Scesa, nel 2020, la spesa di acquisto ed esercizio dei veicoli.

Le stime dell’Osservatorio Autopromotec evidenziano un calo dell’incidenza del settore automotive sul PIL

Ammonta a 157,4 miliardi di euro la spesa totale che, lo scorso anno, famiglie e imprese hanno dedicato all’acquisto e all’esercizio di autoveicoli in generale, ovvero: autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus; una spesa decisamente inferiore a quella cumulata l’anno precedente (198,14 miliardi).

Lo afferma uno Studio dell’Osservatorio Autopromotec, la struttura di ricerca che fa capo ad Autopromotec, rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico (in programma presso la Fiera di Bologna dal 25 al 28 maggio 2022).

Il calo del 20,5% è stato nettamente superiore a quello del Prodotto Interno Lordo nazionale (-8,9%) e ne consegue che, rispetto al 2019 quando la percentuale di spesa di acquisto e d’esercizio degli autoveicoli sul PIL era dell’11,1%, questa, nel 2020, sia scesa al 9,7%. Una situazione che, comprensibilmente è da imputarsi agli effetti causati dalla pandemia tutt’ora in corso.

L’Osservatorio (che per la sua stima si è basato sui dati Aci, Aiscat, Ania, Assogasmetano, Centro Studi Promotor, ETRMA, Federtrasporto, Istat, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico, Unrae), ha evidenziato che tutte le singole voci di spesa sono diminuite ad eccezione di quelle relative ai pedaggi autostradali e alle tasse automobilistiche che, viceversa, hanno registrato una seppur lieve crescita.

Vediamo in dettaglio le singole voci (che non comprendono le multe, gli oneri finanziari per eventuali acquisti dilazionati e per il trasporto delle merci e le retribuzioni del personale).

È il carburante quello che continua a pesare di più sul portafoglio di famiglie e imprese: 44,9 miliardi di euro, purtuttavia in calo del 26% rispetto ai 60,6 miliardi del 2019 (ma del resto lo scorso anno si è assistito ad un generale calo dei consumi e della mobilità in generale accanto ad una considerevole diminuzione dei prezzi.

La spesa di acquisto è passata dai 51,7 miliardi del 2019 ai 39,4 dello scorso anno (-23,9%) in conseguenza dei minori veicoli immatricolati. Meno pesante, anche se la variazione percentuale è a due cifre (-18,7%) il calo della voce “manutenzione e riparazione“, passata dai 40,5 del 2019 ai 32,9 miliardi dello scorso anno in conseguenza dei tanti stop alla circolazione e dal rallentamento delle attività delle officine di autoriparazione a loro volta condizionate dalle misure di limitazione alla circolazione.

La spesa per RCA, incendio e furto è scesa, anche se di poco, (-0,8%) dai 18,4 miliardi nel 2019 ai 18,2 miliardi dello scorso anno grazie alla diminuzione dei prezzi sopravvenuta durante l’anno. Al quinto posto per importanza troviamo la voce “ricoveri e parcheggi“: 8,8 miliardi rispetto ai precedenti 9,1 (-2,8%) grazie alla diminuzione delle tariffe; mentre la spesa per le tasse automobilistiche è leggermente aumentata dello 0,6% passando dai precedenti 6,74 miliardi del 2019 ai 6,78 miliardi dello scorso anno in ragione di un lieve aumento del parco circolante.

In penultima posizione troviamo i pedaggi autostradali la cui spesa è diminuita bruscamente del 40,9% (pari a 4,9 miliardi di euro contro i precedenti 8,4) a causa della contrazione dei volumi del traffico.
Infine, la voce pneumatici (pneumatici di ricambio autovetture, motocicli, autocarri, autobus e mezzi agricoli) che ha subìto una contrazione del 14,4% (soprattutto a causa del calo delle vendite), passando dai 2,4 miliardi del 2019 ai 2,1 dello scorso anno.

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