MOBILITÀ: DALL’ELETTRICO ARRIVA LA SCOSSA ALLA SOSTENIBILITÀ

In Europa e nel mondo scatta la corsa all’elettromobilità. Mentre la Cina punta alla leadership, l’Italia è fanalino di coda

Mentre la Cina punta a superare gli USA nella corsa alla mobilità elettrica e l’Europa le rincorre e tenta di stare al passo, l’Italia arranca con affanno e rimane al palo. La partita della mobilità elettrica in Europa non è ancora chiusa, eppure, nella classifica dei Paesi che rincorrono la nuova mobilità sostenibile, l’Italia è fanalino di coda. Nel nostro Paese nel 2010 sono state vendute solo 103 auto elettriche (lo 0,01% del mercato automobilistico), solo 34 in più rispetto al 2009. Secondo l’analisi di assicurazione.it, la diffusione di auto ecosostenibili, a metano, Gpl ed elettriche, nel Belpaese è ferma al 4%. Mentre funzionano per il trasporto “istituzionale” e piacciono molto agli enti pubblici, le “auto amiche dell’ambiente” non piacciono molto ai privati, specie a quelli di Sicilia, Sardegna e Calabria, le Regioni con il più basso numero di auto a ridotto impatto ambientale.

A frenare il loro decollo sono i prezzi ancora troppo alti e una rete di rifornimento poco capillare. É vero che un pieno di elettricità costa molto meno rispetto a un pieno di benzina, ma è anche vero che le auto elettriche costano molto di più di quelle alimentate a benzina, Gpl o metano e che trovare le colonnine di ricarica è una vera e propria impresa. Altro grande problema nel nostro Paese è la mancanza di un programma nazionale di sviluppo e di una solida rete di incentivi all’acquisto. Niente a che vedere con quello che succede oltre oceano, dove continua la massiccia politica di aiuti governativi a sostegno della mobilità sostenibile. Gli Stati Uniti hanno, infatti, lanciato di recente un piano da 2,5 miliardi di dollari destinato alle imprese del settore. È quanto prevede la proposta di legge, intitolata “Electric Drive Vehicle Deployment Act of 2011” che punta ad aumentare di 2.000 dollari (dagli attuali 7500 dollari a 9.500 dollari) il contributo statale per l’acquisto delle prime 50 mila unità al 100% elettriche o ibride plug-in. L’obiettivo? Raggiungere la soglia di un milione di veicoli elettrici entro il 2015, a partire dall’attuale flotta di 600.00 mila unità. Ma la spinta USA alla mobilità elettrica non incentiva solo l’acquisto, ma anche la ricerca. Il Dipartimento USA dell’Energia ha infatti in questi giorni invitato TESLA, importante casa automobilistica impegnata nella produzione di veicoli elettrici, ad aderire al programma di ricerca “DRIVE”, volto alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per la costruzione di veicoli low carbon. Fulcro della ricerca, sviluppata attraverso un partenariato pubblico-privato tra Dipartimento dell’Energia, Electric Power Research Institute (ESRI) e case automobilistiche, sarà la realizzazione di nuove batterie e componenti elettriche, oltre alla costruzione di motori a combustione avanzata, celle a combustibile e impianti ad idrogeno. Insomma, la lotta alle emissioni in USA punta sull’auto elettrica. Lo dimostra un nuovo progetto, al via da giugno a San Francisco, in California, che prevede la ricarica gratuita dell’auto elettrica fino alla fine del 2013 e l’installazione, entro tale data, di ben 2.750 stazioni di rifornimento, (più di 80 entro la fine dell’anno), sparse per tutta la città. L’eco-iniziativa che punta a “rinforzare la fiducia dei cittadini nei confronti di questa nuova tecnologia – come ha commentato il Sindaco di San Francisco Ed Lee – si inserisce in una più ampia strategia di riduzione delle emissioni e ambisce a fare di San Francisco una città a basse emissioni. Ma se gli USA schiacciano il pedale dell’acceleratore dell’auto elettrica e sfrecciano lungo la strada della mobilità sostenibile, la Cina non rimane a guardare. Anzi, il sorpasso cinese è dietro l’angolo. Stando alle stime della Banca Mondiale, tra meno di un decennio, il primato del mercato mondiale dell’elettrico sarà cinese. È quanto scaturisce dall’ultimo rapporto della World Bank ,“The China New Energy Vehicles Program: Challenges and Opportunities”. Nel 2020 il gigante asiatico sarà un colosso nel campo della mobilità elettrica, destinato a surclassare gli USA con 2,2 milioni di e-car in circolazione (contro l’1,5 milioni degli Stati Uniti) e un mercato del valore di 250 miliardi dollari. L’11% di tutti i nuovi veicoli venduti in Cina al 2020 sarà infatti elettrico. Il sorpasso della Cina sugli USA era già annunciato: già dal 2009 la Cina sta lavorando allo sviluppo della mobilità elettrica attraverso una serie di progetti pilota avviati in 25 città cinesi. Inoltre, il piano di investimenti pubblici da 15 miliardi di dollari di Pechino nell’elettrificazione dei veicoli non ha rivali. Ma non serve arrivare in Cina o negli USA per intravedere la tendenza “elettrica” della mobilità sostenibile. Di certo, occorre guardare oltre i confini dell’Italia, ma basta rimanere in Europa. Sebbene attualmente rappresenti una piccola fetta del mercato automobilistico mondiale, quello dei veicoli elettrici è un mercato in crescita. In un recente studio effettuato da JP Morgan si stima che a livello globale i veicoli elettrici immatricolati entro il 2020 saranno tra i dodici e i tredici milioni. Anche l’Europa si muove in questa direzione. Ad imprimere una forte spinta alla mobilità elettrica sono le stesse politiche nazionali. L’Inghilterra ha stanziato 230 milioni di sterline per il programma di sviluppo elettrico. Inoltre, a partire dal 1° aprile 2010 i veicoli elettrici delle imprese sono detassati e da quest’anno chi acquisterà un’auto elettrica avrà uno sconto del 25% sul prezzo di listino, fino ad un massimo di 5.000 sterline. In Spagna, il Piano d’Azione per il Veicolo Elettrico prevede investimenti pubblici pari a 590 milioni di euro in due anni, incentivi per veicoli elettrici fino al 20% del totale, con un tetto di 6.000 euro e la realizzazione di un parco di 250.000 veicoli elettrici entro il 2014. La Francia con il piano Borloo ha investito nella mobilità elettrica 250 milioni di euro per l’insallazione di 75.000 colonnine di ricarica e lo stanziamento di un incentivo pari a 5.000 euro per l’acquisto di un’auto elettrica fino al 2012. L’obiettivo? Raggiungere entro il 2015 quota 100.000 veicoli elettrici. Punta più in alto la Germania che, grazie ad una misura contenuta nel piano nazionale di mobilità elettrica e ad uno stanziamento pubblico di 80 milioni di euro, mira a raggiungere l’ambizioso traguardo di 1 milione di veicoli elettrici entro il 2020. Così, mentre l’Europa sale a bordo dell’auto elettrica e spinge per il suo decollo, l’Italia frena, anzi rimane al palo. Nella mappa delle politiche europee a sostegno del settore in Italia si registra, infatti un vuoto. Il disegno di legge 3553, presentato ad ottobre 2010, conteneva iniziative finanziarie, non ancora definite, per favorire la mobilità elettrica. Se infatti a Copenaghen le auto elettriche possono contare su parcheggio e ricarica gratuiti nelle zone a pagamento e a Malaga usufruiscono di uno sconto del 75% sulle tasse locali sulle auto, nel Belpaese chi opta per l’auto elettrica deve scontrarsi con la difficoltà della ricarica, con la magra consolazione di poter entrare in una Ztl. Eppure, in Italia non mancano le occasioni di discussione sul tema della mobilità elettrica. Il MotechEco, il Salone della Mobilità sostenibile, alla sua quarta edizione (Roma, 11-13 maggio) è una di queste. Oltre ad essere vetrina di idee, progetti e tecnologie innovative a basso impatto ambientale, nella sua quarta edizione, il Salone si è rivelato un’occasione di scambio di esperienze tra le realtà europee, oltre che di confronto in fatto di mobilità sostenibile, un confronto doveroso e necessario, ma che è costato una figuraccia proprio alla padrona di casa, l’Italia, ultima della classe in Europa in fatto di mobilità elettrica. A parlare sono i dati, ma, ancor di più, i fatti. A Berlino, ha spiegato il ricercatore Alexander Kihm, “ci sono già più di 300 auto elettriche, per un totale di 20 progetti attivi”; in Irlanda, ha raccontato lo studioso del Trinity College di Dublino Paul McDonald, “entro la fine del 2011, saranno installati in tutto il Paese 2.000 punti di ricarica domestici, 1.500 colonnine nelle strade e altre 30 per la ricarica veloce”; a Malaga arriveranno nei prossimi anni 200 auto e 220 punti di ricarica e a Malmö, ha raccontato Jitka Andersson, responsabile Cambiamenti climatici della Municipalità, “il Comune comprerà veicoli elettrici, mentre venti famiglie proveranno poi un’auto elettrica per tre mesi e i pendolari potranno chiedere di poter fare un test”. A Roma, invece, le auto elettriche si vedono per lo più parcheggiate in Fiera. In giro, per ora, ce ne sono 35 distribuite alle famiglie tramite E-mobility Italy, il pioneristico progetto di Enel e Smart che punta a creare un terreno fertile per la mobilità elettrica in Italia e che prevede la diffusione di 100 vetture elettriche alimentate da 400 punti di ricarica, pubblici e privati, messi a disposizione da Enel a Roma, Milano e Pisa, tre città che rappresentano stili di mobilità diversi. Ma Roma, vetrina della mobilità elettrica con il “MotechEco” è tutt’altro che capitale europea della mobilità elettrica. Eppure, anche l’Italia partecipa a Green eMotion, il progetto di ricerca finanziato per 24 milioni di euro dalla Commissione Europea, che coinvolge 42 partner europei tra cui utilities, aziende, università e amministrazioni pubbliche e che punta ad aprire la strada alla mobilità elettrica in Europa. A fare da apripista ci dovrebbe essere anche l’Italia con l’installazione di 400 punti di ricarica a Roma e a Pisa. Eppure a Roma, i piani dell’Amministrazione capitolina in fatto di mobilità elettrica non sono ancora definiti. Nei prossimi anni è previsto: il passaggio da 50 a 100 minibus elettrici da parte dell’Atac; un progetto di noleggio mezzi elettrici per la micromobilità; una delibera per finanziare il bike-sharing con la pubblicità. Intanto, grazie ad un atto di indirizzo (dunque non vincolante) della Giunta, nell’ambito del rinnovo del parco auto dell’Amministrazione, Roma auspica l’acquisto del 20% di veicoli elettrici. Ad illustrare le buone intezioni in fatto di mobilità elettrica sono stati Marco Contadini, referente del Comune per la Mobilità sostenibile e Marco Visconti, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, in occasione dell’inaugurazione del MotechEco. Anche per quanto riguarda i piani urbani di abbattimento delle emissioni Roma punta più in basso delle altre città europee: – 20% di CO2 al 2020, mentre Malmö ambisce a – 40% e l’Irlanda al meno 50% al 2020 e a – 100% nel 2035. Ma la corsa alla riduzione di emissioni di CO2, oltre che dalle istituzioni europee, parte anche dalle case automobilistiche che proprio al MotechEco hanno esposto le loro ultime novità in fatto di mobilità sostenibile. A partire da Renault che tra il 2011e il 2012 lancerà sul mercato una gamma completa di veicoli elettrici o da Nissan che con la sua Leaf ha già stretto accordi con Enel per la rete di ricarica in Italia, così come avvenuto con Smart nell’ambito del progetto E-mobility Italy. Presenti all’appello anche Opel con la Ampera, Ford con la nuova Focus, Fiat con il suo Qubo Natural Power e la nuova 500 TwinAir e Piaggio con le sue ultime novità: Porter Electric Power, il minivan elettrico a emissioni zero più diffuso in Europa con oltre 5.000 unità vendute; Piaggio MP3 Hybrid, il primo scooter a tre ruote a propulsione ibrida al mondo; Piaggio Liberty e-mail, la versione elettrica del best-seller a ruota alta già in dotazione ai servizi di consegna di enti ed aziende in più di dieci Paesi. Altra importate vetrina per la mobilità elettrica è stata Green City Energy, il primo forum internazionale sulle nuove energie promosso dal Comune e dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana, in collaborazione con l’Università di Pisa e la Scuola Superiore S. Anna, organizzato per la sua seconda edizione da ClickUtility lo scorso 26-27 maggio a Pisa. Proprio in occasione del Forum volto a disegnare il profilo della “città intelligente”, nella città dalla torre pendente è stata consegnata la prima lettera a “zero emissioni”. Merito del Protocollo di Intesa siglato da Poste Italiane, Enel e Comune di Pisa che, per primo in Italia, ha sperimentato l’utilizzo di veicoli elettrici per la consegna della posta nel centro storico cittadino. Dallo scorso aprile sono, già operativi 9 veicoli “green” di Poste Italiane (3 van e 6 quadricicli tutti ad alimentazione elettrica) che fanno il pieno presso 9 punti di ricarica installati da Enel. Ma la mobilità sostenibile non sale a bordo solo dell’elettrico. Largo dunque anche all’idrogeno. In occasione del Forum è stato, infatti, presentato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa il “Progetto filiera idrogeno” per lo sviluppo e la sperimentazione di sistemi di mobilità basati sull’uso dell’idrogeno come vettore di energia. Tre i filoni di ricerca, presentati a Green City Energy, su cui l’Università di Pisa sta lavorando: “Linea idrogeno per motori a combustione interna”, relativo alla ricerca condotta dal gruppo del Prof. Roberto Gentili del Dipartimento di Ingegneria dell’energia e dei sistemi, che ha portato alla realizzazione di un prototipo di motore monocilindrico derivato da un motore motociclistico Aprilia di serie da 650 cm3; la “realizzazione di un veicolo a idrogeno a celle a combustibile”, coordinata dal Prof. Massimo Ceraolo del Dipartimento di Ingegneria dell’energia e dei sistemi; “batterie intelligenti per la mobilità sostenibile”, coordinata dal Prof. Pierangelo Terreni, del Dipartimento dell’Informazione, Elettronica, Informatica e Telecomunicazioni. Intanto la ricerca made in Italy sull’idrogeno prosegue anche al Sud attraverso un Protocollo d’Intesa, dalla durata triennale, tra H2u-hydrogen University e il Politecnico di Bari. L’obiettivo dell’accordo? Utilizzare l’idrogeno, prodotto da fonti rinnovabili, come vettore energetico per recuperare l’energia che viene prodotta, ma non utilizzata, e per alimentare le auto e le caldaie a metano. Anche in Europa si lavora per aprire la strada all’idrogeno. Lo dimostra il Clean Energy Partnership (CEP), il più importante progetto pilota del governo tedesco per testare veicoli a celle a combustibile, che ora conquista due importanti partner (Air Liquide e Honda) per la costruzione di nuove stazioni di rifornimento e una flotta in costante espansione di veicoli a celle a combustibile elettrici per il mercato europeo. Insomma, la mobilità del futuro sale a bordo di auto elettriche, ibride plug-in e a celle combustibile. Insomma, ricerca e tecnologia non mancano. Eppure, la strada per la decarbonizzazione del trasporto su strada è ancora molta. Lungo il cammino non mancano una serie di ostacoli (dai costi alle infrastrutture) e percorrerlo senza il sostegno e il coordinamento del pubblico è una vera e propria impresa. Green eMotion É il nome della nuova iniziativa comunitaria a sostegno dell’elettromobilità. Il progetto, di durata quadriennale, del budget di 42 milioni di euro, 24 dei quali finanziati interamente dall’Unione Europea, che coinvolge 42 partner europei, tra cui imprese automobilistiche, università e pubbliche amministrazioni, punta a condividere a livello europeo il patrimonio di know-how ed esperienze accumulato in alcune regioni pilota europee per far decollare la mobilità elettrica in Europa. Nelle regioni pilota saranno installati più di 10.000 punti di ricarica: circa 1000 a Barcellona, Madrid e Malaga, 400 a Roma e Pisa, quasi 3600 a Berlino e 100 a Strasburgo. I partner dell’iniziativa Green eMotion sono le società industriali Alstom, Better Place, Bosch, IBM e Siemens, le utilities Danish Energy Association, EDF, Endesa, Enel, ESB, Eurelectric, Iberdrola, RWE e PPC, le case automobilistiche BMW, Daimler, Micro-Vett, Nissan e Renault, i Comuni di Barcellona, Berlino, Bornholm, Copenhagen, Cork, Dublino (rappresentata dall’Agenzia per l’energia Codema), Malaga, Malmo e Roma, le Università e gli Istituti di ricerca CARTIF, Cidaut, CTL, DTU, ECN, Imperial, IREC, RSE, TCD e Tecnalia, e gli istituti tecnologici DTI, FKA e TÜV NORD. Progetto E-mobility Italy É il primo progetto pilota organizzato da Smart ed Enel a livello mondiale per testare, sviluppare e incentivare la mobilità elettrica. Il progetto prevede la diffusione in Italia di 100 vetture elettriche alimentate da 400 punti di ricarica, pubblici e privati, messi a disposizione da Enel. Le vetture coinvolte nel progetto E-mobility Italy saranno le Smart fortwo electric drive, con motore elettrico a zero emission da 30 kW (41 CV), equipaggiate con l’innovativa batteria agli ioni di litio di TESLA Motors inc. con capacità di 17kWh, che garantisce una percorrenza di almeno 135 km. Le Smart elettriche vengono proposte a un canone mensile di 480 euro che comprende noleggio, manutenzione ordinaria, vettura sostitutiva, garanzia per l’intera durata del progetto, nonché assicurazione Rca e furto e incendio. I primi “electric drivers”, candidatisi come volontari sul sito www.e-mobilityitaly.it, circoleranno per le strade di Roma, Milano e Pisa, tre città con stili di mobilità diversi. Enel invece garantirà il “pieno” della vettura attraverso l’installazione di punti di ricarica o nei garage privati degli automobilisti o nel parcheggio del loro posto di lavoro, mentre altri punti di ricarica verranno posizionati in aree attrezzate e facili da raggiungere nelle tre città oggetto della sperimentazione.


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