Londra: ad aprile arriva la supertassa sul diesel

Stretta sulle auto diesel a Londra. Il Westminster City Council ha deciso che, a partire dal 3 aprile, le vetture a gasolio – indipendentemente dalla loro classe di emissione – per parcheggiare nelle aree centrali della capitale inglese, inclusa buona parte del West End, pagheranno il 50% in più dei veicoli alimentati in qualsiasi altro modo.

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Gli inglesi continuano a mettere a punto misure drastiche e nuove politiche anti-traffico automobilistico per combattere l’inquinamento dell’aria. Oltre all’intenzione di introdurre a breve il primo limite di velocità sull’autostrada M1 che collega Londra a Leeds, è di questi giorni la decisione del Westminster City Council di Londra di aumentare la tariffa per il parcheggio delle auto diesel nelle aree centrali della capitale inglese.

La decisione, peraltro in linea con le nuove disposizioni anti-inquinamento avanzate da molti paesi europei e non, come Francia, Olanda e USA, risponde alle richieste di sempre più numerosi gruppi di residenti preoccupati dalla qualità dell’aria, satura soprattutto di diossido di azoto e di particolato, concausa di problemi cardiaci, malattie respiratorie e, secondo l’amministrazione locale, di oltre 10 mila morti all’anno.

Dal 3 aprile, come riporta il Guardian, chi vorrà parcheggiare nel West End (tra l’altro, piena di attrazioni turistiche, come la Westminster University, la zona commerciale di Baker Street dove, al numero 221b, Sir Arthur Conan Doyle faceva abitare il suo Sherlock Holmes, e il museo delle cere di Madame Tussaud) pagherà il 50% in più dei veicoli alimentati in qualsiasi altro modo. La tariffa oraria per le vetture a gasolio – indipendentemente dalla loro classe di emissione – passerà da 4,90 a 7,35 sterline (da 5,73 a 8,60 euro, al cambio attuale). Per i residenti le tariffe resteranno, invece, invariate.

Adesso gli automobilisti ci penseranno due volte prima di utilizzare le loro macchine altamente inquinanti, compresi i turisti – ha dichiarato, nel commentare la disposizione, David Harvey, consigliere per l’Ambiente del Westminster City Council – Il provvedimento si basa sulla possibilità di riconoscere in tempo reale l’alimentazione di un’auto, attraverso la targa, ed entrerà in vigore prima del cosiddetto T-charge, il piano varato a fine 2016 dal sindaco Sadiq Khan, che prevede una tariffazione extra di 10 sterline per chi entra nella zona della Congestion Charge londinese. Il piano dovrebbe essere operativo dalla seconda metà del 2017“. 

L’autorità che governa i quartieri centrali della metropoli britannica ha anche precisato che il denaro ricavato sarà reinvestito in mezzi di trasporto sostenibili. Inoltre, numerose strade del distretto finanziario saranno riservate esclusivamente al parcheggio delle vetture elettriche, per le cui colonnine di ricarica sarà destinato un investimento di 1 milione di sterline. E se questo drastico e unidirezionale caro-parcheggi avrà successo, verrà esportato in altre parti della città.

E in Italia?
In effetti, la nostra Penisola resta ancora fanalino di coda in fatto di misure anti-inquinamento.
Parlando di mobilità elettrica, secondo il recente Rapporto realizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che prende in esame tipologie, incentivi e strutture di ricarica per i veicoli elettrici al fine di individuare modelli vincenti di business, le potenzialità di crescita del settore in Italia ci sono, ma ci sono anche tante incoerenze che ne frenano l’espansione.
Ad esempio, mentre aumentano i segni concreti di affermazione a livello globale, con la vendita nel 2016 di circa 800.000 auto elettriche, il 40% in più rispetto al 2015, in Italia tutto è fermo a 2.560, senza alcuna crescita percentuale. In poche parole, arriviamo appena all’1% del mercato europeo. La causa principale, secondo il professor Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group è una sola: “Nella nostra penisola vi è l’assenza di coraggio nello sperimentare forme di ecosistema avanzate, che invece sono già una realtà in altri Paesi“.

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