Auto elettriche Italia, il segmento delle BEV cresciuto del 46,1% nel 2025
Più di 12.000 unità registrate a dicembre confermano il crescente interesse degli acquirenti, ma secondo Motus-E servono strategie e azioni a lungo termine per dare continuità al mercato e sicurezza a consumatori e industria automobilistica.

Il mercato auto italiano relativo al segmento delle auto elettriche a batteria (BEV) chiude l’anno con un segnale positivo: a dicembre, grazie alla spinta deli incentivi del MASE partiti ad ottobre, sono state registrate 12.015 unità con un balzo in avanti del +107,2% rispetto a dicembre 2024.
Lo conferma l’analisi di mercato che Motus-E (associazione italiana costituita su impulso dei principali operatori industriali dei settori automotive ed energia e del mondo accademico per favorire la transizione energetica nel mondo dei trasporti, promuovendo la mobilità elettrica e divulgandone i benefici economici e ambientali), ha pubblicato a inizio anno.
Il risultato dell’ultimo mese dell’anno porta la quota di mercato nazionale delle BEV all’11,1%, esattamente il doppio del risultato staccato a dicembre 2024 e, contestualmente, attesta il parco circolante elettrico a 365.091 unità, di cui 94.230 sono state immatricolate nel corso del 2025 (+46,1% rispetto al 2024).
Il tutto in un contesto di mercato auto nazionale in flessione del –2,1%, malgrado, complessivamente, il risultato del dodicesimo mese sia stato positivo.
Analizzando i diversi canali di mercato, la fotografia scattata da Motus-E, evidenzia che il 52,5% dello stesso è dato dai privati che hanno totalizzato 9.070 immatricolazioni nell’ultimo mese del 2025 (+186,12% rispetto a dicembre 2024).
Il noleggio a lungo termine (che rappresenta il 25,5% del mercato di dicembre), ha portato 1.703 nuove immatricolazioni full electric (+18,84%); mentre il noleggio a breve termine (che rappresenta il 4,4% del totale) ha registrato un balzo del +126,44% rispetto a dicembre 2024, ma relativo a sole 197 nuove immatricolazioni.
Le “auto-immatricolazioni” del canale rivenditori (10,58% del totale) hanno portato a segno 434 nuove immatricolazioni, in calo del -7,86% rispetto allo stesso mese del 2024 e anche le flotte aziendali (7,3% del mercato di dicembre), hanno registrato un piccolo calo di 27 unità con soli 611 veicoli immatricolati (erano stati 638 a dicembre 2024).
Per quanto concerne i dati disponibili sulle infrastrutture di ricarica in Italia, l’ultima rilevazione di settembre 2025 vede la presenza di 70.272 punti di ricarica a uso pubblico per veicoli elettrici cresciuti di 10.388 unità da settembre 2024 e di ben 37.951 unità da settembre 2022; la maggior parte dei quali (57%) ubicati nelle regioni del Nord Italia (Centro e Sud e Isole contano, rispettivamente, il 20% e il 23% dei punti totali).
“I numeri del 2025 vanno letti con attenzione, per pianificare le strategie da mettere in campo nell’immediato futuro”, ha sottolineato Fabio Pressi, presidente di Motus-E nel rimarcare che “la combinazione degli incentivi nell’ultima parte dell’anno e della crescente disponibilità di modelli elettrici mass market ha messo in luce un evidente interesse degli italiani per questa tecnologia, che può essere valorizzato per colmare il preoccupante ritardo rispetto agli altri Paesi europei”.
“Tuttavia – ha aggiunto – l’effetto della corsa al bonus ISEE si esaurirà in pochi mesi ed è essenziale pianificare le prossime mosse, per dare finalmente al mercato la continuità e la prevedibilità di cui hanno bisogno sia i consumatori che l’industria”.
In questo senso, comprensibilmente, una opportunità strategica per ampliare il mercato degli EV è sicuramente quella delle flotte aziendali, che tuttavia scontano ancora l’attesa di una revisione della fiscalità, come più volte chiesto anche dai produttori.
“Si tratta di un canale indispensabile – ha aggiunto Pressi nel comunicato di commento ai dati di dicembre – in grado di orientare con solidità il mercato e di andare incontro anche alle esigenze dei tanti che si rivolgono all’usato… Alla luce di ciò, e in considerazione del recente aggiornamento del fleet mandate europeo, riteniamo non più procrastinabile una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, il cui impianto è sostanzialmente fermo agli anni ‘90”.









