Incidenti stradali 2020, diminuiti in Italia, ma restano significativi nelle strade urbane.

L’ACI ha pubblicato i dati (2020) relativi alla mappa dell’incidentalità nel nostro Paese. Diminuiti nelle città gli incidenti stradali (-31,7%), ma ancora 73 incidenti su 100 avvengono su strade urbane.

Lo scorso anno, in Italia si sono verificati 24.205 incidenti stradali, di cui 830 mortali con 911 decessi e 36.518 feriti.
Sono alcuni dei dati resi noti dall’Automobil Club d’Italia nell’ultimo studio sull’incidentalità: “La localizzazione degli incidenti stradali 2020” che “fotografa” quanto accaduto nei 55.000 Km di strade della rete viaria principale del nostro Paese.

Lo studio, consultabile sul sito dell’ACI, mostra una sezione relativa ai dati generali di incidentalità ed un’altra specificatamente dedicata alla localizzazione degli incidenti stradali avvenuti sulla rete viaria principale. Quest’ultima contiene anche la statistica degli incidenti per ciascun Km di strada analizzato, con dettagli relativi alle conseguenze alle persone, tipologia di incidente, mese, ora, giorno settimana, particolari categorie di veicoli coinvolti, caratteristica del luogo di accadimento.

Ulteriori informazioni comprendono: le mappe di incidentalità: n. incidenti/Km su ciascuna strada con dati dell’anno di riferimento, n. incidenti mortali/Km per ciascuna strada con dati dell’ultimo triennio, oltre alla geolocalizzazione degli incidenti.

Ebbene, l’ACI evidenzia che lo scorso anno il manifestarsi della pandemia e le misure di chiusura e limitazione alla circolazioni a contenimento del contagio hanno determinato chiari effetti in relazione alla distribuzione temporale dell’incidentalità: ovviamente il numero di incidenti è diminuito nei mesi più interessati dal lockdown , marzo e aprile (diminuzioni, rispettivamente del -73% e -86%); mentre nei mesi estivi si è assistito ad una diminuzione più contenuta, tra l’8% e il 15% nel periodo compreso fra luglio e settembre.

Alla fine del 2020 si è registrato un indice di mortalità medio pari a pari a 3,8 morti ogni 100 incidenti (leggermente in crescita rispetto al dato dell’anno precedente pari a 3,4). Il mese con l’indice di mortalità più elevato è stato proprio il mese di marzo con 5,4 decessi ogni 100 abitanti); mentre luglio è stato il mese in cui si sono registrati più decessi (113).

I centri abitati si confermano le zone più a rischio, con ben 73 incidenti su 100, contro i 22 che accadono nelle strade extraurbane e i 5 nelle autostrade.
Tuttavia, va detto che, in generale, lo scorso anno si è assistito ad una doppia diminuzione incidentalità/mortalità in tutti gli ambiti, anche se la mortalità è diminuita meno del rispetto al numero di incidenti: Autostrade: -39,9% incidenti, –37,1% decessi; strade extraurbane: –27,5% incidenti, –25,7% decessi; centri abitati, nel complesso, –31,7% incidenti, -20,3% decessi.

Sono le autostrade urbane le arterie più a rischio, comprensibilmente per il maggior flusso di traffico giornaliero e la diversa tipologia di mezzi in transito, fra queste l’ACI segnala: le Tangenziali di Milano, la Tangenziale Nord di Torino, la Diramazione di Catania A 18 dir, il Raccordo di Reggio Calabria, il Grande Raccordo Anulare e la Penetrazione Urbana della A24 a Roma.

Ma anche alcune strade extraurbane si segnalano per la frequenza elevata di indicenti come: la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nel tratto in provincia di Monza Brianza, la SS 207 Nettunense in provincia di Latina, la SP 227 di Portofino in provincia di Genova e l’Asse interurbano di Bergamo.

Guardando alle diverse categorie di utenti più vulnerabili, l’ACI evidenzia che le “due ruote”, con un indice di mortalità di 5,2 decessi ogni 100 mezzi coinvolti (contro l’1,4 delle auto), sono implicate nel 20,8% degli incidenti stradali.

Nel 2020 le strade che hanno presentato la più alta incidentalità per i motocicli sono state: la SS 001 Aurelia nelle province di Savona, Massa e Lucca, la SS 016 Adriatica in provincia di Rimini, la SS 018 Tirrena-Inferiore in provincia di Salerno, la SS 270 dell’Ischia Verde e la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 006 Casilina, la SS 002 Cassia e la SS 008 bis Ostiense in provincia di Roma, la Tangenziale Est-Ovest di Napoli, la SS 035 dei Giovi in provincia di Milano.

Decisamente in aumento, dal 3,9 del 2019 al 4,7 dello scorso anno la quota dei ciclisti coinvolti in incidenti stradali con: Aurelia (SV), Emilia (FC), Padana Superiore (PD), Abetone e del Brennero e Gardesana (VR), Codognese (PV), Dei Giovi (MI), Sarzanese Valdera (LU) che sono risultate essere le strade più interessate da incidenti con biciclette.

Se si guarda, invece, alla categoria pedoni, si scopre che, lo scorso anno, il 3,4% degli incidenti sulla rete viaria principale è un investimento di pedone. Le strade che hanno registrato un numero particolarmente elevato di investimenti sono: l’Aurelia nei centri abitati di Vado Ligure e Ceriale in provincia di Savona, la Tosco Romagnola nel centro abitato di Pontassieve (FI), la Statale dello Stelvio presso il centro abitato di Tirano (SO), la Statale Amalfitana nei pressi di Minori.

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