Aria più pulita: il Parlamento europeo ha approvato nuovi limiti di emissione più severi

Le nuove limitazioni potrebbero ridurre del 50% l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute entro il 2030.

parlamento europeo

Quasi mezzo milione di europei muore ogni anno per malattie legate ai milioni di tonnellate di gas e particelle rilasciati in atmosfera dalle attività umane: dal biossido di zolfo che causa la pioggia acida che danneggia gli edifici e uccide le piante, alle polveri sottili che possono causare malattie respiratorie e cardiovascolari e che si traducono in costi per la sanità pubblica che vanno da 330 a 940 miliardi di euro ogni anno.

A seguito dell’accordo politico raggiunto con il Consiglio nel giugno di quest’anno, il Parlamento europeo ha appena approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti da raggiungere entro il 2030.

Nella nuova normativa, approvata con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni, si stabiliscono gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri).

Tali proposte potrebbero ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030.

Questo significa che 200.000 persone in tutta Europa ogni anno non perderanno la vita prematuramente e questo è un enorme risultato.” ha spiegato la relatrice Julie Girling (ECR, UK)

Inoltre, come sostenuto dai deputati, nel testo si ribadisce l’impegno dell’UE a identificare e rivedere la normativa sui controlli che si è rivelata inefficace, come dimostrato dalla discrepanza tra i valori delle emissioni in condizioni di guida reale e le emissioni di NOx nei test di prova delle autovetture diesel Euro 6.

Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, – ha aggiunto Julie Girling con il problema della qualità dell’aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo VW e alla questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandoci sulla CO2, trascurando la qualità dell’aria”.

Gli Stati membri hanno insistito sull’esclusione del metano dal campo di applicazione della direttiva.
La Commissione europea ha tuttavia confermato che potrebbe riesaminare questo punto.

La nuova direttiva, già informalmente concordata con i governi, fisserebbe obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni dei 5principali inquinanti atmosferici entro il 2030 rispetto al 2005.
Di seguito la tabella esplicativa:

 

5 inquinanti presi in considerazione dalla direttiva

Fonti principali

Effetti

Obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030 (rispetto al 2005)

Ossidi di azoto (NOx)

Auto, camion, centrali elettriche

Malattie respiratorie, contribuisce alla formazione del particolato atmosferico, piogge acide, eutrofizzazione

-63%

Composti organici volatili non metanici (COVNM)

Rivestimenti, vernici, uso di solventi, industria chimica e alimentare, stampa

Componente chiave nella formazione dell’ozono a livello del suolo o di “cattivo” ozono che danneggia i polmoni

-40%

Ammoniaca (NH3)

Agricultura: uso di fertilizzanti, allevamenti

Elemento base per il particolato, contribuisce all’acidificazione e all’eutrofizzazione

-19%

Biossido di zolfo (SO2)

Generazione di calore ed elettricità, Heat and electricity generation, abitazioni

Contribuisce alla formazione delle polveri sottili

e delle piogge acide

-79%

Polveri sottili (particelle fini fino a 2.5 micron di diametro)

Dalla combustione di carbone e legna, dal trasporto su strada, fabbriche e centrali elettriche

Può causare malattie respiratorie e cardiovascolari, cancro al polmone

-49%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credo fermamente che questo voto sia un passo nella giusta direzione. Non rappresenta la soluzione ideale, ma rappresenterà un importante miglioramento per la salute dei nostri cittadini”, ha concluso Julie Girling.

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