Comuni e mobilità sostenibile: i risultati del report di Motus-E e Class Onlus

Presentati recentemente i dati di un sondaggio condotto dalle due organizzazioni no-profit su un campione di 510 Comuni italiani sopra i 20.00 abitanti. Compiuti notevoli passi avanti sulla mobilità sostenibile, ma c’è ancora parecchio da fare.

I Comuni italiani sono stati interpellati da Motus-E e Class Onlus, per sondare la situazione della mobilità sostenibile in Italia e per valutare l’impegno delle istituzioni nei suoi confronti. Le risposte elaborate a inizio 2022 fanno riflettere.

Per sondare quanti e quali progetti, azioni e iniziative sono già stati realizzati o sono previsti per l’immediato futuro a favore della mobilità sostenibile, le due organizzazioni no profit: Motus-E (che riunisce e rappresenta il mondo interessato al successo della mobilità elettrica in Italia) e Class Onlus (Comitato per L’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile) hanno studiato un questionario ad hoc e lo hanno inviato, a partire dal mese di luglio 2021, ai Comuni italiani, con un particolare focus su quelli con popolazione sopra i 20 mila abitanti, che hanno di fatto rappresentato la categoria di riferimento.

La scelta di prediligere i Comuni sopra i 20 mila abitanti è, principalmente, di ordine pratico: hanno maggiore capacità di spesa e quindi, più possibilità di avviare e portare avanti iniziative per favorire la mobilità sostenibile; inoltre, questi Comuni hanno già in passato attuato azioni in questa direzione.

I Comuni con meno di 20 mila abitanti sono stati tenuti in minore considerazione, per le tangibili difficoltà economiche e anche per le ridotte capacità di intervento, a causa delle limitazioni geografiche del loro territorio, che non consente di mettere in atto iniziative significative a favore della mobilità.

I Comuni chiamati a rispondere ai quesiti del questionario sono stati 510 (6,5% del totale) su un totale di 7.904. Hanno partecipato al progetto circa il 20% di coloro che sono stati interpellati.
Al questionario hanno risposto in 112 (di questi l’89,3% costituisce il gruppo dei Comuni di riferimento, cioè quelli con più di 20 mila abitanti), circa il 20% dei Comuni sopra i 20 mila abitanti presenti in Italia, concentrati per il 58,9% nel Nord Italia.

Le domande relative alla mobilità vertevano su alcuni temi chiave:

– attivazione di Zone a Traffico Limitato (ZTL) o Low Emission Zone (LEZ),
– iniziative specifiche per agevolare il transito di veicoli a zero emissioni adibiti al trasporto merci,
– uso di veicoli elettrici nelle flotte comunali,
– allestimento di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico per i veicoli elettrici.

I risultati del questionario e il report relativo sono stati esposti in una diretta streaming, in anteprima nazionale dal titolo:Azioni e iniziative dei Comuni a favore della mobilità sostenibile” il cui video è disponibile qui. Alla presentazione hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni promotrici del progetto: Clio Ceccotti (head of Technology, Market and Environment di Motus-E) e Giovanni Carissimo (responsabile comunicazione Class Onlus), anche gli assessori alla mobilità di alcune tra le principali città metropolitane.

Una delle prime notizie positive che emerge dal questionario è il fatto che il 100% dei Comuni ha già avviato almeno un’azione a favore della mobilità sostenibile. Purtroppo, il 3% ha intenzione di fermarsi a questo stadio e non prevede progetti su questa linea per il futuro.

Le iniziative più gettonate riguardano:
– realizzazione di piste ciclopedonali urbane (ben l’86%) ed extraurbane (50%);
– parcheggi riservati ai veicoli elettrici (48%);
– creazione di isole ambientali (46%);
– agevolazioni per la sosta dei veicoli elettrici (46%);
– acquisto/noleggio di mezzi elettrici per PA (45%);
– sharing elettrico (41%);
– attività di divulgazione (32%);
– attivazione di zone ZTL/LEZ (30%).
Le voci che hanno registrato le percentuali minori- entrambe con il 2% – sono state: “creazione di un servizio taxi elettrico” e “attivazione di zone per il trasporto merci a zero emissioni”.

Uno dei punti cardinali dello studio era: valutare l’attenzione delle città verso la creazione di ZTL e LEZ.
I dati parlano chiaro: il 77% dei Comuni ha inserito una delle due, oltretutto, nelle grandi città si registra il 100%. Purtroppo, questi dati positivi sono offuscati dalla consuetudine di consentire l’accesso, in certe fasce orarie, a tutti i tipi di veicoli. Da ciò si evince che le zone a traffico limitato a basse emissioni sono ancora concepite solo come mezzi per ridurre il traffico cittadino e non per diminuire l’inquinamento.
Altrettanto da migliorare sono le limitazioni ai mezzi di consegna: queste sono attuate solo dal 42% dei Comuni e di solito a fasce orarie.

Se passiamo a valutare lo stato delle flotte elettriche i numeri sono abbastanza deludenti. Ci si muove tra 0 e 5 veicoli elettrici in dotazione alla polizia oppure dedicati allo sharing o alla raccolta di rifiuti; le percentuali oscillano da un 27% a un 20%. La percentuale più bassa di veicoli elettrici è detenuta dagli scuolabus: solo il 2%.
Per i punti di ricarica, il questionario rileva che, il 93% dei Comuni ha previsto almeno un’infrastruttura, ma la gran parte ha installato non più di 10 colonnine.

Dopo aver valutato i dati, Motus-E e Class Onlus sostengono sia necessario:
– studiare una strategia unitaria sulla mobilità sostenibile, aggiornando il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile);
– fissare degli obiettivi minimi di mobilità sostenibile;
– sensibilizzare sul problema ZTL e LEZ;
– spingere l’elettrificazione del trasporto merci;
– rinforzare la presenza delle infrastrutture di ricarica;
– agevolare l’elettrificazione dei mezzi in sharing e taxi;
– stabilire obiettivi minimi sul rinnovo del parco veicolare;
– affiancare i comuni nella sostituzione dei mezzi di flotte;
– intraprendere iniziative per le informative sulle tecnologie dei mezzi elettrici;
– riesaminare le logiche degli appalti per introdurre acquisizioni diverse dall’acquisto.

In conclusione, in fatto di mobilità sostenibile nelle città si sono compiuti alcuni passi, ma c’è davvero ancora moltissimo da fare.

di Anna Rita Rossi

 

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