Calano i furti d’auto, ma i ladri sono sempre più tecnologici

La panda si conferma l’utilitaria più rubata e la Campania continua a detenere il primato per il numero dei furti.

furti

Buone notizie dal “3° Meeting of vehicle Identification Expert” a Maranello dove i rappresentanti delle Polizie dei 27 Paesi europei aderenti, con la partnership di Europol, si sono incontrati per fare il punto sul traffico internazionale di veicoli e sui sistemi di sicurezza adottati dalle case automobilistiche d’Europa.

Dai dati diffusi durante il meeting, emerge per l’anno 2017 un apprezzabile calo dei furti di veicoli in valore assoluto: da 156.923 a 147.117 pari al 6,25% in meno rispetto al dato dell’anno precedente.
Grande la flessione anche per i motoveicoli pari al 7% e per i mezzi pesanti con un calo del 23,73%.

A livello regionale per la categoria autoveicoli (autovetture, autofurgoni e fuoristrada) la Campania continua a detenere il primato per il numero dei furti: oltre 20.000 nel 2017, pari al 19,7% sul totale nazionale. Seguono nella classifica Lazio e Puglia.

Il dato campano però non trova conferma nell’analisi provinciale dove, quale elemento di novità rispetto all’anno 2016, Roma risulta la provincia con il più alto numero di furti, seguita dalle province di Napoli e Milano.

Il primato dell’autovettura più rubata fra le utilitarie spetta anche nel 2017 alla Fiat Panda, mentre fra i fuoristrada in pole position si conferma la Nissan QASHQAI.

Cambia il modus operandi dei ladri che diventano sempre più high tech e si avvalgono di tecnologie sofisticate.
Poiché le moderne vetture sono equipaggiate da sistemi che non richiedono la chiave meccanica del passato, sia per l’apertura delle portiere sia per l’avvio, i ladri oggi hanno sostituito il classico spadino e affinato le proprie conoscenze tecniche.
Utilizzano sempre più frequentemente congegni che consentono loro di raggiungere lo scopo senza danni sulla vettura, come i jammer o i Rf sniffer, che sono in grado di intercettare il segnale di apertura delle portiere, sbloccare la vettura e poi avviarla, riducendo notevolmente la tempistica dei furti.

Le organizzazioni criminali internazionali, composte da esperti di informatica con una conoscenza elevata delle tecnologie dei veicoli, lavorano in gruppi ramificati e provengono dai Paesi dell’Est Europa, come Moldavia, Ucraina, Polonia, Romania e Slovenia.

Una volta rubati, i veicoli vengono smontati per ricavare i pezzi di ricambio oppure rivenduti sui mercati italiani o stranieri.

I veicoli rubati o appropriati indebitamente in Italia finiscono principalmente in Romania, Ungheria, Ucraina, Serbia, Spagna, Germania e Paesi del Nord e Centro Africa.
L’Italia, per la sua particolare posizione geografia, figura anche come paese di origine e di transito soprattutto per veicoli di provenienza illecita dalla Spagna, dalla Francia e dalla Germania.

Alla presenza del direttore centrale delle Specialità Roberto Sgalla, si sono aperti i lavori del team internazionale di esperti che si occupa del contrasto internazionale dei furti di auto.
Il gruppo di lavoro, denominato EuVID (European Vehicle Identification Database), grazie alla collaborazione con le case automobilistiche, aggiorna periodicamente un data-base con una serie di elementi quali i dati identificativi per ogni singola vetture e i diversi modelli di documenti di più di 50 nazioni.
L’archivio è a disposizione di tutte le squadre investigative delle polizia europee impegnate in tale delicato settore.


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