Auto connesse, un mercato da 1,8 miliardi di euro

Nonostante gli effetti della pandemia sul mercato, non si frena l’interesse dei consumatori, delle imprese e del settore pubblico nei confronti delle opportunità offerte dalla tecnologia delle auto connesse e della smart mobility.

Sempre più smart, sempre più connesse, sempre più sicure.
Le auto connesse (connected car) sono ormai una realtà indiscutibile anche nel panorama nazionale, con un valore di mercato, per quanto concerne tecnologie e soluzioni che si aggira, in Italia, intorno all’1,8 miliardi di Euro, in leggero calo (-2%) rispetto alla cifra raggiunta nel 2019, ma in perfetta linea con i risultati dei principali Paesi occidentali.

È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano, presentata la scorsa settimana (in data 28 maggio) nel corso del Convegno on line: “Connected Car & Mobility: come riscrivere la mobilità del futuro”.

L’Osservatorio, nato nel 2019 per rispondere al crescente interesse di aziende pubbliche e private verso le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie applicate ai settori dell’auto e della mobilità, si  propone di generare e condividere conoscenza sull’evoluzione dei veicoli in ottica smart e, più in generale, sul ruolo delle tecnologie digitali a supporto della mobilità, con il fine ultimo di contribuire allo sviluppo del mercato, all’implementazione della conoscenza e dell’informazione sulle tecnologie e le migliori applicazioni disponibili.

Ebbene, il quadro che emerge dalla ricerca è, per certi aspetti, entusiasmante, soprattutto in considerazione dei numeri del mercato auto dello scorso anno che a causa della pandemia, ha perso il 27,9%. Malgrado ciò, sono 17,3 milioni i veicoli connessi in Italia, il 45% delle vetture circolanti (erano 16,7 milioni del 2019); oltre un consumatore su tre possiede una funzionalità smart per l’auto; il 71% dei consumatori conosce l’auto connessa e il 36% utilizza almeno una funzionalità smart.

E ancora: i sistemi di guida assistita – ADAS integrati nei nuovi modelli, come la frenata automatica d’emergenza o il mantenimento del veicolo in corsia (che rappresentano 1/3 del mercato delle nuove tecnologie smart), valgono sul mercato per 600 milioni di euro, mentre otto su dieci consumatori si dichiarano favorevoli ad acquistare un’auto connessa in futuro.

Quello della smart mobility è un oggetto di grande interesse non solo da parte dei privati, ma anche del settore pubblico: in un anno, dal 2019 è cresciuto di 6 punti percentuali (dal 54% al 60%) il numeri dei Comuni sopra i 15.000 abitanti che ha avviato sul tema un progetto specifico.

Le soluzioni per l’auto connessa più diffuse sono i box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (che rappresentano il 55% del mercato, in flessione dell’11%), ma la fetta più consistente è rappresentata dalle auto nativamente connesse tramite SIM (18%, +48%) o con sistemi bluetooth a bordo veicolo (27%, +15%). In crescita anche la componente dei servizi che sfruttano i dati raccolti dalle auto connesse, che vale 340 milioni di euro (+3%).
E nonostante i dubbi e i timori sul rispetto della privacy, la maggior parte degli utenti (57%) si dichiara disposta a condividere i dati della propria auto per attivare servizi aggiuntivi.

Nonostante il crollo del mercato dell’auto nel 2020, le soluzioni per l’auto intelligente e connessa hanno retto l’urto della pandemia, segnando solo una leggera flessione, compensata dalla crescita dei veicoli connessi circolanti in Italia e delle componenti del mercato più innovative, come i servizi abilitati dai dati raccolti dalle smart car”, ha affermato Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility.
Il fermento del mercato è testimoniato dalle tante innovazioni che attraversano il settore, come i nuovi modelli di business e di pricing basati sulla valorizzazione dei dati e l’evoluzione tecnologica trainata dal 5G e dai sistemi per la guida autonoma, oltre che dai numerosi benefici che le smart car possono generare per consumatori, imprese e per la società nel complesso”.

Le auto connesse, infatti, offrono agli utenti una maggiore sicurezza, grazie alla dotazione dei sistemi di assistenza alla guida integrati nei nuovi modelli; non solo, la presenza di sistemi ADAS offre l’opportunità di stipulare polizze assicurative vantaggiose il cui premio è calcolato anche in base a quanti e quali di questi sistemi sono presenti nel veicolo arrivando ad un risparmio annuo anche di 40 Euro.

Per le imprese, poi, la componente smart delle connected car si traduce in una più efficiente ed efficace gestione della flotta consentendo la riduzione e l’ottimizzazione degli interventi di manutenzione e controllo, limitando i casi di uso improprio da parte dei dipendenti, incentivando uno stile di guida più responsabile e conseguendo anche una riduzione del consumo di carburante.

Dal punto di vista della sostenibilità, inoltre, i veicoli autonomi e connessi, limitando il tempo trascorso nel traffico, contribuiscono ad una riduzione delle emissioni di gas serra. La ricerca dell’Osservatorio ha calcolato che nella sola città di Milano si arriverebbe a ridurre di 400 tonnellate l’anno le emissioni di CO2 utilizzando sistemi V2V (comunicazione tra veicolo e veicolo) e 2.700 tonnellate CO2/anno utilizzando sistemi V2I (comunicazione tra veicolo e infrastruttura).

Senza contare che lo sviluppo delle tecnologie e l’espansione delle reti di comunicazione che consento il “dialogo” tra veicoli, veicoli e infrastrutture e veicoli e pedoni (V2P), consentirà di processare una mole di dati sempre maggiore, rendendo più efficace e sicura la gestione di scenari di mobilità complessa.

Sempre più spesso le aziende definiscono delle strategie per valorizzare i dati raccolti dalle smart car e adottano nuovi modelli di pricing che prevedono l’acquisto di servizi smart legati all’auto o alle strade oppure modalità pay-per-use – ha affermato Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Connected Car & Mobility. “Nei prossimi anni lo sviluppo della Connected Car non dipenderà più solo dalla crescente diffusione di auto connesse o delle loro tradizionali funzionalità, ma anche dalla possibilità di pensare alle auto come a un canale di vendita “intelligente” per portare al cliente servizi innovativi o addirittura funzionalità di prodotto avanzate e sbloccabili a pagamento, come l’estensione della durata della batteria di un’auto elettrica o il potenziamento del motore”.

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