Nel 2019 sono rallentate le esportazioni di auto

Con 95.000 unità e una quota del 28%, resta la Bulgaria il primo paese di destinazione delle autovetture esportate dall’Italia nei primi nove mesi del 2019, seguito da Francia e Polonia.

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È stato pubblicato dall’UNRAE la 20esima edizione del Book delle Statistiche, realizzato dal suo Centro Studi e Statistiche, contenente l’analisi a 360° del settore automotive e l’esame dei principali fenomeni che hanno caratterizzato il 2019.

A fine 2019, il parco circolante delle autovetture, stimato dall’UNRAE, ha toccato i 38,36 milioni di unità.
L’età media del parco è stimata a 11,5 anni, in continua crescita dal 2009, per la crisi economica e conseguente debolezza del mercato auto che ne rallenta il processo di rinnovo, con effetti negativi sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
La fotografia del parco circolante delle autovetture al 31 Dicembre 2019 per direttiva Euro di emissioni evidenzia come circa un’auto ogni 3 circolanti in Italia sia ancora ante Euro 4, ossia con oltre 14 anni di età, confermando l’esigenza di svecchiamento del parco.

Nel 2019 – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – il mercato delle autovetture ha confermato la propria stanchezza, con una “crescita” dello 0,3%, raggiunta in extremis solo grazie alla forte spinta di noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni, in un contesto di persistente incertezza politica e situazione economica stagnante che hanno caratterizzato l’intero anno”.

Nel 2019 la vendita di autovetture ha generato un fatturato di 42,5 miliardi di Euro, in crescita del 2,6% rispetto al 41,4 miliardi del 2018.
L’aumento si registra sia nel canale dei privati (a 22,7 miliardi di Euro) sia nel noleggio, che, con 10,2 miliardi di Euro, supera le società, in diminuzione a 9,6 miliardi di Euro. L’incremento del prezzo medio ponderato a € 22.198 (+2,3%) è sostanzialmente in linea con l’andamento del fatturato, con volumi in marginale rialzo.
Sale, quindi, il gettito IVA incassato dall’Erario, pari a 7,66 miliardi di Euro.

Dopo la forte crescita nel 2017 e nel 2018, rallentano nei primi 9 mesi del 2019 le esportazioni di autovetture, con un aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Delle 338.000 autovetture radiate per esportazione, il 55% è rappresentato da veicoli con oltre 10 anni di età, sebbene in calo del 2,6% in volume.
Diminuiscono anche le esportazioni di auto con età compresa tra i 6 e i 10 anni, ma mantengono ancora una quota del 22%.
In aumento sono le esportazioni di auto con meno di 6 anni di età, che nel complesso rappresentano il 23%.

Con 95.000 unità e una quota del 28%, resta la Bulgaria il primo paese di destinazione delle autovetture esportate dall’Italia nei primi nove mesi del 2019, seguito da Francia e Polonia.
L’anomalia è in realtà spiegata dalla rilevanza della Bulgaria come hub di vendita di auto usate, in particolare diesel, con una vita media di almeno 10 anni.

Sono le case auto, i concessionari e i commercianti il principale canale di esportazione di autovetture con una quota del 53,5%, seguiti dagli utenti finali con il 39%.

Delle circa 755.000 autovetture demolite nei primi nove mesi del 2019, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2018, come ovvio il 97% è attribuibile agli utenti finali.

Le auto più rottamate sono quelle più anziane, ante Euro 4 (in particolare rispondenti alle direttive Europee 2 e 3), che rappresentano circa il 75% del totale.

Aumentano del 29% nel 2019 le importazioni di autovetture, con incrementi dei flussi da quasi tutti i paesi. Spicca tra tutti la Romania che decuplica i propri volumi, passando in terza posizione tra i paesi dai quali importiamo maggiormente, con una quota dell’11,8%.
Restano in prima e seconda posizione, rispettivamente Germania (al 35% di quota) e Spagna (al 17% di quota).

A differenza degli altri anni in questa edizione non vengono presentate le consuete previsioni per l’anno corrente, a causa dell’elevata incertezza sulla durata e sull’impatto sul settore auto della drammatica crisi socio-sanitaria ed economica che stiamo vivendo.

Stiamo al momento elaborando scenari alternativi, – ha concluso il Presidente Crisciche includono esiti diversi della crisi in atto sia nella durata sia nella dinamica di risoluzione, con misure di sostegno all’economia, e in particolare all’industria automotive, da parte delle istituzioni pubbliche Italiane ed Europeo di intensità diverse”.

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