Gli autodemolitori scendono in piazza a Roma

Attività ferme dal 30 giugno per la mancata proroga delle autorizzazioni alle attività. In ballo la sopravvivenza di diverse aziende e la necessità di salvaguardare ambiente e salute nel rispetto della normativa.

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Giorni di fuoco per gli autodemolitori romani!
Dopo le proteste di lunedì scorso (2 luglio) presso la sede del Comune di Roma, le imprese di autodemolizione dell’Urbe sono scese nuovamente in piazza, oggi, sotto le sede della Regione Lazio, per chiedere con urgenza un incontro presso gli uffici regionali preposti.

Casus belli: il blocco degli impianti romani che si protrae dal 30 giugno e la mancata proroga delle autorizzazioni per le attività, già rinnovate (in proroga) dopo l’accordo di programma del 1997 e scadute a fine giugno di quest’anno.

Ferme, di fatto, le attività di demolizione auto in città: un cortocircuito che ha provocato un’empasse su più fronti; da un lato, un centinaio di impianti che danno lavoro a circa 2.000 persone, dall’altro, i cittadini che, al momento, sono impossibilitati a demolire i propri veicoli a fine vita.

Nel mezzo, una diatriba che si trascina da anni circa la necessità di ricollocare i diversi impianti di demolizione sorti in una città che, nel tempo, è andata sempre più espandendosi fino ad assorbire porzioni di territorio ove erano ubicati tali impianti che, oggi, non potrebbero più operare in un contesto urbano così come indicato nella normativa di riferimento.

Le istanze delle imprese e le proposte di uscita dall’attuale situazione di stallo, sono state gridate oggi, dall’ADAAssociazione Nazionali Demolitori Autoveicoli che rappresenta il settore della raccolta e riciclo dei veicoli a fine vita all’interno di FISE UNICIRCULAR, i cui associati hanno oggi manifestato chiedendo un incontro urgente alla Regione affinché vengano individuate dall’ente stesso e messe effettivamente a disposizione nuove aree di ricollocazione degli impianti.

Nell’attesa, scrivono dall’ADA in un Comunicato Stampa diramato in mattinata: “è opportuno che il Comune emani un provvedimento ponte che consenta agli impianti che hanno fatto richiesta di autorizzazione di operare fino alla conclusione dell’iter di approvazione“.

L’incontro dei giorni scorsi in Comune con l’Assessore alla Sostenibilità Ambientale-Pinuccia Montanari – ha evidenziato Anselmo Calò, Presidente ADA – è stato interlocutorio e non ha dato certezze né agli operatori, né alla cittadinanza, confermando di fatto (in assenza di proroghe) il blocco totale dei servizi per le prossime settimane“.

Il Comune – ha proseguito Calò – ritiene necessario il coinvolgimento anche della Regione, quindi chiediamo di essere ricevuti con urgenza dalla Regione per avere delucidazioni sull’effettiva messa a disposizione delle aree di delocalizzazione degli impianti a suo tempo individuate e che ad oggi non sono nella disponibilità degli operatori, o per mancanza del previsto esproprio o addirittura per cambio di destinazione urbanistica. È tempo che Comune e Regione individuino una soluzione definitiva che ponga fine, una volta per tutte, a una situazione di incertezza che si proroga da oltre 20 anni e che costringe il settore a operare in condizione di costante precarietà, a cui ora si aggiunge il disagio per i cittadini che non possono demolire i loro veicoli fuori uso“.

Cercheremo di capire come evolverà la situazione nei prossimi giorni.

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