NUOVI ASSETTI INDUSTRIALI E NORMATIVI PER USCIRE DALLA CRISI
Il primo costruttore italiano di autoveicoli fa il quadro della situazione e guarda al futuro
Pur nella cornice di una crisi economica e finanziaria che non si può non ignorare e che ha determinato (favorita dalla globalizzazione), fenomeni di esternazionalizzazione dei processi di riciclo ex vanto del made in Italy, la Filiera ELV deve rispondere degli obiettivi target di recupero e riciclo che l’Europa ha imposto per la data sempre più vicina del 2015. In gioco ci sono parecchi fattori, non solo di natura pecuniaria, anzi, lo stesso sistema di regole e di mercato, spesso, mostra lacune o smagliature nella rete attraverso le quali far passare azioni poco chiare. In una situazione esasperata che vede, sempre più, purtroppo, gruppi di stakeholders contrapporsi da punti diversi delle rispettive barricate, sembra che la strada del dialogo e della convergenza sia la più difficile da perseguire. Tuttavia gli obiettivi impongono risultati che, difficilmente, saranno raggiunti senza un lavoro di squadra. Per saperne di più ed approfondire i particolari circa lo stato dell’arte della Filiera nazionale ELV, dal privilegiato punto di vista del principale Costruttore italiano, partner di ECOMONDO 2011, abbiamo contattato l’Ing. Salvatore di Carlo, Responsabile E&D – End of Life Vehicles & Car Recycling di Fiat Group Automobiles S.p.A. che ha risposto alle nostre domande.
Dott. Di Carlo, qual è la situazione attuale del riciclo dei componenti dei veicoli a fine vita dal suo punto di vista, tenendo presente che gli obiettivi-target europei vanno avvicinandosi di anno in anno, ma di fatto i problemi ancora persistono…
Sebbene non siano stati ancora pubblicati i dati elaborati dai tecnici del MATTM che rappresentano il vero e proprio risultato finale italiano per quanto concerne riciclaggio e recupero (dati che vengono recepiti annualmente dalla Comunità Europea), mi auguro che, visto il trend degli anni passati, questi siano almeno vicini ai risultati degli scorsi anni, quindi, positivi.
Ovviamente, teniamo sotto costante monitoraggio il sito di Eurostat e quando avremo elementi certi sarà più facile trarre delle conclusioni e fare dei ragionamenti. Per quanto riguarda le attività della parte dell’autodemolizione e più in generale di tutta la Filiera ELV, devo dire che la grande novità di quest’anno è il Decreto 82/2011, pubblicato in G.U. l’8 giugno che riguarda il recupero e il riciclaggio di pneumatici a fine vita, che ha scadenze ben precise e che sposa un importante principio generale della politica europea sui rifiuti, ovvero la responsabilità estesa del produttore dei beni. In base a tale decreto il responsabile della vendita del veicolo in Italia dovrà applicare un contributo specifico in fattura in riga separata, dedicato totalmente al recupero degli pneumatici.
Con questo sistema, la dinamica di riciclo dei PFU risulta, garantita e controllata secondo logiche di massima efficienza ed economicità, come illustra il Decreto, da un Comitato specifico, del quale faranno parte anche le Associazioni di demolitori. La novità introdotta dal Decreto a lungo atteso, costituisce uno dei punti fondamentali per avvicinare il Paese agli obiettivi-target di riciclaggio e recupero che l’Europa ci impone perché contribuirà sicuramente ad aumentare le quantità di materiali da riciclare, inoltre è sicuramente un elemento di grandissimo vantaggio in termini di eliminazione di un problema che era comunque molto difficile da risolvere a causa delle importanti quantità e dei relativi costi.
Questi sono i punti principali sui quali soffermerei la mia riflessione. Rimangono, tuttavia. alcune considerazioni, che gli operatori sanno fare benissimo, ad esempio sul fatto che la crisi economica che colpisce non solo il nostro Paese, ma l’Europa e il mondo, ha portato molti problemi dal punto di vista di flusso di autoveicoli nei centri di attività per la demolizione. Questo è un fatto preoccupante, le Case automobilistiche vedono ridursi drammaticamente le vendite, così anche le vetture da demolire diminuiscono in modo significativo: è un elemento su cui riflettere e su cui fare ragionamenti di natura industriale ed economica, ma questo è un discorso molto più ampio e profondo, che esula dalla nostra riflessione e si allarga ad una dimensione globale.
In alcune settori, sempre afferenti al comparto dei rifiuti speciali, in questi anni si è notato uno spostamento sull’asse del riciclo: dall’Italia, Paese che tradizionalmente riciclava tanto, a Paesi in via di sviluppo. Dal suo punto di vista questo accade anche nel settore dell’autodemolizione, ovvero i riciclatori italiani o chi tratta i veicoli a fine vita cominciano a guardare all’Est come posto dove delocalizzare un’attività che comunque non è esente da rischi, dato che si ha a che fare con rifiuti speciali pericolosi? Oppure, vista anche la riduzione del lavoro in termini di quantitativi di veicoli venduti e quindi demoliti, si andrà sempre più a ridurre questo tipo di attività in Italia?
Esiste un notevole flusso di veicoli a fine vita verso Paesi emergenti o verso Paesi dell’Est con varie motivazioni e credo che questo sia, nei fatti e nei numeri, una realtà che non può essere ignorata. Tale dinamica può avere cause ed effetti diversi, uno dei quali è certamente la preoccupazione per quanto riguarda la possibile mancanza di “materia prima” (rappresentata dai materiali da riciclare), specie acciaio. So che ci sono degli studi in corso, la stessa Unione Europea si sta preoccupando di controllare gli elementi che in qualche modo spingono alcuni imprenditori a spostare altrove grossi quantitativi di materiali, che da noi sono considerati rifiuti, come i materiali ferrosi, delocalizzando, di fatto il riciclo e, al momento, si sta ragionando su come monitorare meglio questo tipo di dinamiche che sono aumentate notevolmente.
Esiste poi effettivamente un flusso che deriva da una delocalizzazione, che va misurata con il metro delle attività industriali, sulle convenienze o meno, sui valori che danno queste attività, anche dal punto di vista delle norme di sicurezza, che i nostri Paesi a livello europeo, giustamente chiedono, e che magari in qualche altro luogo non sono allo stesso livello d’attenzione. Gli operatori sanno bene cosa significa aprire in altri Paesi con altri mercati ed altre regole, in questo caso quindi la decisione è presa in maniera consapevole e su elementi di tipo industriale.
Un terzo filone a cui si deve porre maggiore attenzione è quello dell’uscita di materiali come rifiuti, nel momento in cui non è trasparente il passaggio delle merci, dei beni o comunque dei materiali sulla filiera e soprattutto non è chiara la trasformazione da rifiuto a bene e viceversa, che, al contrario, la legge vuole controllare e monitorare per riuscire a dare un contributo di tranquillità a tutti gli addetti del settore.
In questo caso siamo in un campo dai contorni poco trasparenti ed è un discorso che preoccupa gli addetti della Filiera e gli operatori della Pubblica Amministrazione, anche a livello europeo. In questo ultimo filone ci si sta muovendo per immaginare possibilità di maggior controllo e qualche elemento di maggior sicurezza, perché le norme devono sempre essere rispettate.
In una situazione, che anche lei ha definito essere molto critica, gli autodemolitori continuano a lamentare una difficoltà di accesso alle Reti dei Produttori, che pure la legge prevede. Molti si domandano: se un Centro è in possesso delle autorizzazioni previste, come mai poi non riesce ad entrare nei Network? Quali sono i criteri che i Produttori usano per far sì che, di fatto, un’azienda lavori e l’altra no?
La realtà è che il concetto di rete obbliga le Case costruttrici a prendere in riferimento le imprese di demolizione che siano disponibili a ritirare a proprie spese e poi a fare attività di riciclaggio. Questo obbligo porta ad avere un legame con certe aziende per avere un’omogeneità di servizio, ma è chiaro che se tutti fossero affiliati, cesserebbe il concetto di rete. Esiste una scelta primaria o iniziale, ma esiste anche un’idea di apertura e quindi noi continuiamo, per esempio nel nostro caso, ad avere nuovi ingressi ogni anno e non solo di sostituzione. In questo modo la rete cresce con un’ottica di omogeneità di servizio sul territorio che sia il più possibile garantito.
Avere contratti con la rete e le Case automobilistiche apre sicuramente le porte a molte opportunità, ma non c’è la garanzia di ricevere vetture, in quanto non esiste uno scambio economico diretto tra la Casa e il demolitore. Si tratta di un contratto di opportunità che cerchiamo di tenere vivo e allargato, al quale alcuni rinunciano (e allora altri subentrano), ma non può essere allargato a tutti gli autorizzati altrimenti, come detto, non esisterebbe il concetto di rete.
Anche quest’anno la Fiera di Rimini dedica un intero padiglione al settore ELV ed immagino che tutti gli stakeholder della filiera parteciperanno. La FIAT o l’Associazione di Produttori Nazionali cosa porterà in fiera?
Parteciperemo anche quest’anno perché la Fiera ECOMONDO di Rimini è una splendida occasione di incontro con tutti i partner e i colleghi e partecipiamo con un Convegno specifico sui veicoli a fine vita per la mattinata del 10 novembre nella Sala Neri 1. Lo riteniamo un’ottima possibilità di esprimere e veicolare tutti i punti nodali che emergono dai vari soggetti della Filiera: costruttori, concessionari, demolitori e riciclatori finali. Proprio per la volontà di organizzare in un’ottica di possibile approfondimento quelli che saranno gli ulteriori sviluppi futuri di questa attività, abbiamo invitato a partecipare a questo congresso, sia come ospiti sia come Relatori, personaggi un certo rilievo come Artemis Hatzi-Hull, della Direzione Generale Ambiente, Industria e Gestione rifiuti della Commissione Europea, che cura la direttiva sui rifiuti e rappresenta quindi il più alto riferimento per il settore ELV. Il mondo politico sarà rappresentato dal Sen. Andrea Fluttero, Segretario della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica e da un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico, che relazionerà sull’attività del Governo Italiano sull’appoggio all’innovazione dell’ELV e sulla possibilità di recupero energetico. Saranno presenti Rosanna Laraia, dell’ISPRA che ci spiegherà la situazione e l’elaborazione dei target italiani di recupero e riciclaggio, Corrado Scapino, come FISE-UNIRE, e Vincenzo Pensa, Direttore dell’ACI, che tratterà la questione dei flussi di veicoli che vanno all’estero in maniera poco trasparente e non in linea con le norme vigenti.
Nel Convegno di quest’anno il fattore centrale di discussione sarà il cambiamento, sia normativo che industriale, che dovrà essere messo in atto per arrivare a portare il Paese ai nuovi e più impegnativi traguardi già previsti dalla legge per l´anno 2015.




