ADAS e DCAS nella formazione dei conducenti e linee guida più chiare sull’uso sicuro di tali sistemi.
Tutti passi fondamentali non solo per conseguire una maggior sicurezza sulle strade europee, ma anche per supportare l’evoluzione tecnologica dei veicoli in chiave della loro più elevata automazione in futuro.
“Questo studio conferma che i sistemi avanzati di assistenza alla guida possono svolgere un ruolo decisivo nel migliorare la sicurezza stradale, ma solo se i conducenti li comprendono, ne hanno fiducia e li utilizzano costantemente”, ha dichiarato Diogo Pinto, Direttore Generale della Regione I della FIA.
“Con l’evoluzione della mobilità, è essenziale che la tecnologia venga sviluppata con un approccio fortemente incentrato sull’uomo, supportato da una comunicazione chiara, formazione e infrastrutture che consentano a questi sistemi di esprimere appieno il loro potenziale di sicurezza. Presso la Regione I della FIA, ci impegniamo a garantire che l’innovazione fornisca realmente potere ai conducenti e contribuisca a rendere le strade più sicure in tutta Europa”.
Lo studio è disponibile sul sito della FIA Region 1 a questo link.







