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Riduzione delle emissioni di gas serra: il PE approva i nuovi obiettivi nazionali

Riduzione delle emissioni di gas serra: il PE approva i nuovi obiettivi nazionali

Entro il 2030 i Paesi membri dovranno ridurre del 40% le loro emissioni di gas climalteranti rispetto al 2005; coinvolto anche il settore trasporti.

Martedì 14 marzo il Parlamento europeo ha definitivamente approvato con 486 voti favorevoli, 132 contrari e 10 astensioni la revisione del cosiddetto Regolamento sulla condivisione degli sforzi.

Tale Regolamento stabilisce i livelli vincolanti di riduzioni annuali per le emissioni di gas serra per il trasporto su strada, il riscaldamento degli edifici, l’agricoltura, i piccoli impianti industriali e la gestione dei rifiuti per ciascuno Stato membro dell’UE considerando che questi settori sono responsabili attualmente per circa il 60% di tutte le emissioni dell’Unione.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi fa parte del Pacchetto Fit For 55, che è il piano dell’UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, in linea con la legge europea sul clima.

Con questa legge compiamo un importante passo avanti nella realizzazione degli obiettivi climatici dell’UE”, ha dichiarato, Jessica Polfjärd relatrice del PE. Le nuove regole per la riduzione delle emissioni nazionali garantiscono un contributo da parte di tutti gli Stati membri e l’eliminazione delle lacune esistenti. Ciò ci consente di inviare un chiaro segnale che l’Unione europea è determinata a farsi promotrice a livello globale di un’agenda climatica competitiva ed efficiente”.

Il testo licenziato dal PE, frutto di un accordo con i governi dell’UE stabilisce che entro il 2030, i Paesi UE dovranno ridurre le emissioni del 40% rispetto al 2005, pertanto l’obiettivo Ue si fa più stringente rispetto alla precedente soglia di riduzione (30%).

Non solo, per la prima volta, tutti i Paesi dell’UE sono chiamati a ridurre le emissioni di gas serra con obiettivi che variano dal 10 al 50%. Tali obiettivi (visionabili qui) si basano su PIL pro capite ed efficacia dei costi; ogni anno, gli Stati membri dovranno inoltre garantire di non superare la propria quota annuale di emissioni di gas serra.

Naturalmente i co-legislatori di Strasburgo hanno tenuto conto della necessaria esigenza di flessibilità da parte degli Stati membri nel raggiungimento dei rispettivi obiettivi in considerazione, altresì, di un percorso di transizione giusto e socialmente equo.
Pertanto, è stata limitata la flessibilità prevista dalla normativa precedente, riducendo la quantità di emissioni che gli Stati membri potranno risparmiare da anni precedenti, prendere in prestito da anni futuri e scambiare con altri Stati membri.

Per responsabilizzare gli Stati membri, la Commissione, su richiesta del Parlamento, renderà pubbliche le informazioni sulle azioni a livello nazionale in un formato facilmente accessibile.

A questo punto il testo dovrà essere formalmente approvato anche dal Consiglio, prima di essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE per poi entrare in vigore 20 giorni dopo.

 

 

 

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