Boom del car sharing in Italia

Il Rapporto ANIASA 2017 conferma il trend positivo del free floating che si avvia verso una stabilizzazione del modello di business a vantaggio anche dell’ambiente.

car sharing

Sdoganando l’immagine dell’auto condivisa, il car sharing ha accelerato maggior interesse verso i veicoli a noleggio, sul cui utilizzo si sono focalizzate le nuove attenzioni di mobilità.
Nell’arco di pochi anni, le tessere sono arrivate a più di 1,3 milioni e nel 2017 i contratti sono stati ben 7 milioni.

È quanto emerge dal Rapporto ANIASA 2017 che dedica per il secondo anno una sezione al Car Sharing, la nuova formula di noleggio “a minuto” che sta crescendo molto velocemente in Italia a partire dagli ultimi 3-5 anni. 
Quest’anno, potendo usufruire dei dati consuntivi dal 2015 al 2017, è stato possibile effettuare le prime valutazioni sui trend del settore e sull’evoluzione del cliente medio, e quindi del modello di business.
Il 2017 ha registrato, in linea con l’anno precedente, una crescita molto rilevante del numero di utenti: sia gli iscritti ai servizi offerti dai singoli operatori (+21% vs. 2016), sia quelli realmente attivi (almeno 1 noleggio negli ultimi 6 mesi), che sono saliti del 38% vs. 2016.
Si tratta quindi di un fenomeno che sta innovando radicalmente il modo di approcciarsi al trasporto individuale all’interno delle metropoli, imbattibile per spostamenti di breve durata, i cui effetti culturali superano i “confini cittadini”.
Le principali città si confermano evidentemente Milano e Roma, con più di 2.000 vetture in flotta in ciascuna città, subito seguite da Torino e Firenze.

Questi numeri sembrerebbero confermare un momento d’oro per il business del Car Sharing, ma è necessario un ulteriore approfondimento.
Se si guarda infatti il numero di vetture in flotta, il parco complessivo dei principali operatori di free floating è cresciuto solo del 9%, circa 500 vetture in più rispetto all’anno precedente, ascrivibili di fatto a 2 soli operatori.
Tuttavia il numero dei noleggi effettuati è cresciuto del 7% fino a quasi 6,7 milioni, confermando che il fenomeno del “multi-tessera” continua a diffondersi senza necessariamente comportare un maggiore utilizzo del servizio.
Di conseguenza i parametri di business hanno registrato per la prima volta un calo, per quanto leggero.
È infatti diminuita la durata media del noleggio (–1%), scesa ora a 31 minuti, e di conseguenza anche la distanza media percorsa (–1%), di circa 7 km.
A calare in modo rilevante sono però i noleggi per utente, che da più di 10 scendono a circa 8 in un anno (–23%).
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I chilometri percorsi registrano un aumento del 6%, in linea con la crescita del numero dei noleggi dovuta in buona parte ad un solo operatore che è entrato più di recente nel settore ed è ora sostanzialmente a regime dopo l’avvio in corso d’anno nel 2016.

Si tratta quindi nel complesso di un settore in sviluppo, che vede un interesse crescente da parte degli utilizzatori, ma che ancora deve assestarsi su un modello di business “a regime”.

Nel 2017 resta immutato anche il profilo dell’utilizzatore medio.
Si conferma quindi la prevalenza maschile al 65% dei noleggi rispetto al 66% dell’anno precedente e della fascia 26-35 anni, con il 29% del totale, ma in calo rispetto al 34% del 2016; a beneficiare di questa contrazione, la fascia 18-25 anni, salita al 24% del totale.
Questo dato lascia ben sperare per gli anni a venire, nei quali la fascia di utenti cresciuti nell’era dell’economia condivisa sarà ancora più ampia.
In crescita anche la fascia di clientela di 46-55 anni, che tuttavia sconta una diversa riclassificazione da parte di uno degli operatori. In sintesi, l’età media dell’utilizzatore non cambia, confermandosi sui 36 anni.
tabella-2-aniasa-carsharing-rapporto-2018
Nessun cambiamento significativo neanche nelle abitudini di consumo, salvo un calo della fascia oraria 7.00-9.00 (dal 13% al 7% del totale) ed un aumento della fascia 9.00-12.00 (dal 10% al 13% del totale).
Nel complesso, gli utilizzatori sembrano essersi distribuiti più omogeneamente tra le fasce orarie, utilizzando maggiormente le vetture nella fascia intorno all’ora di pranzo.
Dal punto di vista dell’utilizzo nel corso della settimana, ciascuno dei 7 giorni pesa tra il 13% ed il 16% del totale.
Va sottolineato che tale valore, pur essendo nel complesso molto uniforme, vede degli scostamenti anche rilevanti tra i diversi operatori, ognuno dei quali ha quindi un proprio modello di business o una specifica fascia di utilizzatori.

Inoltre i singoli operatori si sono adattati progressivamente alle caratteristiche dei propri clienti, come dimostra l’ingresso di alcuni di essi negli Hub aeroportuali di Roma e Milano, che ha contribuito a ridisegnare alcune specifiche del profilo medio di utilizzo.

Dopo i primi anni di avvio, il free floating si avvia verso una stabilizzazione del modello di business a vantaggio anche dell’ambiente.
L’impatto in termini di sostenibilità infatti è davvero notevole se confrontato con un contesto di occasionali misure sulla circolazione e di annunci di futuri blocchi per i veicoli diesel anche di ultima e ultimissima generazione – o considerando che tuttora circolano sulle nostre strade quasi 10 milioni di veicoli ante Euro 4 (abbiamo un tasso di rinnovo del parco tra i più bassi in EU) che producono elevatissime emissioni inquinanti e climalteranti rispetto alle più recenti motorizzazioni.

“Prosegue senza sosta l’evoluzione della mobilità nazionale dalla proprietà all’uso del veicolo. – ha spiegato Massimiliano Archiapatti, Presidente ANIASA servizi di info-mobilità – Oggi la flotta di veicoli a noleggio o in sharing sulle strade italiane ha quasi raggiunto quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 790.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 94.000 quelli del noleggio a breve termine e oltre 19.000 il car sharing. Il prossimo Governo è chiamato ad adeguare un quadro normativo ormai inadeguato alle mutate condizioni di mercato, con positive ricadute per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese”.

Gli organismi pubblici dovranno quindi aumentare l’attenzione su uno scenario, profondamente innovativo e rapido, accelerando il quadro normativo, lo sviluppo delle strutture e favorendo l’utilizzo di nuove tecnologie nei servizi di info-mobilità.


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