Mercato auto italiano: a maggio rallentano le vendite

L’instabilità politica ha portato in territorio negativo le immatricolazioni di maggio e dei primi 5 mesi dell’anno.

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Dopo la ripresa di aprile, a maggio il mercato italiano dell’auto rallenta nuovamente.

Secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a maggio sono state immatricolate 199.113 auto, in calo del 2,8% rispetto a maggio 2017 che, dopo ben 9 anni, era riuscito a tornare sopra la soglia delle 200.000 vetture immatricolate.
In territorio negativo anche il cumulato dei primi 5 mesi dell’anno, in calo di appena lo 0,3% con 945.677 autovetture vendute, quasi 3.300 in meno delle 948.938 registrate nel gennaio-maggio 2017.

Le immatricolazioni degli ultimi tre giorni di maggio hanno rappresentato oltre il 41% del totale mercato del mese superando gli 81.000 pezzi, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le stime Dataforce, sono state il 13%.

Poteva andare molto peggio perché l’interminabile vicenda della formazione del nuovo Governo, l’impennata dello spread e una serie di cattive notizie sul fronte dell’economia hanno destabilizzato la fiducia degli italiani e la loro propensione all’acquisto di autovetture.

“Nonostante questi elementi sfavorevoli le immatricolazioni hanno fatto registrare una contrazione modesta. – ha affermato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor – Le ragioni stanno essenzialmente nella sostanziale tenuta delle vendite a privati, anche se non si vanno attenuando le preoccupazioni legate al futuro del diesel che già nei mesi scorsi avevano avuto un impatto negativo. Un certo numero di potenziali acquirenti proprietari di un diesel da sostituire stanno infatti rimandando la sostituzione in attesa di decidere se orientarsi nuovamente su un diesel o su altri tipi di alimentazione. Va inoltre segnalato che in maggio il clima di fiducia degli operatori del settore auto è in deciso recupero dopo il calo registrato in aprile”.

Sul fronte alimentazione, a maggio risultano in crescita le immatricolazioni di autovetture di tutte le alimentazioni, tranne diesel e Gpl.
Le auto a diesel registrano una flessione tendenziale del 10%, mentre nel cumulato gennaio-maggio, risultano in calo del 4,3%.
Le autovetture alimentate a benzina sono cresciute a maggio del 3%, le ibride del 12%, mentre le autovetture elettriche quadruplicano rispetto a maggio 2017.
Insieme, ibride ed elettriche rappresentano il 4,2% del mercato auto di maggio (il 4% da inizio anno, un punto percentuale in più rispetto ai primi 5 mesi del 2017).
Le autovetture Gpl calano del 3,5% nel mese e del 3,9% nel cumulato, mentre le autovetture alimentate a metano crescono più del doppio (+106%) a maggio e del 56% nel cumulato.

“È quanto mai urgente – ha spiegato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – un processo virtuoso che consenta all’Italia di raggiungere gli obiettivi fissati dalle normative europee, attraverso misure efficaci da un lato di svecchiamento e rinnovo del parco e dall’altro di realizzazione delle necessarie infrastrutture. Ciò favorirebbe la messa in circolazione di veicoli a minore impatto ambientale, quali i veicoli di ultima generazione, nuovi o usati recenti (Euro 5 e Euro 6), caratterizzati da ottime performance emissive, che le Case automobilistiche sono già in grado di offrire, sulla base del principio della neutralità tecnologica, assicurando una mobilità più moderna sia dal punto di vista ambientale, della sicurezza ed economicamente sostenibile per gli automobilisti. Interventi consapevoli ed evoluti hanno le potenzialità per condurre l’Italia verso uno scenario più moderno e innovativo, che nel 2030 potrebbe far raggiungere ai veicoli elettrici ed ibridi una quota complessiva di circa il 50% del totale delle vendite”.

Analizzando la struttura del mercato, a maggio i privati sono l’unico canale in territorio positivo: +0,6% anche se risultano in calo del 6% nel cumulato dei 5 mesi.
In flessione il noleggio (-1,9%) pur mantenendo in attivo il cumulato gennaio-maggio a +9%.
Le società, infine, in maggio registrano una forte contrazione del 13,1%, determinata dalla flessione del 16,6% delle autoimmatricolazioni, frutto del confronto con lo stesso periodo dello scorso anno nel quale subirono una forte accelerazione, mentre le società vere e proprie segnano una flessione contenuta e pari al 2,3%.

“Nell’ambito di un mese caratterizzato da un quadro politico istituzionale incerto con forti ripercussioni sui mercati finanziari, – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto – le concessionarie hanno faticosamente chiuso l’attività commerciale ancora condizionata dagli elevati stock. È evidente che nel mese appena trascorso la parte del leone è stata giocata dalle iniziative commerciali molto aggressive e vantaggiose dal punto di vista dei finanziamenti, che hanno sostenuto le immatricolazioni del canale privati”.

Flettono in maggio tutti i segmenti in cui è scomposto il mercato, ad eccezione del segmento C (+2,2%, rappresentando più di 1/3 del mercato) e dell’alto di gamma (+9,9%).
In forte calo a doppia cifra la gran parte delle carrozzerie, mentre crescono notevolmente i crossover (+31,8%) e i fuoristrada (+20,1%); in attivo anche le monovolume grandi e i coupè.

Infine, a maggio cresce dello 0,3% la CO2 media ponderata che si attesta a 112,7 g/km (112,8 g/km nei primi 5 mesi).


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