Emissioni stradali di gas-serra: aumentate del 3,9% dal 1990.

Ma lo scenario al 2050, secondo i dati presentati in un focus specifico dall’ISPRA, indica una riduzione del 70% rispetto al 2019.

Nel 2019 le emissioni di gas-serra imputabili al trasporto stradale sono aumentate del 3,9% rispetto al 1990 arrivando a rappresentare nel 2019 circa il 92,6% delle emissioni del settore trasporti totali ed il 23,4% delle emissioni nazionali totali di CO2 equivalente.

Lo ha affermato l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale – ISPRA nel corso della presentazione, venerdì 16 aprile, del Focus sui Trasporti su Strada nel quadro più generale sull’andamento delle emissioni in atmosfera e gli scenari emissivi nazionali, oggetto di una due-giorni di incontri streaming durante i quali sono stati presentati i Rapporti: Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2019. National Inventory Report 2021 e Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera 1990-2019. Informative Inventory Report 2021 (disponibili in lingua inglese sul sito dell’ISPRA).

I due Studi hanno analizzato gli andamenti della serie storica delle emissioni dal 1990 al 2019 (nonché gli scenari al 2050) dei gas-serra e degli altri inquinanti, descrivendo le sorgenti-chiave e l’incertezza ad esse associate, documentando le metodologie di stima, le fonti dei data base e dei fattori di emissione utilizzati, illustrando anche il sistema di Quality Assurance/Quality Control e le attività di verifica effettuate sui dati.

Ebbene, secondo i due Rapporti lo scenario emissivo nazionale nel periodo-target preso in esame ha visto le emissioni di gas-serra diminuire del 19% rispetto al 1990 passando da 519 a 418 milioni di tonnellate di CO2 equivalente e del 2,4% rispetto al 2018.

La diminuzione è dovuta alla crescita negli ultimi anni della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico), all’incremento dell’efficienza energetica nei settori industriali e alla riduzione dell’uso del carbone.
Tuttavia, il settore della produzione di energia e quello dei trasporti restano responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti.

Il complesso dei trasporti, che mostra un aumento del 3,2% rispetto al 1990, riflette il trend osservato nel consumo di combustibile per il trasporto su strada e che, nel periodo di riferimento, registra un aumento delle percorrenze complessive (veicoli-km) di circa il 22%.
Nella fattispecie sono le auto le maggiori responsabili delle emissioni di gas-serra nel settore dei trasporti (69%), mentre ¼ del totale è imputabile al traffico merci; la circolazione degli autobus pesa per il 3%, così come le due ruote, in particolare i motocicli.

L’ISPRA sottolinea che, nonostante il maggior ricorso alle alimentazioni alternative che ha caratterizzato gli ultimi anni, queste non assumono ancora un peso rilevante sul totale e, infatti, due anni fa il peso dei carburanti di origine fossile era ancora notevole con i consumi di gasolio e benzina che rappresentano circa l’88% del consumo totale su strada.

Non solo, nel 2019 il trasporto su strada è la principale fonte di emissione di ossidi di azoto, con il 40,3% del totale emesso a livello nazionale, nonostante dal 1990 si sia registrata una riduzione del 74,6%.
Per quanto riguarda le emissioni di particolato fine derivanti dal trasporto stradale, queste, nel periodo-target si sono ridotte del 73,5%, arrivando a rappresentare nel 2019 il 10,1% del totale emesso a livello nazionale.
Analogamente, le emissioni di monossido di carbonio si sono ridotte del 92,1% rappresentando nel 2019 il 18,7% del totale emesso a livello nazionale.

In base ai trend registrati gli scenari per i prossimi anni vedono una riduzione della CO2 nel trasporto stradale del 39% (dal 2019 al 2030) passando da circa 97 a 59 milioni di tonnellate, con una ulteriore diminuzione al 2050, fino a raggiungere 22 milioni di tonnellate (-70%).

In questo scenario, l’ISPRA si attende una analoga riduzione nei consumi di carburante pari a circa il 60% nel periodo 2019-2050 con una forte contrazione del contributo del diesel che passa dal 2019 al 2050 da circa il 60% all’8% del totale, mentre emerge un ricorso crescente al metano ed ai combustibili alternativi.

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