Mobilità sostenibile urbana: tre esempi da Genova, Torino e Roma

Tre città, tre progetti diversi che hanno in comune l’utilizzo di nuove tecnologie con lo scopo di promuovere la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

Mobilità sostenibile e sicurezza stradale sono due tematiche alla base di molti progetti che sfruttano le nuove tecnologie in diverse città italiane, tra queste, prendiamo ad esempio tre interessanti sperimentazioni in corso a Genova, Torino e Roma.

A Genova, sono stati presentati diversi progetti sperimentali volti a favorire la mobilità sostenibile, sfruttando le nuove tecnologie. Uno di questi progetti, quello che riguarda la connessione dei bus ai semafori, ha ottenuto l’assegnazione del bando pubblico del Ministero dello Sviluppo Economico.

Questo interessante progetto si muove su quattro campi di sperimentazione, si avvale delle opportunità di gestione dati offerte dalla rete 5G ed è stato promosso dalla Vodafone di concerto con il Comune di Genova, la AMT (Azienda Mobilità e Trasporti S.p.A.), la Leonardo S.p.A. (azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza), il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e START 4.0 (centro di competenza per la sicurezza e l’ottimizzazione delle infrastrutture strategiche).

Il progetto, in pratica, prevede di rendere operativo un sistema di controllo dinamico dei semafori. Una volta che i bus (dotati di antenne e router) saranno connessi alla rete 5G sarà possibile controllare in tempo reale il flusso dei veicoli che convergono all’incrocio e di intervenire per favorire la viabilità dei mezzi pubblici.

Questo progetto, come molte altre iniziative interessate ad accrescere la sicurezza stradale e quella sul lavoro possono essere messe in atto, sfruttando le tecnologie 5G (sia in funzione radiomobile sia in modalità fissa) che consentono la trasmissione di dati a velocità molto elevate.

I costi delle nuove tecnologie a supporto dei servizi sono sostenuti in parte dal PNRR, che ha messo a disposizione capitali pubblici, per il resto, si avvalgono dell’apporto di capitali privati.

Come la città ligure, anche Torino ha avviato una sperimentazione che dovrebbe migliorare la mobilità, utilizzando delle navette a guida autonoma per il trasporto pubblico in ambito urbano.
L’esperimento è gestito dal Gruppo Torinese Trasporti (GTT) ed è attuato all’interno del progetto Show, finanziato dal programma europeo Horizon2020. Altri sostenitori del progetto sono: la Fondazione LINKS; Swarco Italia e il 5t di Torino; Reale Group; TTS Italia; la città di Torino.

La sperimentazione è suddivisa in due fasi:
– la “pre-demo” (durata due mesi) attuata senza passeggeri a bordo delle navette, consentirà di verificare come si comporta il veicolo nel traffico reale e al contempo, servirà a formare gli operatori di bordo;
– la fase successiva sarà la sperimentazione vera e propria che consentirà ai cittadini del comune di Torino di usufruire del servizio per un periodo di 5 mesi.

Il servizio interesserà un percorso di circa cinque chilometri nella zona dei presidi ospedalieri di Torino. I cittadini potranno prenotarsi grazie a una app e successivamente, salire su una delle due navette che si muoveranno in completa autonomia: prive sia di un volante sia dell’autista.

Questa prima autorizzazione per test su strada di veicoli a guida autonoma è stata resa possibile grazie al progetto “Sperimentazione Italia” del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, che consente a imprese, startup e università di avviare sperimentazioni, in un arco di tempo limitato. Successivamente, superata la fase di sperimentazione, si agirà per modificare la normativa, al fine di trasformare i progetti in realtà utilizzabili su larga scala.

I futuristici veicoli sono prodotti dalla francese Navya. Si tratta di due shuttle da 14 posti ciascuno (11 seduti e 3 in piedi). La navetta si muoverà nel traffico senza alcun intervento umano, ma a bordo sarà presente un operatore, in grado di occuparsi manualmente delle emergenze, oltre che di fornire al pubblico a bordo tutte le delucidazioni riguardo a questo singolare servizio.

Anche Roma ha in serbo un progetto che mira alla mobilità sostenibile: si tratta di SmartBUS, un innovativo autobus elettrico. L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra Prometeon Tyre Group ed E-CO Hev (spin-off del Politecnico di Milano) e tramite l’accordo siglato con l’Atac S.p.A. (azienda del trasporto pubblico di Roma) e Roma Servizi per la Mobilità.

Lo SmartBUS effettuerà il percorso della linea 64 che dalla Stazione Termini conduce alla Stazione di San Pietro. Oltre alla ricarica veloce, il veicolo è dotato di pneumatici a marchio Pirelli, sviluppati da Prometeon appositamente per il trasporto elettrico.

L’alto chilometraggio e la bassa resistenza al rotolamento, nonché un’elevata silenziosità di questi pneumatici, consente di ridurre il numero di ricariche del veicolo e di allungare l’autonomia di ogni singola ricarica.

Gli SmartBUS garantiscono: elevata affidabilità, bassi costi infrastrutturali, notevole capacità di trasporto, forte riduzione dei costi operativi di linea. Il tutto grazie all’attenzione particolare riservata alla fabbricazione di ogni parte del sistema.

Di Anna Rita Rossi

 

 

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