Immatricolazioni veicoli commerciali Ue: l’anno si apre in negativo: -11,1%

A contribuire al risultato finale del mese di gennaio, ancora una volta è stato il segmento dei veicoli commerciali leggeri, in contrazione del 14,2% in Ue. Va meglio per camion (+8%) e autocarri (+4,1%).

Dopo il risultato fortemente negativo di dicembre con le immatricolazioni riferite ai veicoli commerciali diminuite per la sesta volta consecutiva, il primo mese del 2022 conferma il trend negativo e chiude, nell’Unione con l’11,1% di immatricolazioni in meno – pari a 125.292 unità -rispetto a gennaio 2021.

Lo ha reso noto stamane l’Associazione dei produttori europei di autoveicoli, ACEA, nel consueto report mensile dedicato al settore di veicoli commerciali.
Il risultato dell’intera Europa (Ue+Paesi EFTA+UK) è anch’esso negativo: -13,2%, pari a 22.989 unità immatricolate in meno rispetto a gennaio 2021.
Il risultato complessivo, ancora una volta, secondo gli analisti ACEA è da imputarsi al calo delle vendite nel segmento dei furgoni.

A livello Ue, guardando ai maggiori mercati per volumi, solo l’Italia ha mantenuto invariati i livelli di vendita rispetto al primo mese dello scorso anno; gli altri tre hanno registrato tutti variazioni negative con la Spagna che è risultato il mercato con il risultato peggiore fra i major market (-20,1%), seguito dalla Francia (-17%) e dalla Germania che ha contenuto le perdite al -3,1%.

Nuovi veicoli commerciali leggeri fino a 3,5 tonnellate
Come anticipato poc’anzi la domanda di veicoli commerciali leggeri si è particolarmente contratta lo scorso gennaio arrivando alla quota di 99.461 unità in Ue (-14,2%) e a 120.628 in nell’area Ue+EFTA+UK (-16,6%).

In tutta l’area UE si è assistito ad un diffuso calo con diffuse perdite a doppia cifra; dinamica, questa che ha interessato anche i principali mercati ad esclusione dell’Italia che, viceversa, ha registrato una variazione percentuale positiva: +1,1%.
Le immatricolazioni di furgoni sono decisamente diminuite in Spagna e Francia, rispettivamente del -27,2% e del -18,9%, mentre la Germania ha contenuto il calo al -1,7%.

Nuovi veicoli commerciali pesanti di 16 tonnellate e oltre
Le cose sono andate meglio nel segmento dei camion che, lo scorso mese nell’area dell’Unione ha spuntato una crescita dell’8% pari a 1.527 unità immatricolate in più rispetto alle 19.069 di gennaio 2021.

Ad esclusione della Germania (-2%), tutti i mercati Ue hanno registrato aumenti con la Spagna in testa (+16,6%), seguita dall’Italia (+2,9%) e dalla Francia (+1,8%).
Ottimo risultato anche per la Polonia (+57,6%) che realizza la crescita maggiore nell’Unione e per volumi immatricolati si attesta quale terzo mercato dell’area.

Nuovi veicoli commerciali medi e pesanti oltre 3,5 tonnellate
Anche il segmento degli autocarri medi e pesanti ha visto una crescita percentuale delle immatricolazioni al primo mese dell’anno: +4,1% nell’Unione e +4,2% nell’intera area Ue+Paesi EFTA+UK; in totale, nell’Ue le unità vendute sono state 23.537.

In questo caso, ad esclusione della Spagna che ha visto una crescita della domanda del 13,9%, tutti gli altri maggiori mercati hanno registrato perdite, seppur contenute: Italia, -0,4%; Francia, -2,8% e Germania. -7,2%.
A far la parte del leone, ancora una volta la Polonia che spunta una crescita nel segmento del 51,7%.

Nuovi autobus e pullman medi e pesanti oltre 3,5 tonnellate
Nel segmento rappresentato dai veicoli adibiti al trasporto pubblico/privato di persone, le vendite sono diminuite in Ue del -6,6% attestandosi sulle 2.294 unità contro le 2.456 di gennaio 2021; mentre nella più vasta area europea il calo è stato del -3,5% grazie alle crescite registrate in Islanda, Norvegia (comunque su volumi molto bassi) e Regno Unito.

Il risultato mensile dei mercati Ue è stato piuttosto ondivago, con crescite e cali a doppia cifra; una situazione che si riflette anche sui principali mercati della zona con la Spagna, unica a presentare un risultato positivo (+15,9%), mentre Italia, Germania e Francia hanno contratto le loro vendite di autobus e pullman, rispettivamente del –28,5%, -4,1% e -1,1%.

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