Revisione Direttiva assicurazione autoveicoli: PE e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo

Maggiore protezione, trasparenza e collaborazione a livello Ue, ma manca ancora l’approvazione formale.

In data 22 giugno il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle norme in materia di assicurazione autoveicoli nel quadro della revisione della Direttiva 2009/103/CE con l’obiettivo di tutelare meglio le vittime di incidenti stradali nell’Unione conseguendo, al contempo, una maggiore trasparenza fra Paesi membri e Compagnie di Assicurazione.

La modifica delle norme, così come proposta dai due Organi, prevede una maggiore protezione delle vittime di sinistri stradali allorquando si verificano incidenti in qualsiasi Stato membro dell’UE, comprese le vittime nazionali di un incidente causato da un conducente di un altro Paese dell’UE.

Non solo, in base alle norme previste dall’accordo – che però dovrà essere formalmente approvato da Parlamento e Consiglio – le vittime di incidenti saranno tutelate anche in caso di fallimento della compagnia assicurativa di una parte responsabile, poiché le nuove norme richiedono agli organismi nazionali di indennizzo di sostenere i costi derivanti da tali casi.

Armonizzati gli importi minimi di copertura in tutta l’UE che prevedono;
– per lesioni personali: 6.070.000 € per incidente o 1.220.000 € per danneggiato;
– per danni a cose: 1.220.000 € per sinistro.

Inoltre, per contrastare la guida non assicurata, le modifiche introdotte, qual ora dovessero essere definitivamente approvate, consentono controlli assicurativi transfrontalieri sui veicoli purché questi non siano discriminatori nell’ambito dei controlli regolari e non richiedano il fermo del veicolo.

Ulteriori elementi di novità sono rappresentati dall’introduzione dell’uso obbligatorio di una dichiarazione unica sulla storia dei sinistri e dell’obbligo di informazione dei cittadini circa le modalità di richiesta del risarcimento.

Sul primo punto si intende risolvere una sostanziale discriminazione fra cittadini dal momento che, finora quando un contraente trasferisce la residenza in un altro Stato membro dell’UE, la sua storia di sinistri (che determina l’applicazione di “bonus-malus”) non sempre viene presa in considerazione dagli assicuratori auto nel nuovo Stato membro di residenza.

Qual ora la proposta di modifica dovesse trovare accoglimento definitivo le compagnie assicuratrici dovranno trattare tutti i cittadini dell’UE allo stesso modo accettando le dichiarazioni di sinistri da un altro Stato membro come una dichiarazione nazionale e applicare di conseguenza eventuali scontistiche basate su di esse.

In questo modo i cittadini dell’Ue potranno confrontare più facilmente prezzi, tariffe e coperture offerte da diversi fornitori grazie a nuovi strumenti gratuiti e indipendenti di confronto dei prezzi.

Era giunto il momento di chiarire le norme sull’assicurazione autoveicoli, in modo che gli europei siano meglio protetti e trattati allo stesso modo nell’UE quando si verificano incidenti e quando assicurano i loro veicoli. – ha dichiarato la relatrice Dita Charanzová – Abbiamo fatto in modo che le persone venissero risarcite anche per gli incidenti stradali in cui la compagnia assicurativa fallisce, e creato nuovi strumenti per tutti i cittadini per poter confrontare prezzi, tariffe e coperture assicurative. Con questo accordo politico siamo inoltre riusciti a frenare l’assurda eccessiva regolamentazione degli sport motoristici, delle e-bike e abbiamo dato agli Stati membri gli strumenti per escludere scooter per disabili, giocattoli per bambini o tosaerba”.

Accolgo con favore l’accordo odierno perché rafforzerà i diritti dei nostri cittadini, in quanto assicurati – le ha fatto eco Mairead McGuinness, Commissario europeo per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali – e soprattutto in caso di incidente, indipendentemente dal fatto che avviene nel loro Stato membro di residenza o in qualsiasi altra parte dell’UE”.

A questo punto, l’accordo sulla revisione della Direttiva del 2009 dovrà essere formalmente approvato da Parlamento e Consiglio e solo allora la direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, mentre le nuove regole inizieranno ad applicarsi 24 mesi dopo l’entrata in vigore.

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