Immatricolazioni auto in Europa: -20,3% a febbraio

L’incertezza e le misure di contenimento messe in campo dai vari Paesi contro la pandemia continuano a pesare sulla domanda delle quattro ruote che, nel primo bimestre 2021 segna una contrazione del 23,1% (Ue + Paesi EFTA + Regno Unito).

Con 850.170 nuove immatricolazioni registrate nello scorso mese di febbraio, il mercato auto europeo (considerando Ue + Paesi EFTA + Regno Unito) riporta un nuovo segno negativo: -20,3% rispetto a febbraio 2020 quando erano 1.066.172. Nella sola Ue i dati dello scorso mese evidenziano 771.486 nuove immatricolazioni con una diminuzione del 19,3% rispetto febbraio 2020 quando erano 956.430 (peraltro il totale più basso registrato nel mese di febbraio dal 2013).

Lo rende noto stamani l’Associazione dei costruttori europei di autoveicoli, ACEA nella consueta disamina mensile dedicata all’andamento di mercato delle quattro ruote. Ad eccezione delle sole Irlanda e Svezia (rispettivamente +4,9% e +5,3%) in area Ue tutti i mercati europei hanno registrato perdite considerevoli a due cifre ad eccezione di Austria, Croazia, Estonia, Finlandia, Ungheria e Polonia che sono riusciti a contenere il calo su cifre più lievi.

Decisamente peggiore la performance dei principali mercati di riferimento con la Spagna che guida la classifica negativa (-38,4%), seguita dalla Francia (-20,9%) e dalla Germania (-19%); mentre l’Italia è riuscita a registrare il calo più contenuto (-12,3%) grazie all’effetto degli incentivi.

Anche in area EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera) domina il segno negativo: la variazione percentuale rispetto a febbraio 2020 è complessivamente del -9,2%, ma la Norvegia ha visto aumentare la domanda del 3,3%. Indiscutibilmente negativa la performance del mercato UK che è scesa del 35,5%.

Se si prendono in considerazione i dati cumulati del bimestre gennaio-febbraio del nuovo anno in confronto col primo bimestre 2020 la situazione è ancora più pesante: nel totale Ue + EFTA + UK la domanda si è contratta del 23,1% (pari a 1.693.059 nuove unità contro le precedenti 2.200.957).
In area UE la domanda ha registrato una diminuzione del 21,7% (pari a 1.498.116 nuove immatricolazioni contro le precedenti 1.912.877). In questo caso la situazione dei mercati Ue è più omogenea col segno “meno” che campeggia ovunque tranne in Svezia dove si è registrato un +12,8%.

Altrove, solo Finlandia ed Estonia sono riuscite a contenere il calo entro una cifra (rispettivamente: -8.8% e -8%).
Andamento diverso nei quattro key-market con la Spagna che ha subìto il calo più pesante (-44,6%, poco sopra i peggiori risultati registrati di Portogallo e Lituania, rispettivamente: –47,1% e –46,5%), distanziata di gran lunga dalla Germania (-25,1%), mentre Francia e Italia restano sotto la media europea (rispettivamente: -14,2% e -13,1%.

In area EFTA, con 53.382 nuove immatricolazioni rispetto alle precedenti 59.207, il calo delle vendite del primo bimestre 2021 è stato del 9,8% (nonostante la crescita della Norvegia al 5,4%); mentre in UK il calo della domanda è stato del 38,1%.

Nel commentare i dati diramati da ACEA il Centro Studi Promotor ha sottolineato come, pur in un quadro generale di forte contrazione, il nostro Paese: “sia riuscito a contenere le perdite grazie agli incentivi messi in campo dalla Legge di Bilancio“. Tuttavia, ha rimarcato, dal momento che lo stanziamento previsto per questi incentivi si sta rapidamente esaurendo è urgente che il Governo si attivi con un nuovo intervento, tanto più che a seguito di una interrogazione in Commissione Sviluppo Economico della Camera posta in febbraio, lo stesso Governo aveva manifestato disponibilità ad intervenire nuovamente compatibilmente con le risorse disponibili.

Le misure restrittive dovute alla terza ondata pandemica e l’incertezza del quadro economico continuano a pesare sul mercato auto europeo che, dopo un’apertura dell’anno in pesante ribasso (-25,7%), conferma un trend negativo anche a febbraio (-20,3%), il peggior febbraio in termini di volumi dal 2013“, ha commentato Paolo Scudieri, Presidente ANFIA.

Oltre ad auspicare rapidi progressi nella battaglia contro la pandemia, anche per contenerne i pesanti effetti sull’economia – ha proseguito – speriamo che, a livello nazionale, la definizione del PNRR, attualmente all’esame del Senato, possa presto garantire la messa in atto di un vero piano automotive per il Paese, indispensabile per affrontare la transizione della filiera verso l’elettrificazione della mobilità e per sostenere gli investimenti delle imprese nelle nuove tecnologie della green mobility e del veicolo connesso e autonomo. Strumenti di politica industriale, programmi di riqualificazione delle competenze e interventi finanziari a sostegno delle imprese sono necessari per giocare al meglio questa partita, a livello europeo e internazionale“.

Continua il periodo di forte crisi per il mercato dell’auto in Europa e il settore guarda con preoccupazione ai ritardi delle Istituzioni nel favorire la transizione verso una mobilità sostenibile” ha fatto eco il presidente UNRAE, Michele Crisci. “A fronte di ingenti investimenti dei Costruttori verso elettrico ed idrogeno la rete stradale europea risulta ancora in forte ritardo nell’installazione delle infrastrutture di ricarica che crescono della metà rispetto al mercato. Senza un numero adeguato, anche in prospettiva, di impianti di ricarica veloce sulle principali autostrade continentali sarà impossibile raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero nei prossimi 30 anni“.

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