Emissioni di CO2 dalle automobili: i fatti

Secondo un Report del gruppo di ricerca Transport & Environment, le case automobilistiche stanno ritardando l’uscita di modelli più sostenibili e stanno facendo pressioni sul Legislatore europeo per alleggerire i nuovi obiettivi di riduzione di CO2.

report-emissioni-co2

Secondo recenti ricerche, le case automobilistiche stanno rallentando sia le vendite di auto elettriche sia la messa a punto di sistemi di consumo più performanti dei modelli auto più venduti in Europa.
Ciononostante, quasi tutti i produttori riusciranno a rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2021 imposti dall’UE, attraverso la vendita di modelli più efficienti e sfruttando le flessibilità nella regolamentazione europea.
È questa la sintesi del ReportCO2 emissions from cars: The facts” (Emissioni di CO2 dalle automobili: i fatti) pubblicato dal gruppo di ricerca Transport & Environment.

Nel 2017 solo 6 modelli auto sui 50 più venduti in Europa sono stati rinnovati completamente e pochissime auto plug-in nuove sono state messe sul mercato, contribuendo senza dubbio alla mancanza di progressi nella riduzione delle emissioni di CO2.

Entro la fine di quest’anno solo 4 modelli sui 50 più venduti saranno rinnovati completamente, 14 nel 2019 e 7 nel 2020.

La tattica di continuare a vendere vecchi modelli il più a lungo possibile ci fa capire che le case automobilistiche stanno ottimizzando i profitti e stanno anche cercando di convincere il legislatore europeo che faranno fatica a raggiungere gli obiettivi di CO2 al 2021, per non parlare di quelli al 2025.

Ma il prezzo di tutto ciò lo stanno pagando i consumatori, che ancora non hanno a disposizione automobili più efficienti, e il pianeta poiché le emissioni di CO2 provenienti da auto e furgoni continuano a salire.

“I produttori di automobili sono spudorati, – ha dichiarato Greg Archer, Direttore del settore veicoli puliti di Transport & Environment – si lamentano che non riescono a raggiungere i loro obiettivi di CO2 e del calo delle vendite dei diesel, mentre spingono SUV vecchi, inefficienti e ad alte prestazioni per massimizzare i loro profitti. Di conseguenza, le emissioni di CO2 stanno aumentando e i loro clienti sono costretti a consumare e quindi pagare tantissimo carburante. Ma la realtà è che quasi tutte le case automobilistiche serie in Europa riusciranno a raggiungere gli obiettivi europei ed eviteranno le multe”.

Secondo il rapporto, per rispettare gli obiettivi del 2021 le case automobilistiche aumenteranno le vendite di veicoli elettrici ibridi a batteria e plug-in, e questo probabilmente aumenterà del 5-7% la loro quota di mercato in Europa entro il 2021.
Tuttavia, l’analisi mostra anche che le case costruttrici stanno ritardando fino all’ultimo momento il lancio di nuovi veicoli plug-in.
Attualmente sono in vendita solo 20 auto elettriche a batteria, ma entro il 2021 si pensa che saranno oltre 100, aumentando così la scelta e la concorrenza, se le case manterranno le promesse.

L’analisi rileva inoltre che l’aumento delle vendite di SUV con motori più potenti, la cui quota di mercato è aumentata dal 4% nel 2001 al 26% nel 2016, sono state in gran parte responsabili dell’aumento delle emissioni delle automobili.

Infine, secondo il Report, il calo delle vendite di auto diesel è più che compensato dall’aumento delle vendite di veicoli a basse emissioni o con alimentazioni alternative.

“I produttori automobilistici stanno disperatamente cercando di persuadere il legislatore a eliminare completamente gli obiettivi al 2025 per auto e furgoni e a rendere più leggeri quelli al 2030. – ha concluso Archer Il piano è di continuare a vendere diesel in Europa il più a lungo possibile. I politici non dovrebbero lasciarsi ingannare dalla loro cinica strategia e devono invece esigere obiettivi ambiziosi al 2025, imporre la vendita di veicoli elettrici e garantire che le riduzioni delle emissioni avvengano nel mondo reale e non solo nei laboratori delle case automobilistiche”.

Il trasporto è l’unico settore il cui impatto sul clima è in crescita dal 1990.

Da automobili e furgoni derivano i due terzi delle emissioni di carbonio dei trasporti, che è il settore con più emissioni nell’UE con il 27% delle emissioni totali di CO2.
Inoltre, lo scorso anno il consumo di petrolio dell’UE (un buon indicatore per le emissioni di CO2 del trasporto) è aumentato del 2%: la crescita annuale più elevata dal 2001.

L’UE sta attualmente discutendo una proposta della Commissione europea per ridurre le emissioni di CO2 del 15% e del 30% rispettivamente nel 2025 e nel 2030, ma già sembra che questi obiettivi non saranno sufficienti per consentire ai paesi dell’UE di raggiungere gli obiettivi vincolanti per il clima al 2030.


Condividi con:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.