DA UN SOGNO DEL PASSATO ALLA TECNOLOGIA DEL FUTURO
All’ultima edizione del Motorshow di Bologna grande successo per il Padiglione dedicato alle soluzioni elettriche per autotrasporto
Forse non tutti sanno che per scoprire chi fu il padre dell’auto elettrica bisogna fare un bel viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio, sino ad arrivare alla seconda metà dell’800, negli Stati Uniti d’America. Allora, nel pieno boom della rivoluzione industriale, visse ed operò Thomas Alva Edison poliedrico genio americano (Milan, 11 febbraio 1847 – West Orange, 18 ottobre 1931), inventore ed imprenditore spregiudicato e di enorme successo commerciale e di pubblico. A lui si deve, ad esempio, l’invenzione della lampadina ad incandescenza e del fonografo, ma la sua vis creativa non conobbe mai pace durante la sua lunga esistenza, permettendo al nostro di collezionare il record mondiale di brevetti a suo nome: ben 1.093! Se si considera poi che al genio dell’Ohio si deve riconoscere la paternità dell’applicazione dei principi della produzione di massa al processo dell’invenzione, si può ben capire come la sua mole di ricerche intraprese nel campo dell’elettricità abbiano spaziato sino al nascente settore automobilistico. Edison ideò il primo veicolo elettrico in forma di prototipo, ma questa sua importante invenzione rimase abbandonata per quasi un secolo in un garage di Londra e solo in tempi recenti è stata restaurata e messa in funzione.
Gli ambiziosi progetti di Edison prevedevano la realizzazione di accumulatori che avessero una vita di oltre 30 anni montati su speciali carrozze a trazione elettrica. Un’idea non da poco e che, sin dal 1969 gli ha valso il riconoscimento nell’Automotive Hall of Fame (NdR: Associazione fondata nel 1939, che raggruppa le figure che si sono maggiormente distinte nel campo dell’industria dell’automobile. L’associazione che assegna l’omonima onoreficienza aprì nel 1971 un museo permanente a Midland, nel Michigan, per poi trasferirsi nel 1997 nella nuova sede situata a Dearborn, sempre nello Stato del Michigan). Dunque, il sogno di un vettore pulito per l’autotrazione parte da lontano, quasi in concomitanza con la creazione del neologismo smog (composto aplologico fra i termini inglesi smoke-fumo e fog-nebbia) apparso per la prima volta in un articolo sulla salute pubblica del 1905. Oggi Edison sarebbe stato felice, di camminare tra i padiglioni del Motorshow – Salone internazionale dell’Automobile di Bologna (3 – 11 dicembre) e passando davanti al Padiglione n. 30 avrebbe avuto la certezza che i suoi sforzi non sono stati vani. Infatti, alla sempre attesa kermesse bolognese è stato dedicato un intero padiglione alle auto elettriche denominato Electric City, vera e propria fiera delle novità nel settore emergente dell’elettrico per autotrazione. Modelli di ultima generazione, che finalmente realizzano uno degli obiettivi più ambiti del secolo: girare in auto elettrica; eliminando benzina e diesel e quindi rispettando l’ambiente. Lo spazio espositivo è stato sponsorizzato da Enel, che ha presentato tutte le novità tecnologiche e di servizio pensate per consentire a tutti gli automobilisti di optare per l’elettrico in tutta sicurezza e convenienza. In Electric City, appunto, interamente dedicato alla mobilità elettrica, si potevano trovare all’ingresso tutte le informazioni per chi già possiede un’auto di questo tipo oppure ha intenzione di acquistarne una. Informazioni sulle stazioni di ricarica, sia pubbliche che domestiche (croce e delizia di amministratori pubblici e utenti privati), nonché una riproduzione della Control Room che si occupa di gestire tutti i punti di ricarica del territorio; un progetto tra Enel e il distributore Hera che consentirà ai cittadini di Bologna, Imola e Modena di ricaricare sulle colonnine Enel o Hera con un’unica carta senza costi aggiuntivi. Come nella scorsa edizione, anche quest’anno è stata realizzata una apposita pista indoor (solo nel 2010 sono stati effettuati negli ultimi giorni di mostra ben 5.588 “provini”), dedicata ai test drive delle vetture elettriche di alcune tra le più importanti case automobilistiche. Mithubishi ha portato i-Miev; Renault ha proposto Fluence Z.E. Per la Smart si è avuta la Fortwo electric drive, mentre la Volvo ha presentato in anteprima nazionale ben due vetture: V60 Plug- In Hybrid e C30 Full Electric che, oltre ad essere ammirate negli appositi stand espositivi, hanno fatto la gioia dei visitatori incuriositi dalla possibilità del test drive. Non è mancata inoltre la 500 Elettrica grazie alla presenza di Micro-Vett, azienda leader in Italia per la progettazione e la costruzione di veicoli a trazione elettrica e una mini Hummer elettrica XT Cabrio, grazie a Cuomoto, società che ha l’esclusiva per l’Italia della MEV (My Electric Vehicle). Sul fronte delle tecnologie e delle applicazioni green, si segnala l’apporto di FIAMM (Fabbrica Italiana Accumulatori Montecchio) per la mobilità sostenibile. L’azienda ha presentato il modello Think City Car alimentata con particolari batterie al sodio cloruro di nichel (FIAMM Sonick). Si sottolinea l’attenzione dei progettisti e dei costruttori a tutto il Life Cycle Assessment (LCA) del manufatto che nasce per proteggere l’ambiente garantendo la massima possibilità di riciclaggio, grazie all’utilizzo di plastiche ricavate da materiali riciclati ed altri accorgimenti che consentono di aumentare e semplificare i processi di recupero delle varie componenti. La Think City Car grazie a questo tipo di batterie ha un’autonomia di 160 Km/h e una velocità massima di 110 Km/h. All’interno dello stesso padiglione hanno avuto il loro spazio Università e Istituti di Tecnologia Ricerca e Sviluppo, come il Politecnico di Torino che ha presentato un modello di citycar compatta a idrogeno, andata in pista nelle giornate dell’ 1 e 2 dicembre e disponibile per i test- guida. L’Università di Bologna ed Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), invece, hanno proposto due distinti prototipi elettrici con batterie al litio; mentre l’Università di Roma – Tor Vergata ha portato alla Fiera un modello di Pickup ibrido.
Sono distanti, dunque, i tempi di Edison, ma forse le problematiche che avevano mosso l’inventore ad esplorare nuovi vettori energetici per l’autotrasporto sono sempre attuali. In più, da allora, è aumentato considerevolmente l’apporto di inquinanti originati da motori alimentati a carburanti tradizionali. È il caso, dunque, che prototipi e modelli sperimentali escano finalmente dai cassetti dei progettisti, dalle scrivanie degli Istituti di ricerca e dai red carpet delle manifestazioni folkloristiche per giungere su strada e contribuire ad un miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente.




