Mercato auto Ue: ancora una diminuzione delle immatricolazioni in marzo

-20,5% nel complesso dei mercati dell’Unione, mentre il primo trimestre dell’anno ha segnato una perdita del 12,3%.

Ancora negativo il segnale che arriva dall’Ue alla fine di marzo per quanto concerne il mercato auto: il consuntivo mensile nell’Unione si è attestato sul -20,5% a confronto col risultato di marzo 2021 (pari a 844.187 unità immatricolate contro le precedenti 1.062.511 con una perdita di 218.324 unità).

Dall’inizio del nuovo anno le immatricolazioni sono diminuite del -12,3% in area Ue arrivando a 2.245.976 unità (contro le precedenti 2.500.271 del primo trimestre 2021).

Lo rendo noto stamani ACEA, l’Associazione europea dei produttori di autoveicoli che rappresenta i 16 principali produttori europei di auto, furgoni, camion e autobus: BMW Group, DAF Trucks, Daimler Truck, Ferrari, Ford of Europe, Honda Motor Europe, Hyundai Motor Europe, Iveco Group, Jaguar Land Rover, Mercedes-Benz, Gruppo Renault, Stellantis, Toyota Motor Europe, Gruppo Volkswagen, Volvo Cars e Gruppo Volvo.

A livello più esteso, considerando il risultato totale derivante dall’analisi dei dati raccolti nei mercati dell’Unione, in quelli dei Paesi EFTA più Regno Unito, il risultato di marzo ha visto una diminuzione del -18,8% rispetto a marzo 2021; mentre il consuntivo trimestrale ha registrato il –10,6%.

Dall’ACEA sottolineano che: “Le continue interruzioni della catena di approvvigionamento, ulteriormente esacerbate dall’invasione russa dell’Ucraina, hanno influito negativamente sulla produzione di automobili”, provocando una forte ondata di negatività che si è propagata su tutti i mercati con pochissime eccezioni (Bulgaria, Irlanda, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia).

Decisamente pesante la performance dei principali mercati dell’Unione con la Spagna che ha registrato le perdite maggiori (-30,2%), seguita da Italia (-29,7%), Francia (-19,5%) e Germania (-17,5%).

Anche a livello trimestrale la situazione sui mercati Ue ha visto la maggioranza del segno “meno” rispetto alle poche eccezioni di Bulgaria, Cipro, Irlanda, Lettonia, Portogallo, Romania e Slovacchia; mentre, d’altro canto, tutti i principali mercati hanno subito perdite considerevoli con l’Italia a guidare la classifica negativa (-24,4%), seguita da Francia (-17,3%) e Spagna (-11,6%), mentre il mercato tedesco è l’unico, fra i major market ad aver contenuto le perdite (-4,6%). 

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