Cyclus, una rete per accompagnare l’evoluzione della filiera automotive verso un modello concreto di economia circolare
Il Regolamento europeo sui veicoli fuori uso ridefinisce le prospettive della filiera. Con Cyclus, Haiki Cobat mette a disposizione delle Case automobilistiche una rete certificata di autodemolitori, supportata da competenze operative e da una visione industriale integrata.

La trasformazione della filiera automotive è già in corso. Cyclus offre alle Case automobilistiche una soluzione certificata per la gestione dei veicoli a fine vita, in grado di contribuire agli obiettivi del nuovo quadro europeo attraverso la tracciabilità dei flussi, la conformità ambientale e la valorizzazione delle risorse recuperabili.
Le aziende del network sono autodemolitori che hanno scelto di investire nell’evoluzione dei processi, nell’aggiornamento delle competenze e nell’organizzazione delle attività in una prospettiva industriale.
È qui che Cyclus, la Rete Certificata Autodemolitori promossa da Haiki Cobat, divisione di Haiki+, fa la differenza: accompagna le imprese nel tradurre gli obiettivi della normativa in capacità operative, attraverso infrastrutture, formazione, strumenti informatici e professionalità.
Le esigenze delle Case automobilistiche e quelle degli autodemolitori trovano così un punto di incontro, con un modello già strutturato che, ancora una volta, anticipa e affronta le sfide della circolarità.
Il nuovo ruolo dell’autodemolitore
Con il Regolamento UE 2026/1738, l’autodemolitore diviene un hub strategico, assume un ruolo strategico nella catena del valore automotive. Il veicolo fuori uso viene considerato un insieme di risorse da gestire secondo criteri di circolarità: dalla messa in sicurezza alla rimozione dei componenti, dal recupero dei materiali alla valorizzazione delle parti riutilizzabili.
Cyclus risponde già oggi a quest’esigenza, attraverso una rete organizzata in grado di rimuovere i componenti prima della frantumazione o compattazione, gestire i materiali e il recupero delle parti che possono essere riutilizzate e valorizzate.
Affrontare questa evoluzione richiede procedure adeguate, competenze aggiornate e capacità di documentare le attività. Una rete specializzata può sostenere le imprese nella diffusione di pratiche condivise e nell’organizzazione di processi più strutturati.
L’obiettivo è integrare il trattamento dei veicoli fuori uso in una filiera più ampia, nella quale sicurezza, conformità ambientale, recupero e valorizzazione delle risorse procedano in modo coordinato.
Cyclus e Haiki Cobat: competenze e capacità industriale
Avviata nel 2023, la Rete Cyclus si inserisce nel percorso sviluppato da Haiki Cobat per rafforzare il dialogo tra Case automobilistiche e autodemolitori. La rete promuove un approccio fondato sulla qualità dei processi, sulla tracciabilità e sulla collaborazione tra gli operatori.
Grazie a Haiki+, la rete può contare su un interlocutore con un alto profilo industriale e una capacità di presidiare a 360° il waste management, integrando consulenza normativa e ambientale, gestione operativa dei flussi, individuazione delle soluzioni di trattamento e recupero e formazione.
Questa visione consente di affrontare le esigenze degli stakeholder non come adempimenti isolati, ma come elementi di un processo complessivo. Dalla corretta gestione dei rifiuti alla conoscenza delle filiere di recupero, fino al supporto nell’organizzazione delle attività, le competenze di Haiki Cobat possono contribuire a trasformare l’evoluzione normativa in un percorso di crescita operativa e industriale.
La combinazione tra specializzazione della rete e capacità del gruppo permette di coniugare la conoscenza diretta del settore con una visione più ampia delle opportunità di valorizzazione delle risorse.
Tracciabilità, tecnologia e nuove competenze
La tracciabilità è uno degli elementi centrali del nuovo scenario. Disporre di dati affidabili sull’origine dei flussi, sulle operazioni effettuate e sulle destinazioni dei materiali consente di migliorare il controllo dei processi e la trasparenza lungo la filiera. In Cyclus, la gestione strutturata delle informazioni contribuisce a rendere più leggibili i percorsi del veicolo e delle risorse recuperate.
Accanto agli strumenti digitali, la formazione assume un ruolo determinante. La diffusione dei veicoli ibridi ed elettrici, insieme alla crescente complessità dei sistemi elettronici, richiede competenze specifiche per operare in sicurezza e gestire correttamente batterie e componenti. Anche il recupero di metalli, plastiche, vetro e altri materiali necessita di processi adeguati, capaci di indirizzare ogni flusso verso la destinazione più appropriata.
In questo contesto, anche il riutilizzo dei componenti – attraverso il mercato dei ricambi usati – può contribuire alla circolarità, affiancando il recupero delle materie e il riciclo. Sono ambiti complementari, che richiedono capacità di selezione, procedure affidabili e una gestione integrata delle diverse fasi.
Una rete industriale per la circolarità automotive
Il nuovo Regolamento ELV apre una fase nella quale la collaborazione tra Case automobilistiche, autodemolitori e operatori del recupero diventa sempre più importante. La sfida è costruire una filiera capace di connettere la gestione del veicolo a fine vita con il riciclo dei materiali e il loro possibile reinserimento nei processi produttivi. Cyclus accompagna le imprese in questo percorso, mettendo in relazione la specializzazione degli autodemolitori con le competenze e la capacità operativa di Haiki Cobat e Haiki+. L’obiettivo è chiaro: favorire una filiera in cui conformità normativa, efficienza gestionale e valorizzazione delle risorse procedano insieme.
La circolarità richiede infatti non soltanto di recuperare materiali e componenti, ma di organizzare processi capaci di generare valore lungo tutta la filiera. Cyclus si propone come punto di connessione tra imprese, competenze e soluzioni operative, contribuendo a un modello di autodemolizione più strutturato, integrato e orientato al futuro.









