Centri di autodemolizione: le sfide del nuovo Regolamento ELV e l’importanza di essere pronti

Il nostro Paese è a buon punto, secondo il Responsabile dei Servizi di Ecoeuro; l’importante sarà arrivare preparati, essere convinti delle proprie capacità imprenditoriali e proseguire nell’evoluzione dei centri di autodemolizione.

Quest’anno potrebbe essere quello della svolta per il settore del fine vita dei veicoli e per tutta la filiera imprenditoriale compresa tra la produzione e lo smaltimento veicoli stessi stante la prospettiva che, finalmente, possa vedere la luce il nuovo Regolamento ELV.

È chiaro che molti soggetti della filiera si stanno già preparando per alcune delle novità che sono state anticipate e che sono tutt’ora in fase di discussione all’interno del meccanismo del cosiddetto trilogo, ma è altrettanto chiaro che il tessuto dei centri di autodemolizione coinvolto dalla norma dovrà essere pronto.

Ebbene, abbiamo rivolto le nostre domande a Matteo Lucingoli, responsabile dei Servizi di Ecoeuro, società leader in Italia nell’erogazione di servizi integrati, anche alle imprese di autodemolizione, cercando di capire quello che “bolle in pentola”.

Come si sta preparando Ecoeuro per il futuro, almeno così come è stato anticipato dalle discussioni sul nuovo Regolamento ELV?

Parlando con le aziende italiane ho notato un po’ di timore generale, ma posso dire che, dal nostro punto di vista non siamo assolutamente preoccupati. Innanzi tutto, perché l’Italia ha fatto anni di duro lavoro misurando persino il peso del singolo bullone al fine del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva 2000/53/CE; viceversa, invece, sappiamo che l’approccio degli altri Paesi Ue è stato più blando nei conteggi”.

Con questo Regolamento che arriverà avremo, finalmente, regole chiare e precise per tutti e secondo me gli altri Paesi avranno sfide maggiori da affrontare rispetto all’Italia perché noi, come Paese, già da dieci anni a questa parte, siamo stati molto rigorosi dal punto di vista delle lavorazioni e dei conteggi in merito ai pesi di recupero e riciclo dei materiali”.

L’importante è arrivare a questa sfida preparati e come fornitori di servizi strategici il nostro obiettivo è quello di preparare le imprese al meglio per affrontare ciò che arriverà; ci consideriamo un po’ come gli allenatori di questa squadra di calcio dove i giocatori sono tutti i centri di autodemolizione”.

Sappiamo anche perfettamente che i centri più all’avanguardia sono, in genere, quelli geograficamente più vicini all’Europa continentale, mentre quelli del Centro e Sud Italia fanno ancora un po’ di fatica ad adeguarsi. Tuttavia, anche gli impianti più piccoli potranno far fronte a queste sfide perché quello che conta, al di là degli investimenti effettuati fino ad oggi, è arrivare preparati, essere convinti delle proprie capacità e fare un cambio di marcia mentale che è proprio quello che cerchiamo di promuovere in tutti i centri di autodemolizione”.

E quindi su cosa state lavorando?

Abbiamo in ballo tre progetti: il primo riguarda proprio la prossimità strategica della nuova sede Ecoeuro a Lecce già attivata lo scorso anno e che quest’anno sarà ancor più potenziata tenendo conto della sua collocazione all’interno del Distretto Tecnologico dell’Università del Salento. L’obiettivo è quello di dare il via a tutta una serie di attività che coinvolgano i centri di autodemolizione del Centro-Sud Italia offrendo loro opportunità, vicinanza e assistenza che, peraltro, è la prima richiesta che riceviamo dalle imprese”.

Il secondo progetto, già partito a gennaio di quest’anno, riguarda la nostra membership. Abbiamo rinnovato completamente i nostri servizi offrendo un “pacchetto base” che include tutti quei servizi che il demolitore deve avere inclusa anche la consulenza sulle normative ambientali perché ci siamo resi conto che non è più sufficiente che un autodemolitore abbia un software per poter gestire le pratiche e i rifiuti, ma deve essere anche costantemente seguito.
Pertanto, ci siamo proposti con questo pacchetto come punto di riferimento per quanto riguarda la consulenza specifica e gli aggiornamenti normativi in itinere
”.

L’ultimo progetto che abbiamo sviluppato è il nuovo software ricambi già operativo dallo scorso anno. Già una quindicina di aziende, in Italia, hanno adottato il nostro sistema e mi piace sottolineare come il nostro prodotto prevede e stimola una sorta di attenzione generale di cui anche l’imprenditore deve tener conto per rinnovare i propri processi interni”.

In questo senso è il software stesso che obbliga – in modo positivo – ad evolversi, a rivedere tutti i processi d’azienda sin dall’ingresso del veicolo presso il centro con la finalità di valorizzare al massimo tutti i materiali e le tecnologie derivanti; cosa che è proprio in linea con il nuovo Regolamento Ue”.

Per concludere, in questo quadro di conflitti generali che conosciamo bene, l’Europa ha un’opportunità importante quella di diventare sostenibile e indipendente dall’acquisto di materie prime dalle altre superpotenze proprio a partire dalla massima valorizzazione dei prodotti di scarto, in particolare, nel nostro settore, dai veicoli a fine vita”.

Abbiamo visto che già nei primi mesi del nuovo anno c’è stato un certo fermento dal punto di vista delle novità normative nazionali. Come ha risposto Ecoeuro da questo punto di vista?

Parlando di norme spesso si pensa all’ambiente in generale. Noi, però, siamo una società di servizi molto radicata nel territorio e andiamo a toccare proprio l’operatività giornaliera dei nostri utenti e conosciamo perfettamente le loro difficoltà, tanto più quelle legate all’aggiornamento normativo”.

Per tornare all’oggetto della domanda, effettivamente quest’anno sono stati introdotti i formulari digitali e conosciamo bene quale è stato il risultato nell’immediato.
Noi ci siamo dedicati alla formazione con video webinar dedicati per spiegare operativamente come funzionano i formulari digitali e, a differenza di competitor che si sono limitati a fornire indicazioni generiche, abbiamo eseguito prove pratiche e spiegato letteralmente come svolgere tutto il processo di gestione dei formulari stessi sin dai portali del Ministero
”.

Devo dire che questa attività ha avuto un grande successo se si considera che su circa 1.300 autodemolitori autorizzati in Italia, il nostro video ha avuto circa 10.000 visualizzazioni; significa che non solo ha raggiunto un ampio pubblico oltre il target specifico, ma è stato visto più volte”.

Successivamente, sulla base degli errori riscontrati dagli operatori nelle prime settimane di utilizzo dei Formulari digitali abbiamo lavorato e stiamo procedendo per adeguare i nostri sistemi informatici e poter fornire un software totalmente integrato con il portale RENTRI”.

Altra novità importante, da tempo attesa, è la Legge n. 14 del 2026 che permette la radiazione dei veicoli gravati da fermo amministrativo. Questa Legge cerca di risolvere il problema annoso dell’abbandono dei veicoli che grava sui Comuni e sulle FF. OO, ma anche le difficoltà a carico di quei privati detentori di veicoli ormai inutilizzabili che, finora, non potevano essere demoliti proprio perché gravati da fermo amministrativo”.

Alla luce di questa Legge e sempre nell’ottica della digitalizzazione, abbiamo sviluppato  un sistema – presente nel nostro software – che permette di radiare i veicoli direttamente senza dover utilizzare gli strumenti forniti dal portale del Ministero dei Trasporti che, abbiamo visto, essere molto macchinosi e complessi al punto che, diversi centri di autodemolizione preferiscono rivolgersi alle agenzie di gestione pratiche auto per la radiazione, mentre nella nostra visione vogliamo che sia proprio il demolitore a gestire in toto tutto il flusso”.

Il nostro sistema include già i pagamenti alla P. A. e posso dire con certezza che siamo gli unici in Italia ad avere questa opportunità. Attualmente ci sono già una decisa di utenti che lo stanno utilizzando e abbiamo già contato 2.000 radiazioni effettuate. Non nascondo che, nelle nostre proiezioni per il 2026 abbiamo l’obiettivo di arrivare a 100 utenti e un tetto di 200.000 radiazioni”.

Per approfondire e guardare l’intervista completa si rimanda alla puntata di Diamo Voce all’Ambiente: “Nuovo Regolamento ELV L’importanza di essere pronti” sul canale You Tube di Touch Play Web TV.

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