Sistemi di Trasporto Intelligenti per ridurre le emissioni di CO2 e aumentare la sicurezza sulle strade

ERTICO e ACEA stilano uno Studio in cui dimostrano come le applicazioni dei Sistemi di Trasporto Intelligenti ai mezzi e alle infrastrutture contribuiscano al miglioramento della qualità dell’aria e della sicurezza stradale.

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Le tecnologie applicate alla sicurezza di ambiente e persone, nonché quelle relative all’efficienza dei sistemi di trasporto, sono in continua evoluzione e, questa volta, ad essere presi in considerazione sono i veicoli pesanti (quelli da 3,5 tonnellate e oltre), come camion e bus, i quali, per loro conformazione sono sicuramente più energivori, inquinanti e potenzialmente pericolosi.

I Sistemi di Trasporto Intelligenti applicati sia ai veicoli pesanti che alle infrastrutture stradali possono ridurre le emissioni di CO2 e aumentare la sicurezza a bordo del mezzo. Il concetto è stato espresso dal rapporto finale stilato da ERTICO – ITS Europe e supportato da ACEA, dal titolo “ITS4CV” (“Study of the scope of Intelligent Transport Systems for reducing CO2 emissions and increasing safety of heavy goods vehicles, buses and coaches”), presentato alla IAA Commercial Motor Vehicle Show di Hannover. ERTICO è un’associazione di aziende che collabora per lo sviluppo e la distribuzione di ITS in Europa, affinché si possa arrivare ad una mobilità più sostenibile, più pulita e più sicura.

Il concetto chiave dello Studio è che bisogna lavorare sui “margini di miglioramento”, anche se o già da diversi anni i sistemi di guida dei mezzi pesanti si sono sviluppati notevolmente. L’obiettivo per il futuro, quindi, è quello di puntare su ulteriori migliorie tecnologiche, anche se il processo sembra essere difficile in quanto l’assetto generale è già buono. Il suggerimento dello Studio è quello di addivenire ad un perfezionamento tecnologico che interessi sia i veicoli che le infrastrutture.

La premessa dello Studio è che per arrivare a sviluppi veri e propri bisogna ricordare che gli ITS sono dipendenti da fattori esterni al mezzo in sé, ad esempio il guidatore (abilità, comportamento, familiarità con la rete stradale), il tipo di strada (velocità, urbana o autostrada), le condizioni climatiche e stradali, la densità di traffico, il tipo di viaggio (a breve o lunga distanza, regolare o no), il tipo di veicolo, e così via.

Inoltre, il rapporto sottolinea che non bisogna considerare solo il livello “medio” di prestazioni, in quanto viene definito sulla base di dati disponibili e molto spesso è fuorviante. In particolare, se un sistema offre una prestazione inferiore alla media, non si dovrebbe pensare che è stato un insuccesso, piuttosto che le condizioni ottimali per il successo non sono state soddisfatte. Analogamente nel caso opposto, dal momento in cui i benefici sono al di sopra della media, questi non sono da considerare necessariamente valori anomali, ma sono indicativi della capacità del sistema date le giuste condizioni.

Per lo Studio, le più promettenti applicazioni ITS sui mezzi pesanti sono: 
– l’eco-guida di supporto in grado di risparmiare dal 7% al 10% delle emissioni di CO2 sulle strade extraurbane (escluse le autostrade). Un vantaggio fino al        25% per i veicoli pesanti e autobus è possibile in situazioni come incroci e semafori, a condizione che non vi sia alcuna congestione.
– L’eco-routing in grado di ridurre le emissioni tra il 4% e il 12% nelle aree urbane.
– Un avviso di deviazione della corsia (LDW) e un sistema avanzato di frenata d’emergenza (AEBS) può ridurre l’incidenza degli incidenti dal 17% al   24%.

Gli ITS possono essere applicati non solo ai veicoli, ma anche alle infrastrutture:
– i sistemi di segnalazione del traffico, come Energy Efficient Intersection Service, che prolunga il tempo del verde al semaforo per i bus o camion,   e Green Light Optimised Speed Advisory, che consiste in informazioni sulla velocità da mantenere per evitare l’arresto ad un semaforo rosso. Questi         sono solo esempi di sistemi intelligenti, ma possono portare ad un risparmio di CO2 pari a circa il 5% nelle aree urbane. 
Consegna degli ordini in base alla destinazione: per i veicoli commerciali si potrebbe arrivare ad una riduzione di emissioni di CO2 di oltre il 20% in       prossimità del luogo di consegna. Tuttavia, i risparmi dovrebbero essere del 5-10% per le consegne urbane, ma inferiore per quelle extraurbane.
Parcheggio intelligente per camion: questo potrebbe far ridurre del 2% le emissioni di CO2, in quanto si diminuisce il tempo nel cercare parcheggio.
– L’eco-rampa: misurazione per l’accesso all’autostrada che dà più tempo ai mezzi pesanti, portando ad una diminuzione compresa tra il 14% e il 17% di CO2   nelle immediate vicinanze della rampa autostradale, ma del 5% complessivo sulla rete circostante.
– Il monitoraggio del comportamento del conducente e delle emissioni di CO2 che possono portare una riduzione delle stesse di circa il 9%.

Innovazioni sul piano tecnologico e nuovi progetti per creare mezzi di trasporto meno inquinanti e più sicuri sono continue come ad esempio i tir ibridi svedesi, di cui avevamo già parlato nell’articolo: “Trasporto merci a zero emissioni: dalla Svezia una sperimentazione con tir ibridi per ridurre l’inquinamento” o il nuovo progetto Iveco Z Truck, caratterizzato da un’alimentazione a biometano e a gas naturale liquefatto (GNL) con tecnologie di guida autonoma per la sicurezza degli automobilisti. 

Le idee e i progetti non mancano e la rivoluzione in chiave sostenibile della mobilità sarebbe pure dietro l’angolo… ma quando si potranno vedere realmente sulle nostre strade?

 

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