Rapporto: “Veicoli sulle strade europee”: i dati 2024 del parco auto circolante e non solo
Aumentato il parco auto circolante e l’età media di auto e veicoli commerciali leggeri; la distanza con gli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti è ancora alta. In Italia i furgoni più vecchi, il numero più alto di autobus e più alta densità di auto Ue ogni 1.000 abitanti.

Nel 2024 il parco auto circolante, nell’Unione europea, ha sfiorato i 256 milioni di unità; 255.999.373, per l’esattezza, con un incremento del +1,4% rispetto al 2023. L’Italia si è piazzata in seconda posizione per numero di auto circolanti (41.340.516 unità), dopo la Germania (49.339.116) e prima della Francia (39.738.933).
Sono alcuni dei dati contenuti nel nuovo rapporto: “Vehicles on European Roads” a cura di ACEA, l’Associazione europea dei costruttori automobilistici e che fornisce i dati chiave, tra cui l’età media dei veicoli divisi per segmenti, le diverse tipologie di alimentazione e altre informazioni essenziali per comprendere il panorama del settore automobilistico.
Il rapporto, fa riferimento ai dati 2024 e offre una fotografia dettagliata della composizione del parco auto circolante ma anche del parco camion, veicoli commerciali leggeri e autobus circolanti in Europa rivelando “polso” e performance dei Paesi membri.
“L’edizione di quest’anno – si legge nel Rapporto – rileva che l’età media di auto e furgoni, che rappresentano il 98% della flotta totale, sta gradualmente aumentando, mentre il numero di veicoli in circolazione è nuovamente aumentato… Nel 2024, sulle strade dell’UE circolavano 256 milioni di autovetture, con un aumento stabile dell’1,4% rispetto al 2023… Anche il numero di furgoni, camion e autobus sulle strade è in aumento, sottolineando l’importanza di accelerare l’adozione di modelli elettrici a batteria e altri modelli a zero emissioni in Europa per questi segmenti di veicoli”.
Nel 2024, secondo i dati ACEA, le auto elettriche a batteria (BEV) rappresentavano solo il 2,3% del parco auto totale dell’UE, mentre le ibride plug-in rappresentavano appena l’1,4%. Le auto a benzina e a diesel rappresentavano, in media, rispettivamente, il 49,2% e il 38,4% del mercato Ue.
11 Paesi Ue hanno raggiunto una quota di BEV circolanti superiore alla media Ue; 6 di questi hanno registrato una quota di BEV superiore al 4%: Danimarca (12,1%), Svezia (7,2%), Lussemburgo (7,1%), Paesi Bassi (6,1%), Belgio (5,1%) e Finlandia (4,3%).
Sempre sul fronte BEV la fotografia del segmento relativa ai quattro maggiori mercati per volumi complessivi vede Germania e Francia sopra la media Ue (rispettivamente 3,3% e 2,8%), mentre Spagna e Italia erano decisamente al di sotto: 0,8% e 0,7%.
Nonostante le auto elettriche a batteria siano, oggi, molto più appetibili per gli acquirenti, è dunque ancora forte il divario da colmare per conseguire quella mobilità a zero emissioni che l’Ue auspica per il prossimo futuro.
Sempre per quanto concerne l’Italia, il nostro Paese ha il triste primato in Ue della più alta densità di auto ogni 1.000 abitanti: ben 701, molto sopra la media dell’Unione che si è fermata a 570; giusto per fare un confronto con gli altri principali mercati, la Germania ha una densità di 591, la Francia di 580 e la Spagna, 544.
Ma non solo, dal punto di vista dell’età media dei veicoli il Bel Paese non ha brillato certo per freschezza: l’età media delle auto italiane è di 13 anni, contro una media UE di 12,7 (si consideri che i due estremi sono Grecia, 17,8 anni e Lussemburgo, 8,2 anni, tuttavia il confronto coi major market è negativo: Germania, 10,6 anni; Francia, 11,5. Solo la Spagna ha registrato un’età media più alta fra i maggiori mercati per volumi complessivi: 14,5 anni).
Analogamente nei settori dei veicoli commerciali con i furgoni italiani che detengono l’età media più alta dell’Unione (15 anni contro una media Ue di 12,9); i camion con un’età media di 19,8 anni (contro la media Ue di 14; ma va detto che ben 13 Paesi su 27 hanno età medie più alte di quella Ue, addirittura Grecia con 22,9, Malta con 22 e Estonia con 21,1 anni); infine gli autobus con una età media di 13,9 anni poco sopra la media Ue di 12,2.
Tuttavia, va anche detto che, dati alla mano, il nostro è il Paese che detiene il parco circolante autobus più esteso dell’Unione: 101.303 unità.
In generale, dal rapporto emerge che l’auto auto prosegue il suo primato come mezzo preferito dai cittadini per i loro spostamenti con il numero di auto ogni 1.000 abitanti in ulteriore crescita rispetto agli anni precedenti.
In definitiva i dati 2024 dimostrano che, nonostante la frenata del mercato che ha caratterizzato gli ultimi anni, il parco auto circolante prosegue nella sua crescita, compromettendo, con la presenza di mezzi sempre più vecchi e tecnologicamente meno performanti, quegli obiettivi ambientali e di sostenibilità che, a parole, tutti vorremmo perseguire.
“Sostituire i veicoli più vecchi con modelli più nuovi e più puliti può richiedere anni o addirittura decenni – si legge nel rapporto – Ciò sottolinea l’importanza di accelerare il tasso di sostituzione di questi veicoli più vecchi con i modelli più ecologici, puliti e sicuri, a dimostrazione dei significativi investimenti che il nostro settore ha effettuato nella mobilità sostenibile”.
Ma gli scogli da superare, sono parecchi, e, secondo i produttori automobilistici l’Ue deve approcciare al futuro dell’industria automobilistica secondo “un percorso pragmatico e realizzabile” nel quale “gli obiettivi legislativi rappresentano solo un tassello del complesso puzzle della decarbonizzazione del trasporto su strada”.
La soluzione per un futuro più green nei trasporto di persone e merci è chiaro, secondo i costruttori: “L’ecosistema deve diventare più attraente per i clienti e l’attuale quadro normativo dovrebbe essere rivisto per promuovere un insieme più ampio di condizioni abilitanti, come infrastrutture di ricarica e incentivi all’acquisto e fiscali, per stimolare la domanda di nuovi modelli e rifornire le strade europee con i modelli più puliti e più ecologici”.









