Veicoli commerciali leggeri: nel 2020 il diesel è ancora l’alimentazione più richiesta

92,4% del mercato in area Ue e 93,1% considerando il totale Ue+EFTA+UK. Aumentano, tuttavia le vendite di furgoni elettrici ibridi e ricaricabili.

Il diesel si conferma la tipologia di alimentazione più richiesta per i veicoli commerciali leggeri anche nel 2020, ma aumentano le vendite di furgoni elettrici e ibridi ricaricabili.

Lo rende noto ACEA nell’ultimo report relativo alle immatricolazioni 2020 di veicoli commerciali leggeri per tipologia di alimentazione che segue il precedente dedicato alle immatricolazioni di veicoli commerciali medi e pesanti sempre per tipologia di alimentazione.

Ebbene, il diesel ha raggiunto il 92,4% del mercato Ue e salendo al 93,1% nel complesso dei mercati Ue + Area EFTA + Regno Unito. I furgoni a benzina hanno rappresentato, lo scorso anno, il 3,4% del mercato in area UE (3% in Ue+EFTA+UK), mentre quelli elettrici ricaricabili hanno rappresentato il 2% delle vendite totali in tutta la regione Ue (con un considerevole aumento rispetto all’1,3% del 2019).

Sempre lo scorso anno i furgoni ibridi elettrici hanno rappresentato lo 0,9% delle vendite in area Ue, anche questi in crescita rispetto allo 0,3% dell’anno precedente.
Viceversa, lo scorso anno la domanda di furgoni alimentati con combustibili alternativi (gas metano, GPL, biofuels, etanolo) è diminuita in Ue del 29,5% facendo scendere la quota di mercato all’1,3% rispetto all’1,6% del 2019.

Andando nello specifico, nel 2020 il numero di furgoni alimentati a diesel è diminuito, in Ue, del 17,2% arrivando a 1.329.718 unità contro le precedenti 1.605.325 del 2019.
Il calo più pronunciato si è registrato in Svezia (-45,6%, che, tuttavia ha visto crescere del 42,1% la quota di elettrici ricaricabili), mentre nel resto dei mercati della regione la domanda è generalmente calata a due cifre (esclusa la Danimarca dove la diminuzione si è assestata al -7,2% più che ampiamente compensata dall’esplosione delle vendite di furgoni elettrici: +133,7%).

L’analisi dei quattro mercati principali della regione ha visto la Spagna cedere terreno (-22,2%), rispetto a Francia (-16,4%); Italia (-15,3%) e Germania (-12,1%).
Tuttavia, malgrado il calo generale dei volumi venduti, la quota di mercato dei veicoli commerciali leggeri con motorizzazione diesel, a conti fatti, è aumentata dello 0,7%.nel 2020

Decisamente più marcato (-45,4%), il calo delle immatricolazioni di furgoni a benzina che è passato dalle 89.925 unità del 2019 alle 49.056 dello scorso anno, con un decremento della quota di mercato di area Ue passato dal precedente 5,1% al 3,4%.
In questo segmento tutti i mercati hanno ridotto a due cifre la variazione percentuale (ad eccezione della Lettonia che ha visto crescere le proprie immatricolazioni del 4,9%).

Stacca pesantemente il calo della Spagna (-73,5%) nel gruppo dei key-market; più omogenea, seppur ugualmente negativa, la risposta di Italia (-41,7%) e Germania (-41,6%), mentre il mercato francese dei furgoni a benzina si è contratto in maniera meno pesante (-29,2%).

Nell’Unione europea la domanda di furgoni a ricarica elettrica è aumentata del 26,2% rispetto al 2019 (5.919 unità in più rispetto alle precedenti 22.668) facendo attestare la quota di mercato del segmento al 2% del totale delle immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri in Ue.
In termini di unità vendute, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e Italia hanno rappresentato la quasi totalità dei furgoni elettrici immatricolati, ma, in termini di variazione percentuale rispetto all’anno precedente, la classifica vede la Svezia decisamente in testa (42,1%), seguita dai Paesi Bassi (33,7%), Germania (31,7%), Italia (14,3%) e Francia (13,9%).

Per quanto concerne i veicoli commerciali ibridi il mercato Ue ha visto esplodere le immatricolazioni al 175% (12.698 unità contro le precedenti 4.617) portando la quota di mercato allo 0,9% delle vendite in area Ue.
Ottima, fra i key-market, la performance della Spagna (463,4%), seguita dall’Italia (293,3%) e dalla Germania (206,1%); mentre la Francia, pur con 2.454 unità vendute ha visto crescere il proprio mercato solo del 31,8%.

Lo scorso anno il segmento dei veicoli commerciali leggeri alimentati a combustibili alternativi ha visto decrescere la domanda del 29,5% passando, in area Ue dalle 27.423 unità del 2019 alle 19.346.
A trascinare il basso il risultato le pessime performance dei due mercati che l’anno precedente avevano registrato le quote maggiori: Italia e Spagna. Nel 2020 i due Paesi mediterranei hanno visto calare le immatricolazioni rispettivamente del 53,2% e del 28,7% su volumi che, sempre nel 2019, andavano dalle 10.136 unità del mercato italiano alle 6.429 di quello iberico.
Anche le prestazioni negative del Belgio, dei Paesi Bassi e della Polonia hanno contribuito ad una sostanziale riduzione della quota di mercato del segmento scesa all’1,3% dal precedente 1,6%.

 

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