Agire rapidamente per il futuro della sicurezza stradale in Europa.

Mentre si celebra la Settimana ONU della Sicurezza Stradale, otto Organizzazioni europee hanno scritto una serie di raccomandazioni alla Commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento Europeo.

Come già anticipato all’inizio di questo mese in un articolo dedicato, dal 17 al 23 maggio si celebra la Settimana della sicurezza stradale delle Nazioni Unite che, per questa edizione ha lanciato lo slogan Streets for life, finalizzato alla promozione del limite di velocità di 30 Km/h nelle zone urbane e al lancio della campagna di sensibilizzazione globale #Love30 che ha come obiettivo a che tale limite diventi la norma per città, paesi e villaggi in tutto il mondo.

Ebbene, fra le tante iniziative che sono nate nel solco della Settimana, si segnala quella di otto organizzazioni europee: European Transport Safety Council; Eurocities, European Federation of Road Traffic Victims; ETF; ROADPOL, POLIS Network – Cities and Regions for Transport Innovation; International Federation of Pedestrians e European Cyclists Federation che ieri hanno scritto alla Commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento Europeo chiedendo il sostegno ad un forte azione dell’UE in materia di sicurezza stradale dal punto di vista della limitazione della velocità, tanto più che in giugno è già calendarizzata la votazione del PE sul nuovo Programma decennale europeo sulla sicurezza stradale.

Le organizzazioni ricordano che 18.800 cittadini dell’UE sono deceduti sulle strade europee nel 2020 e molti altri sono rimasti gravemente feriti. In questo contesto spesso è la velocità eccessiva a svolgere un ruolo chiave nel verificarsi di incidenti stradali e nell’aumento della loro gravità.
Proprio la riduzione della velocità dei mezzi, tanto più nelle aree urbane, diventa una priorità, per le organizzazioni di cui sopra considerando poi che in tutta l’Ue circa il 70% delle vittime della strada nelle aree urbane coinvolge utenti della strada vulnerabili, tra cui pedoni, motociclisti e ciclisti e si può ben comprendere come, peraltro, all’aumentare della velocità di un veicolo a motore corrisponde l’aumento del rischio di decesso o di ferimento grave in caso di collisione con un utente non protetto; mentre a velocità inferiori a 30 Km /h tale rischio è considerevolmente ridotto.

Nel loro appello alla Commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento Europeo le organizzazioni succitate hanno ricordato anche che sia gli incidenti che comportano decessi, che gli incidenti gravi, comportano un costo sociale ed economico notevole, stimato a livello annuale in Ue in circa 280 miliardi di euro, cifra che corrisponde a circa il 2% del Prodotto Interno Lordo.

Pertanto, l’invito rivolto ai decisori Ue, senza tralasciare l’importanza di definire limiti di velocità sicuri ed applicabili, supportati dalle opportune infrastrutture viarie, tecnologie applicate ai veicoli in grado di coadiuvare i conducenti nel rispetto di tali limiti, norme e attività di contrasto del traffico, nonché maggiore educazione degli utenti della strada, va nella direzione di chiedere:

– l’adozione una raccomandazione della Commissione europea sulla velocità che copra infrastrutture, veicoli e ambiti di applicazione;
– una raccomandazione della Commissione europea per l’applicazione di limiti di velocità sicuri sulle diverse tipologie di strade così come il limite predefinito di 30 Km/h sulle strade urbane;
-un alto livello di prestazioni dei sistemi di adattamento intelligente della velocità (“ISA”) montato su tutti i veicoli nuovi;
– invitare la Commissione Europea a considerare l’applicazione pratica del mandato del montaggio di sistemi ISA sovrascrivibili sui motocicli e la fattibilità e accettabilità di tali sistemi non sovrascrivibili per auto, furgoni, camion e autobus nella prossima revisione del Regolamento Generale sulla Sicurezza in scadenza nel 2027.

Ci auguriamo di vedere presto i frutti di tali sollecitazioni affinché si consegua, finalmente, una riduzione significativa ed un auspicabile azzeramento delle vittime stradali nel prossimo futuro.

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