Mercato auto Italia: bene aprile con le immatricolazioni su dell’11,6%

Il risultato del mese porta in positivo anche il consuntivo del primo quadrimestre (+9,8%), ma le stime per l’anno in corso vedono una sostanziale stabilità delle immatricolazioni rispetto al 2025.

Nel mese di aprile, in Italia, sono state immatricolate 155.210 autovetture contro le 139.106 registrate nel quarto mese del 2025, pari ad un aumento dell’11,58%. Si tratta della quinta crescita consecutiva per mercato auto italiano.

Lo ha reso noto, ieri, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la consueta nota mensile che sintetizza le risultanze dell’Archivio Nazionale dei Veicoli al mese di riferimento.

Contestualmente, sono stati registrati 480.976 trasferimenti di proprietà a fronte dei 475.733 passaggi registrati ad aprile 2025, pari ad una live crescita dell’1,10% (dati del MIT sulla base delle certificazioni rilasciate dagli Uffici della Motorizzazione nello scorso mese).

Pertanto, il volume globale delle vendite mensili di aprile è risultato essere pari a 636.186 unità di cui il 24,40% è rappresentato da vetture nuove, mentre il 75,60% ha riguardato vetture usate, a conferma della grande tenuta del mercato auto di seconda mano.

Il risultato positivo di aprile ha contribuito alla chiusura favorevole del primo quadrimestre dell’anno che ha registrato ben 640.083 immatricolazioni con un incremento del 9,8% rispetto al primo quadrimestre del 2025.

Tuttavia, come da anni siamo abituati a considerare, un confronto più attendibile deve essere necessariamente fatto con il 2019, l’ultimo anno prima della crisi pandemica che ha innescato una spirale negativa per tutto il comparto automotive. Infatti, rispetto al primo quadrimestre 2019 si evidenzia ancora un decremento cospicuo pari al -10,2%.

Scorrendo i dati UNRAE relativi alle immatricolazioni per diverse alimentazioni, si osserva che i motori ad alimentazione tradizionale continuano a perdere terreno: la benzina sotto di quasi 7 punti, arrivata al 20,4% di quota (19,9% nel cumulato, -6,8 p.p.); il diesel che perde 3 punti di quota sia nel mese che nel cumulato e retrocede al 6,9% in aprile e al 6,8% nel quadrimestre.

Non è andato meglio al segmento delle auto alimentate a Gpl che in aprile ha perso 1,9 punti di quota arrivando al 6,1%, e scende al 5,7% nel primo quadrimestre lasciando sul terreno 3,2 p.p.

Le auto ibride si confermano al top del mercato e guadagnano 4,9 punti, salendo al 49,1% di share (50,8% nel 1° quadrimestre), con una quota del 16,5% per le full hybrid e del 32,6% per le mild hybrid.

Le auto elettriche a batteria hanno chiuso il mese con una share dell’8,5% in crescita di 3,7 p.p. sul 2025 (8,0% nel cumulato); mentre le auto elettriche ibride plug-in hanno guadagnato terreno salendo al 9,1% dal 5,7% di aprile 2025 anno fa (crescita di 4,2 p.p. anche nel quadrimestre con una quota dell’8,9%).

“Il mercato si muove – ha commentato il Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio – ma resta prigioniero della fragilità del contesto: senza un quadro stabile e prevedibile, la domanda si sospende. Oggi il vero nodo è la fiducia: famiglie e imprese rinviano le decisioni perché il quadro cambia più velocemente delle loro certezze”.

Sotto la lente delle questioni in sospeso, per l’Unione Nazionale dei Rappresentanti Autoveicoli Esteri, ci sono sempre le urgenze relative alla revisione della fiscalità delle flotte aziendali in chiave green; della necessità di sviluppare le infrastrutture di ricarica elettrica in modo da garantire una più veloce transizione verso gli EV; infine, della necessità di porre maggiore attenzione ad un quadro internazionale particolarmente teso ed instabile che abbisognerebbe più di “investimenti, visione industriale, e cooperazione”, piuttosto che dazi e barriere, quand’anche solo annunciati.

Intanto, però, nonostante i risultati più che positivi di questa prima parte dell’anno, le previsioni per il prossimo futuro del mercato auto italiano non sono delle migliori. Secondo UNRAE, per i prossimi trimestri si prevede un ribasso con una riduzione delle vendite che porterebbe il volume a fine anno a 1.530.000 immatricolazioni; un risultato di sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno e, quindi, in calo del 20,2% rispetto al 2019.

Secondo l’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor su un campione rappresentativo di concessionari, soltanto l’11% degli intervistati prevede per i prossimi tre/quattro mesi un aumento delle immatricolazioni, contro il 56% che si aspetta stabilità e, addirittura il 33% che prevede una diminuzione delle vendite.

Staremo a vedere come evolverà la situazione nei prossimi mesi, anche in considerazione di quanto formulato da ANFIA, nel comunicato stampa di commento ai dati di aprile, nel quale il Presidente, Roberto Vavassori ha dichiarato: “In questo contesto, auspichiamo che le misure a supporto dell’industria annunciate qualche mese fa dal MIMIT nell’ambito del Fondo Automotive possano presto entrare in vigore grazie ad una rapida approvazione del relativo DPCM. È fondamentale, infatti, rendere finalmente operative le risorse destinate alle imprese per facilitare gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, più che mai necessari in questa fase di transizione energetica”.

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