LE OPERAZIONI DELLE FORZE DELL’ORDINE NEI REATI RELATIVI ALLO SMALTIMENTO ILLECITO DI BATTERIE AL PIOMBO
I crimini ambientali di questo tipo si fanno sempre più numerosi
Caccia al “Piombo”, maxi sequestro di batterie esauste. Questa notizia appare, sempre più spesso, nei vari media. Un crimine contro l’ambiente che, purtroppo, diventa sempre più frequente.
Tonnellate di batterie al piombo esauste, occultate in abitazioni e pronte ad alimentare il mercato illecito di rifiuti pericolosi: è uno dei tanti bottini dei maxi sequestri effettuati dagli agenti delle Forze di Polizia. Le forze dell’ordine smascherano, frequentemente, organizzazioni criminose dedite al traffico illecito di rifiuti speciali altamente pericolosi costituiti da batterie al piombo esauste.
Si sequestrano tonnellate di accumulatori al piombo esausti, contenenti piombo, polipropilene ed acido solforico altamente inquinanti, rinvenuti in posti davvero difficili da localizzare. In varie operazioni capita che vengano sequestrati addirittura autocarri e automobili modificati per il trasporto illecito. I rifiuti, altamente inquinanti, vengono “stoccati al suolo”, all’interno di un corridoio coperto, adiacente i luoghi adibiti alla delinquenza, accuratamente nascosti tramite il posizionamento frontale di pannelli in legno, che impediscono la visuale dall’esterno.
A terra, sovente, si trovano tracce del percolato di colore giallastro, lasciate dalla soluzione di acido solforico tipicamente contenuta nelle batterie, che viene sistematicamente riversata al suolo dai criminali, incuranti delle gravi ripercussioni per la loro stessa salute e per l’ambiente adiacente.
Le indagine necessitano, sempre, di una mirata osservazione dei soggetti, controllati a lungo e pedinati per accertare sia la provenienza degli accumulatori esausti, sottratti al normale ciclo dei rifiuti, sia la destinazione illecita (“mercato nero del piombo”) che frutta alle organizzazioni criminali oltre mille euro a tonnellata (si consideri che la quotazione finale del piombo raffinato attualmente è di 2mila 485 euro a tonnellata). I trasgressori, con abilità estrema, provvedono a ritirare presso numerose autofficine le batterie al piombo esauste; una volta ottenuto il carico di batterie, alleggerito dall’abbandono del pericolo acido solforico riversato al suolo, vengono caricate su un autocarro e destinate al “mercato nero del piombo”, tramite centri di rottamazione e raccolta rifiuti illeciti consenzienti. Questa tattica è usato spesso per eludere i vari controlli: i trasgressori si evolvono sempre di più, ma le nostre forze dell’ordine restano all’avanguardia. Purtroppo esiste un’altra pratica elusiva sempre più in voga che lascia veramente allibiti:
all’interno di siti di stoccaggio di migliaia di metri quadrati vengono occultati centinaia di autoveicoli radiati per demolizione, di fatto “rifiuti speciali pericolosi”, notevoli quantità di litri di olio esausto e di pneumatici usurati, decine di batterie al piombo esaurite e serbatoi GPL. Chi più ne ha ne metta: non c’è alcun limite nella messa in pericolo della salute pubblica. I rischi per nostra salute sono davvero enormi: meglio non elencarli nel dettaglio visto che chiunque potrebbe rabbrividire al solo pensiero delle possibile conseguenze, a dir poco negative, su noi stessi e sulla nostra progenie.
Il materiale viene accumulato violando di fatto qualsiasi normativa in ambito ambientale, antincendio, urbanistico ed edilizio. Successive indagini cercano, frequentemente, di appurare numerosi falsi ideologici nella documentazione utilizzata per la radiazione dei veicoli. Così facendo i trasgressori riescono a garantirsi una serie di veicoli dai quali attingere per il recupero di parti da utilizzare quali ricambi “a costo zero”, nell’ambito delle loro attività illecite. Il lavoro investigativo svolto dalle forze dell’ordine può consentire di accertare anche il coinvolgimento di altri soggetti che, attraverso false dichiarazioni, possono attestare di aver ritirato e gestito correttamente le auto avviate alla demolizione dai proprietari. Il deposito, in tali circostanze, viene posto sotto sequestro e le Forze dell’Ordine continuano le operazioni di ripristino dei luoghi e messa in sicurezza del sito, per scongiurare ulteriori potenziali pericolosi rischi per la salute di tutti noi.cittadini.
Le attività investigative hanno lo scopo di svelare il business realizzato con la cooperazione di produttori, trasportatori e gestori di centri di rottamazione e raccolta di rifiuti pericolosi sottratti al normale ciclo dei rifiuti: da qui l’esigenza e la necessità di impegnare agenti, specializzati nella tutela ambientale e da sempre impegnati a contrastare il traffico illecito di rifiuti speciali, soprattutto se pericolosi . Incessante e quotidiana, infatti, è l’attività di contrasto in materia ambientale. Nell’azione di tutela ambientale dobbiamo sempre ringraziare le forze dell’ordine: la loro costante perseveranza e l’alta professionalità balza subito agli occhi. I vari agenti quotidianamente operano per preservare il nostro territorio dai dilaganti crimini ambientali che deturpano il nostro paese: senza di loro ci sarebbero conseguenze davvero tremende per noi e per il nostro futuro.
Avv. Rosa Bertuzzi Consulente Ambientale – ambienterosa@libero.it




