BENE IL COMPARTO: LA DOMANDA CRESCE

Rigidità normative e concorrenza sleale di chi opera ai margini della legge, però, pongono una serie di difficoltà al totale recupero del rottame ferroso nel Paese, accanto ad un mutamento nella geografia dei flussi di materiale

Con un giro d’affari pari ad oltre 5 miliardi di euro ed un volume di rottami ferrosi recuperati e trattati che copre l’80% del materiale consumato ogni anno dalla siderurgia e metallurgia nazionale, Assofermet-Rottami rappresenta un soggetto imprescindibile nell’assicurare un servizio di raccolta e recupero dei materiali ferrosi volto alla valorizzazione dell’infinita riciclabilità del prodotto di base. Un privilegiato punto di vista, quindi, che consente ai vertici dell’Associazione di valutare bene problematiche e prospettive del mercato, suggerendo, al contempo, possibili percorsi di risoluzione per le difficoltà riscontrate dalla base imprenditoriale. Per saperne di più, valutare lo stato dell’arte del mercato e approfondire il pensiero dell’Associazione in vista della principale Fiera italiana del Recupero di Materia e di Energia e dello Sviluppo Sostenibile, ECOMONDO, abbiamo intervistato il Presidente di Assofermet – Rottami, Romano Pezzotti, che ha risposto alle nostre domande offrendo interessanti spunti di riflessione.

Dott. Pezzotti, dopo la comprensibile pausa estiva, come è ripartito il mercato autunnale del rottame ferroso?
Prima della fermata estiva si era generata un aspettativa ingiustificata di aumento dei prezzi, contrariamente alla ripresa delle produzioni di settembre il mercato si è presentato debole e con un leggero calo dei prezzi che ha consolidato una riduzione del 4% nel corso del mese. Rimane comunque una buona domanda generalizzata di tutte le tipologie di rottame per soddisfare le produzioni procedono su buoni livelli.

Stante il calo della domanda da parte del mercato automobilistico, come reagisce l’industria siderurgica italiana?
I dati delle produzioni mondiali al 31 Agosto presentati dal Worldsteel Association mettono in evidenza l’Italia con un aumento della produzione di acciaio del 11,2% in 8 mesi. Nel dettaglio più 15% sui prodotti piani e più 9% sui prodotti lunghi. Questo conferma che l’industria siderurgica italiana ha intrapreso un percorso di uscita dalla crisi più veloce del previsto.

Qual è, attualmente, lo sbocco principale del metallo derivante da riciclo di rottame?
L’Italia rimane sempre un importatore netto di rottame, perché il mercato domestico riesce a soddisfare solo il 75% della domanda dell’Industria Siderurgica nazionale e il restante viene importato, pertanto la maggior parte del rottame rimane sul mercato interno; tuttavia negli ultimi anni dal nord est e dal Sud sono frequenti le spedizioni di rottame verso la Turchia che si sta sempre più confermando un importante produttore di acciaio nel Sud Europa. Questo fenomeno è in contraddizione con le logiche di mercato, ma è uno degli effetti del cambiamento dei flussi di materie prime nel mercato globale ed è sostenuto dalla forte e costante domanda dei paesi emergenti nel settore siderurgico.

Nel sentire comune la raccolta differenziata è la panacea per risolvere il problema dei rifiuti, ma i professionisti del settore sanno bene che la gran parte dei materiali da captare rientrano non già nei RSU, bensì nella categoria dei rifiuti speciali e pericolosi (peraltro sempre poco censita e monitorata). Qual è, a suo giudizio, il livello di raccolta e trattamento dei rottami metallici in Italia?
Posso garantire che nel nostro Paese il rottame non va perso e viene recuperato totalmente, forse la criticità maggiore è che una buona parte viene recuperato da piccoli o piccolissimi operatori che ancora non si sono adeguati alla rigida normativa ambientale che norma il settore rappresentato da Assofermet; questa si può definire concorrenza sleale sulla quale nessuno vuole normare. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, viene descritta come la soluzione per la raccolta e il recupero di molti rifiuti compreso il rottame, ma un analisi più oggettiva dell’intero processo, fatta con una visione più economica che di immagine, evidenzia che nel sistema di gestione della raccolta differenziata ci sono molti sprechi per la collettività.

Quali sono le problematiche evidenziate dal comparto dei rottamatori?
Le maggiori criticità da sempre sono legate ad un’asfissiante normativa ambientale che per le aziende più virtuose genera 2 problemi: il primo è un importante aumento dei costi, il secondo molto più preoccupante è che la miriade di leggi, regolamenti, circolari e disposizioni, spesso in sovrapposizione fra loro, genera una disarmante incertezza del diritto per le Imprese più virtuose rappresentate da Assofermet.

Come ha reagito la categoria all’indomani dell’introduzione di norme che applicano il diritto penale per alcuni tipi di reati ambientali?
Abbiamo cercato di trasmettere agli organi preposti una spiegazione oggettiva della differenza tra un reato ambientale nel processo di trattamento e lavorazione di un rifiuto consistente in rottame ferroso (che rimane sempre un’importante materia prima per la produzione di acciaio con un prezzo quotato anche in borsa) e un reato ambientale di smaltimento illecito di rifiuti tossici o pericolosi come visto in molti casi di ecomafia, ma il risultato delle nostre spiegazioni oggettivamente non è stato soddisfacente.

L’ennesima proroga del SISTRI, salutata da molti con un sospiro di sollievo, non fa che posporre nel tempo l’applicazione di un sistema che dovrebbe favorire la legalità e contribuire a far emergere l’operato delle imprese virtuose. Tuttavia le perplessità circa il funzionamento stesso del sistema permangono. Qual è la ricetta di Assofermet?
Assofermet ha chiesto in tutte le sedi una profonda riflessione sull’applicazione del Sistri ai rottami ferrosi e metallici, primo per l’oggettiva differenza tra un rifiuto pericoloso e una materia prima per l’industria siderurgica e metallurgica con un importante valore di mercato, secondo per i volumi del comparto rappresentato da Assofermet che consistono in oltre 18 milioni di tonnellate anno. Dopo la disponibilità al dialogo con le Associazioni di categoria espressa dal Ministro Stefania Prestigiacomo, siamo in attesa di un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera per valutare le possibili soluzioni. Personalmente per i nostri prodotti ritengo inutile e inapplicabile il Sistema anche in una versione semplificata.

Ad ECOMONDO, per il secondo anno consecutivo, la filiera del fine vita dei veicoli si mette in mostra condividendo con tutti gli stakeholders e i key players del mercato, accanto ad Istituzioni pubbliche e mondo dell’associazionismo ambientale, problematiche e prospettive del comparto soprattutto in vista del raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio previsti dalla normativa e del raggiungimento della sostenibilità economica dei processi. Quale sarà il ruolo di Assofermet durante la kermesse?
Assofermet anche quest’anno sarà presente a Ecomondo con uno stand tutto suo per promuovere il proprio ruolo di importante Associazione di categoria che da oltre sessant’anni rappresenta un settore molto importante per l’economia nazionale. Sarà sicuramente presente con i suoi dirigenti in tutte le manifestazioni correlate alla fiera e in particolare a quelle legate alla filiera del fine vita auto in cui da sempre è impegnata.

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