ANCHE SETTEMBRE HA IL SEGNO MENO
In tutta Europa si contano i danni, solo la Germania sembra ancora resistere.
A settembre le immatricolazioni di autovetture registrate in Italia ammontano a 146.388, in calo del 5,7% rispetto a settembre 2010. Nei primi nove mesi del 2011, le immatricolazioni totalizzate sono state1.369.545, pari all’11,3% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Anche a settembre il mercato non dà segni di ripresa e si attesta sui livelli del 1996 – ha dichiarato Eugenio Razelli, Presidente ANFIA. Nel 2011 sia il primo che il secondo trimestre hanno chiuso con una contrazione a due cifre: -23% il primo – complice il confronto con un primo trimestre 2010 ancora influenzato dagli effetti degli incentivi 2009 – e -13% il secondo, mentre il terzo trimestre risulta in flessione del 5,8% e il trend non cambierà di segno negli ultimi 3 mesi dell’anno. Anche ipotizzando – senza alcun elemento a supporto – un quarto trimestre in pari sullo stesso periodo del 2010, l’anno si concluderebbe con 1.788.000 unità immatricolate, in calo dell’8,8% sul 2010, e il peggior risultato dal 1996. Mancano, comunque, elementi che possano far pensare a un rilancio del mercato nei prossimi tre mesi.
A settembre, secondo i dati provvisori ISTAT, l’inflazione prosegue la sua crescita (+0,1% rispetto ad agosto 2011 e +3,1% rispetto a settembre 2010) e il clima di fiducia dei consumatori peggiora ulteriormente: l’indice ISTAT cala da 100,3 di agosto a 98,5. Del resto, stando agli ultimi dati diffusi da ISTAT, riferiti al 2° trimestre 2011, la propensione al risparmio delle famiglie italiane, definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito disponibile, si è attestata all’11,3%, in diminuzione di 0,4 punti rispetto al 1° trimestre e di 1,2 punti rispetto al 2° trimestre 2010. La crescita congiunturale del reddito disponibile (+0,5%) risulta infatti più contenuta rispetto alla dinamica della spesa per consumi finali (+0,9%). Il potere di acquisto delle famiglie – ovvero il reddito disponibile in termini reali – è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2010”. Secondo l’anticipazione dello scambio di dati tra ANFIA e UNRAE, a settembre i contratti siglati sfiorano i 147.000, il 6,5% in meno rispetto a settembre 2010 – mese in cui la raccolta ordini era stata già molto bassa (19,2% su settembre 2009). Se questa tendenza negativa proseguirà – com’è probabile – anche nei prossimi 3 mesi, l’apertura del 2012 si preannuncia critica per il mercato. Le marche nazionali registrano a settembre 42.783 immatricolazioni (-4,2%) con una quota di mercato del 29,2%. Ancora una buona performance per il marchio Lancia (+20,9%) e per i nuovi modelli Lancia Ypsilon e Fiat Freemont, che confermano il buon posizionamento del mese scorso nella classifica delle auto più vendute a settembre. Nel cumulato da inizio 2011, il totale immatricolato si attesta a 403.770 (-15%), mantenendo la quota di penetrazione al 29,5%. In Europa secondo i dati diffusi da ACEA (European Automobile Manufacturer’s Association), nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA1 le immatricolazioni totalizzate a settembre ammontano a 1.269.646 unità, pari all’1% in più rispetto allo stesso mese del 2010, che aveva chiuso a sua volta in calo del 9,2% sul 2009. Nei primi nove mesi dell’anno le unità immatricolate sono complessivamente 10.461.138, in flessione dello 0,8% rispetto al pari periodo dello scorso anno. “La modesta crescita a cui assistiamo nel mese di settembre, che nel 2011 ha contato lo stesso numero di giorni lavorativi di settembre 2010, è trainata ancora una volta dal buon andamento del mercato tedesco, mentre gli altri major markets si attestano su volumi inferiori a quelli di un anno fa – ha commentato Ranzelli – Per Francia, Spagna e Regno Unito la flessione risulta piuttosto contenuta, mentre per l’Italia la contrazione è più marcata e, in un contesto di stasi dell’economia e di instabilità politica del Paese, nulla può far pensare a un miglioramento del trend negli ultimi 3 mesi dell’anno. I Paesi nuovi membri UE si attestano poco sotto i livelli di un anno fa (-1,9%)”. “Confermiamo, dunque, per il mercato europeo, una previsione di chiusura del 2011 in linea con l’anno precedente. Con ogni probabilità, la lentezza con cui si sta muovendo la domanda dilaterà i tempi di attesa prima di ritornare a una crescita significativa delle vendite”. La Francia riporta una contrazione dell’1,4%, totalizzando 167.526 immatricolazioni. Nel cumulato da inizio anno, le immatricolazioni si attestano a 1.661.271 unità, pari allo 0,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Segue la Spagna, per la quale il risultato di settembre è il peggiore, per questo mese, degli ultimi 15 anni: 55.572 immatricolazioni, con un calo dell’1,3% su settembre 2010. Nei primi nove mesi dell’anno le unità immatricolate ammontano a 623.926, in ribasso del 20,7% sul pari periodo dell’anno precedente. Bisogna risalire al 1993 per ritrovare un mercato così basso. Le vendite ai privati risultano in calo da ormai 15 mesi. A settembre, la flessione risulta del 12,3% e nel progressivo da inizio anno del 39,1%. L’Associazione spagnola dei Costruttori ANFAC afferma che, se il trend di mercato non cambierà, nei prossimi anni si assisterà a un notevole invecchiamento del parco circolante, arrivando a superare, annualmente, la quota di 1 milione di veicoli con più di 10 anni di anzianità. Nel 2012, questi potrebbero già rappresentare il 42% del circolante, con evidenti effetti negativi in termini ambientali e di sicurezza. Per questo, l’associazione invoca l’adozione di adeguate politiche di rinnovo del parco di carattere strutturale. Le previsioni di chiusura del 2011 si attestano a circa 820.000 unità. Passando al Regno Unito, a settembre, il mercato, superando le attese, ha registrato 332.476 nuove immatricolazioni, lo 0,8% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Settembre, mese caratterizzato dal cambio delle targhe, risulta così il secondo miglior mese dell’anno dopo marzo e dovrebbe rappresentare il 17% circa dell’immatricolato complessivo del 2011, che l’Associazione inglese dei Costruttori SMMT stima a 1,92 milioni di unità (-5,3%). Il segmento delle flotte tiene nel mese, mentre le vendite ai privati continuano a diminuire (-9,3%). Nei primi nove mesi dell’anno, le immatricolazioni si attestano a1.553.094 unità (-5%). Di fronte alla debolezza della domanda interna e al clima di incertezza che accomuna le economie europee, l’Associazione ha rivisto al ribasso le previsioni di mercato per il 2012, pari a 1,96 milioni di unità, e ritiene che il Governo debba introdurre delle misure a sostegno della ripresa degli investimenti. In controtendenza il mercato tedesco, che prosegue la sua crescita, totalizzando 280.689 immatricolazioni a settembre (+8,1%). Nel progressivo da inizio anno sono state immatricolate 2.401.736 unità, con una crescita del 10,8% sullo stesso periodo del 2010. L’Associazione tedesca dei Costruttori VDA conferma che il mercato tedesco è in ottima forma, nonostante la difficile situazione dei mercati finanziari, rispetto alla quale si appella alla capacità dei Governi e delle banche centrali di controllare le turbolenze attraverso una convincente regolamentazione e di contrastare la crisi dei debiti con adeguate forme di risparmio. Questo per evitare che l’inaffidabilità dei mercati finanziari finisca per “infettare” l’economia reale.
Certo, è difficile avvicinarsi al trend tedesco, soprattutto in considerazione degli investimenti promossi da parecchi anni su quel territorio in merito di produzioni energetiche da fonti rinnovabili (e conseguente abbassamento dei prezzi) ed altresì in merito alla locale disponibilità di materie prime per l’industria siderurgica. Tuttavia, ammesso che lo sviluppo di un Paese si misuri con il solo metro dei consumi, un poco più di ottimismo da parte delle Istituzioni nazionali, il mercato del made in Italy, lo aspetta con impazienza.




