Rottamazione veicoli elettrici: nuove sfide per i Centri di autodemolizione

Nella nuova puntata di “Diamo voce all’ambiente”, l’importanza della formazione tecnica e del lavoro di squadra per la crescita del settore e la tutela dell’ambiente

La rivoluzione verso una mobilità più rispettosa dell’ambiente dal punto di vista delle emissioni climalteranti è già iniziata da tempo e, nonostante il crollo delle immatricolazioni che il mercato mondiale dell’auto ha subìto lo scorso anno a causa delle misure di contenimento della pandemia, il segmento delle auto elettriche (batteria e ibride plug-in) è in costante crescita con evidenti aumenti delle relative quote di mercato; tanto nel nuovo, quanto nell’usato.

Non solo, il recente annuncio contenuto nel Pacchetto clima “Fit for 55” della Commissione europea circa il prossimo, possibile, divieto di vendita delle auto a motore endotermico a partire dal 2035, apre a numerose considerazioni sul futuro del mercato auto, sull’intera filiera automotive e, naturalmente, sul fine-vita di questi mezzi e sul riciclo/riutilizzo di materiali e componentistica derivanti considerando che, nei prossimi 20 anni si ipotizzano circa 600 milioni di auto elettriche circolanti in tutto il mondo.

La rottamazione delle auto elettriche e ibride pone, dunque, diverse questioni sul tavolo: procedurali, tecniche e di sicurezza, senza contare l’approccio diverso che deve essere riservato a tecnologie diverse quali sono appunto, i nuovi veicoli a basse o zero emissioni.

Il tema è stato sviluppato durante l’ultima puntata di “Diamo voce all’ambiente”, format TV a cura della redazione di Regioni & Ambiente condotto da Simona Giovagnoni, esperta ambientale, in onda sulla Web TV www.touchplay.it

Durante la trasmissione, che ha visto gli interventi di Antonio CernicchiaroVice direttore generale UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri e Antonio PasquinelliAmministratore Unico CDA sas, Società di Consulenza, a partire dallo stimolo rappresentato dalla necessità di approcciare al meglio la rottamazione dei nuovi veicoli elettrici, si è parlato di come l’evoluzione normativa e l’aumentata sensibilità ambientale impongano alle imprese di autodemolizione ulteriore scatti in termini di qualità e servizi, senza contare le opportunità di crescita offerte da iniziative mirate come il “Progetto ELV” messo in campo da UNRAE con l’appoggio delle Case automobilistiche rappresentate.

Quello del trattamento e del corretto smaltimento dei veicoli a fine vita è un complesso processo che a livello europeo è stato normato sin dal 2000 con la Direttiva 2000/53/CE e sua successiva integrazione nell’ordinamento nazionale con il D. Lgs. 209/2003 e sue modificazioni, ha ricordato il Vice Direttore Generale UNRAE.

Esistono poi indicazioni internazionali come l’International Dismantling Information System (IDIS) che prevede disposizioni e prescrizioni che consentono agli operatori di smaltire i veicoli nel loro complesso e recentemente queste disposizioni estese sono state implementate con quelle relative allo smontaggio delle batterie elettriche, soprattutto quelle al litio di ultimissima generazione che sono più pericolose da gestire e per le quali è necessario e opportuno che ogni operatore, sia quello più strettamente legato alle Case automobilistiche (concessionari e officine), che il Centro di autodemolizione (tanto quello che già è inserito in un network, quanto il semplice centro autorizzato che opera in autonomia), sia in possesso di tutte le informazioni necessarie per operare al meglio nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza”.

Le procedure di smontaggio e messa in sicurezza – ha ricordato – sono molto delicate, tanto più in considerazione della pericolosità degli oggetti che vengono trattati; è necessario, dunque, che queste operazioni siano effettuate da personale appositamente formato, specializzato e accreditato”.

Nel rimarcare come le Case automobilistiche fanno già formazione periodica su questi argomenti anche grazie alla rete delle Camere di Commercio e la stessa UNRAE negli anni passati ha effettuato corsi specifici per i VV.FF e gli operatori del soccorso stradale, il Dott. Cernicchiaro ha auspicato che: “Il segmento dei veicoli elettrici che oggi in Italia rappresenta ancora una percentuale bassissima, appena il 2% del mercato, possa crescere sempre di più insieme agli ibridi plug-in grazie anche alle misure di incentivazione promosse dal Governo… certo, in parallelo dovrà svilupparsi la necessaria rete di ricarica, tanto per le auto, quanto per i mezzi commerciali leggeri e pesanti, nonché una efficace e puntuale attività di smaltimento”.

Il problema dell’infrastruttura di ricarica è stato toccato dal Governo nel PNRR ed è già previsto lo sviluppo di queste reti che oggi sono piuttosto carenti, tra l’altro l’Italia è al di sotto della media europea da questo punto di vista ed è necessario recuperare terreno non solo in ambito urbano ma soprattutto autostradale e sviluppare il maggior numero di colonnine possibili, sia pubbliche che private anche snellendo le procedure burocratiche e amministrative… Ci auguriamo che il tempo perso dal nostro Paese sia presto recuperato”.

Proseguendo il suo intervento il Vice DG UNRAE si è concentrato sul Progetto ELV ricordandone i presupposti normativi nonché le opportunità per i centri di autodemolizione che vengono accreditati nei network delle Case automobilistiche e presso i quali pervengono i relativi veicoli a fine vita per le operazioni di raccolta, trattamento e smaltimento.

Penso sia importante che le aziende debbano essere aperte alle nuove opportunità del mercato e dello sviluppo tecnologico e quindi offrire servizi specifici che impongono la presenza di personale qualificato in grado di affrontare quel complesso di nuove tecnologie che sono le auto elettriche”, ha dichiarato l’Ing. Pasquinelli dall’alto della sua esperienza nel campo della certificazione ambientale e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

In questo senso, ha ricordato, è fondamentale per i Centri di Autodemolizione che ricevono questi autoveicoli poter contare su operatori che abbiano frequentato il Corso PES/PAV che si rivolge a coloro che operano su o in prossimità di impianti elettrici sotto tensione in BT (bassa tensione) e fuori tensione in AT (alta tensione) e BT e che fornisce, dunque le conoscenze fondamentali per affrontare l’approccio allo smontaggio della batteria elettrica.

Purtroppo, ha sottolineato l’ingegnere che è anche auditor UNRAE per la qualificazione dei centri di autodemolizione in vista del loro inserimento nelle reti delle case automobilistiche, molti impianti di autodemolizione non sono ancora in regola con questa disposizione che, peraltro, è richiesta nel Progetto ELV e “la difficoltà maggiore è riuscire a trovare Enti pubblici o Enti privati che facciano questi determinati corsi, ragion per cui plaudo all’iniziativa messa in campo in passato da UNRAE e la invito a riprendere questa attività di formazione di cui c’è effettivamente bisogno tenendo presente che il mercato dei veicoli elettrici è e sarà sempre più in crescita così come è in crescita il bisogno di competenze nella categoria degli autodemolitori”.

Sul Progetto ELV dell’UNRAE l’Amministratore Unico di CDA Sas ha le idee chiare: “è stato ben strutturato e ne apprezzo scopo e procedura perché costringe le imprese ad essere in regola con le norme a tutela dell’ambiente e della sicurezza dei propri dipendentisoprattutto in considerazione del fatto che ancora oggi molti imprenditori non sono in regola con le norme di cui al Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante: “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” (NdR: G.U. n. 140 del 19 giugno 2001) per cui le prescrizioni contenute nel Progetto ELV sono un ottimo preambolo a tutti i percorsi vòlti alla certificazione ambientale e alla certificazione della sicurezza”.

Sarebbe più stimolante – ha quindi concluso – per la crescita imprenditoriale in termini di miglioramento dell’efficienza del processo di autodemolizione, soddisfazione dei dipendenti e aumento della produttività, se gli stimoli normativi e tecnici fossero colti con più assertività da parte delle imprese; del resto la formazione la formazione è importante e sta alla base di una evoluzione della coscienza imprenditoriale”.

Al termine della trasmissione, di cui codesto articolo rappresenta un piccolo estratto e per la cui visione completa si rimanda a questo link il Dott. Cernicchiaro ha voluto rimarcare come “esistono tante eccellenze nel quadro nazionale dei centri di autodemolizione, autodemolitori che fanno molto bene il loro mestiere, alcuni dei quali sono già all’interno del progetto ELV e ci auguriamo che sempre di più ne possano entrare e che le Case automobilistiche possano riorganizzare le proprie reti inserendo centri sempre più qualificati”.

Il nostro Progetto – ha concluso – peraltro positivamente valutato dall’ISPRA, è facoltativo, nessuno è obbligato a parteciparvi; l’auspicio, tuttavia, è che sempre più imprese ne colgano l’opportunità e che partecipino sempre di più quei demolitori che hanno iniziato l’iter di audit e che sono nelle liste che le Case stanno vagliando al fine di una integrazione o conferma nel network”.

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