Ridurre i limiti di velocità per contribuire a contenere la dipendenza dal petrolio russo

Dal Consiglio europeo per la Sicurezza nei Trasporti – ETSC e altre organizzazioni per l’ambiente e la sicurezza stradale è giunta una proposta ai Commissari europei responsabili di energia, ambiente e trasporti.

Ridurre i limiti di velocità per contribuire ad alleggerire la pressione, in termini di dipendenza, dall’importazione di petrolio russo e conseguire, al contempo, una riduzione delle emissioni dai trasporti e una diminuzione dei decessi stradali.

È questa, in estrema sintesi la raccomandazione sottoscritta da ETSCConsiglio Europeo per la sicurezza nei Trasporti e da IRPVInternational Road Victims Partenership; FEVREuropean Federation of Road Traffic Victims; ECFEuropean Cyclists Federation; CCCClean Cities Campaign; T&ETransport & Environment ed inviata il 5 aprile ai Commissari Ue di Energia, Ambiente e Trasporti e al Vice presidente esecutivo della Commissione Ue

Le Organizzazioni firmatarie ricordano come la crisi russo-ucraina abbia fatto emergere chiaramente la dipendenza europea dal petrolio russo e che tale crisi: “richiede un’azione coraggiosa”.

Nel ricordare come anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia nella sua proposta di Piano in 10 punti per conseguire una riduzione della domanda di petrolio durante l’emergenza in atto abbia messo al primo punto, strategicamente, la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade di almeno 10 Km/h con un effetto risparmio di circa 290.000 barili di petrolio al giorno per le auto e altri 140.000 giornalieri per i mezzi di trasporto pesanti; i firmatari della proposta rimarcano come questa, nel caso fosse applicata, comporterebbe effetti positivi anche dal punto di vista climatico, riducendo le emissioni, e da quello della sicurezza stradale.

Già nel 1973, in occasione della crisi petrolifera, ricordano i firmatari da Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti firmò l’Emergency Highway Energy Conservation Act che stabilì un nuovo limite nazionale di velocità massima negli Stati Uniti Stati e d’altro canto, l’esperienza dei Paesi Bassi che ha già ridotto il limite di velocità a 100 Km/h sulle autostrade ha dimostrato una efficace riduzione delle emissioni dal momento che un’auto che viaggia a 120 Km/h impiega circa il 20% in più di carburante rispetto ad una velocità media di 100 Km/h.

Ovviamente, hanno scritto le Organizzazioni, nulla osta ad un singolo Paese membro dell’Ue di modificare i propri limiti di velocità anche in ragione dei ragionamenti di cui sopra, tuttavia, come dimostrato in occasione della riposta comune vaccinale contro il Covid-19 e, più recentemente, con le sanzioni contro la Russia, l’efficacia di una risposta comune europea sarebbe molto più forte e, in questo caso, un segnale positivo della Commissione porterebbe più Paesi Ue a ridurre i propri limiti di velocità sulle autostrade; tanto più poi che questi limiti potrebbero essere integrati da una parallela riduzione applicata su strade urbane ed extraurbane.

Del resto, si ricorda nella missiva, a parlare sono gli esempi già applicati in Svezia, nelle città metropolitane di Bruxelles e Parigi e nel Regno Unito.
La riduzione dei limiti di velocità nelle strade extraurbane in Svezia ha consentito di salvare circa 150 vite all’anno e ridotto le emissioni di CO2 di 700.000 tonnellate che equivalgono alle emissioni di 240.000 autovetture.

L’introduzione del limite di 30 Km/h nelle strade urbane a Parigi e a Bruxelles, nonostante un sostanziale inalteramento dei tempi di percorrenza medi, ha provocato una diminuzione degli incidenti e una riduzione delle emissioni tossiche e acustiche; mentre una ricerca condotta nel Regno Unito ha dimostrato che velocità di marcia più contenute riducono l’accelerazione extra necessaria per l’arresto/avvio del veicolo con conseguente riduzione del consumo di carburante stimato nella misura del 25% nelle auto più comuni.

Senza contare che il solo fattore sicurezza basterebbe a giustificare un intervento sui limiti di velocità considerando che una riduzione media degli stessi di appena l’1% contribuirebbe a salvare 2.100 vite all’anno in Ue.

Pertanto, le organizzazioni firmatarie concordano che sia giunto il momento che la Commissione Europea produca una raccomandazione su limiti di velocità più stringenti per auto, furgoni e camion; per le autostrade, il limite dovrebbe essere di 100 Km/h per auto e furgoni, con un massimo di 80 Km/h per camion. Sulle strade extraurbane il limite massimo dovrebbe essere di 80 Km/h; mentre, nelle aree urbane, come già avviene in alcune città, il limite dovrebbe essere fissato a 30 Km/h in considerazione della presenza di utenti deboli come pedoni e ciclisti.

Tanto più, scrivono da Bruxelles, che già nella sua Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sul quadro per la politica di sicurezza stradale dell’UE 2021-2030 – Raccomandazioni sui prossimi passi verso la “Visione Zero” adottata lo scorso ottobre, anche il Parlamento Ue aveva chiesto una tale misura e proprio in considerazione dei tanti benefici, non ultimo quello del risparmio energetico, una raccomandazione specifica sui limiti di velocità dovrebbe essere inclusa nella prossima strategia della Commissione sulla sicurezza energetica calendarizzata per maggio.

Per maggiori informazioni, la Lettera di Raccomandazione ai Commissari Ue su limiti di velocità inferiori per ridurre la dipendenza dal petrolio, le emissioni e i decessi stradali è disponibile in lingua inglese sul sito di ETSC.

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