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Trasporto elettrico cresciuto in Ue nel 2021: +76% secondo Eurostat -

Trasporto elettrico cresciuto in Ue nel 2021: +76% secondo Eurostat

Eurostat conferma la crescita dell’elettrico in Europa, mentre prosegue la partita sullo stop ai motori endotermici al 2035.

Il trasporto elettrico piace sempre più ai consumatori europei, nonostante le tante difficoltà in termini di costi, disponibilità, infrastrutture di ricarica nelle grandi arterie extraurbane e nelle città.
L
o confermano gli ultimi dati pubblicati la scorsa settimana da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea che fornisce statistiche e informazioni qualificate sull’andamento di economia e società nell’Unione.

I dati, che si riferiscono al 2021, evidenziano un aumento sostanziale del +76% del numero di veicoli elettrici nell’UE rispetto al 2020; in termini di flotta EV tutti i membri dell’UE hanno registrato un aumento nel 2021 rispetto al 2020 con la Finlandia in testa (+136%), seguita da Croazia (+127%) e Italia (+122%).
Fanalini di coda nella classifica europea: Cechia (+12%) e Spagna (+15%) che hanno registrato i tassi di aumento più bassi.

Sempre nel 2021 il numero dei veicoli elettrici circolanti in Ue è stato stimato nell’ordine di 1,9 milioni di unità, mentre i Paesi Ue con oltre 100mila veicoli elettrici per passeggeri sono stati Germania (618.000), Francia (403.000), Paesi Bassi (245.000), Italia (118.000) e Svezia (110.000).

Fonte: Eurostat


Sul fronte della domanda e del consumo di energia elettrica per autotrazione i dati confermano il trend: il consumo di elettricità per il trasporto su strada derivante dalla somma dell’energia elettrica utilizzata per la carica degli EV e per i filobus, ha registrato un balzo in avanti del +80% rispetto al 2020.

In termini assoluti, il consumo di elettricità nel trasporto su strada ha raggiunto i 1.910 GWh nell’UE nel 2021, che corrisponde allo 0,3% del consumo finale. I Paesi che hanno registrato il consumo più elevato sono risultati essere: Svezia (1.433 GWh),  Germania (1 386 GWh) e Paesi Bassi (1.071 GWh). Al contrario, Cipro (0 GWh), Slovenia (4 GWh) e Malta (5 GWh) hanno registrato consumi elettrici molto bassi per il trasporto su strada.
Naturalmente, si prevede che, in futuro, la domanda di energia elettrica per i trasporti aumenterà considerevolmente.

Fonte: Eurostat


Casualmente, nella stessa data, in Italia, nel corso della manifestazione Key Energy 2023 presso la Fiera di Rimini è stato presentato il primo volume di ricerca dell’Osservatorio TEAOsservatorio sulle Trasformazioni dell’Ecosistema Automotive italiano, nato su impulso di Motus-E e del Center for Automotive and Mobility Innovation – CAMI, del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia con l’obiettivo di fornire a istituzioni e industria un quadro dettagliato e in continuo aggiornamento della filiera auto nazionale per cogliere tutte le nuove opportunità di sviluppo della stessa considerando la necessità di cavalcare la transizione ecologica anche nel settore automotive.

Ebbene, le imprese della filiera già censite sono oltre 2.500, per un totale di più di 280.000 occupati coinvolti e se le Case auto hanno dichiarato di investire entro il 2030 quasi 1.200 miliardi di € per l’elettrificazione, già, quest’anno, nel nostro Paese, circa 1/5 delle auto prodotte in Italia sarà full electric: “Una quota – illustrano da Motus-E – destinata a crescere notevolmente nei prossimi anni”.

Insomma, l’elettrico per autotrazione piace anche in Italia e nonostante le tante pur legittime resistenze, la crescita della domanda c’è stata, e addirittura superiore alla media europea.
A questo punto occorre domandarsi se il nostro Paese saprà cogliere questa sfida e indirizzare politiche industriali e di mobilità capaci di coniugare sviluppo economico, occupazione e ambiente.

Il dibattito sullo stop alla vendita dei veicoli termici dal 2035 va superato per concentrarsi in modo pragmatico e pratico sulla politica industriale”, ha rimarcato Francesco Naso, segretario generale di Motus-E; “dobbiamo essere veloci a supportare la riconversione della filiera italiana, che sconta ancora un certo ritardo rispetto ad altri Paesi Ue. Abbiamo delle competenze invidiate in tutto il mondo, ora serve un attento lavoro di programmazione per metterle a frutto”.

Nel frattempo, nella partita ingaggiata a livello europeo per contrastare lo stop alla vendita dei motori endotermici al 2035 che solo qualche settimana fa aveva visto Germania e Italia sulla stessa posizione, si registra la mossa di Berlino che ha trovato una intesa con la Commissione europea per consentire la vendita di autoveicoli con motori termici anche dopo il 2035 a condizione che siano alimentati con e-fuels, sulla cui efficacia, in termini di decarbonizzazione, non tutti sono d’accordo (ne avevamo parlato qui).

Staremo a vedere cosa succederà nella prossima riunione del Coreper e nella riunione dei Ministri dell’Ambiente Ue .


Foto di Markus Roider da Pixabay

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