Batterie elettriche per EV; l’importanza di una visione globale nelle catene di fornitura

L’IEA ha pubblicato in luglio un Rapporto sulle catene di fornitura globali di batterie per veicoli elettrici che offre una panoramica delle problematiche in gioco, valuta sfide e opportunità per la costituzione di catene di approvvigionamento sicure, resilienti e sostenibili.

Nonostante il mercato dell’auto stia vivendo la sua crisi più drammatica, tanto più nei Paesi occidentali, la quota dei veicoli elettrici continua a crescere, ma se da un lato questo rappresenta un volano incredibile per la transizione verso la mobilità a zero emissioni; dall’altro non si possono intravedere i rischi futuri legati ad un aumento progressivo della domanda.

Questo perché in pratica si tratterà di garantire una diversificazione nella produzione di batterie e allo stesso tempo avere maggiori certezze circa una fornitura economicamente vantaggiosa di materiali critici con l’obiettivo di ridurre pericolosi colli di bottiglia nelle forniture e aumenti dei prezzi.

Se la sensibilità dei consumatori è già aumentata nei confronti degli EV e d’altro canto sono noti gli orizzonti politici e le necessità di conseguire la decarbonizzazione nei trasporti (almeno in Europa), non bisogna dimenticare che, dietro l’angolo, perdurano ostacoli di non poco conto quali l’impennata dei prezzi dei minerali critici essenziali per la produzione di batterie nonché le interruzioni nella catena di approvvigionamento che il Covid-19 prima e la crisi russo-ucraina, poi, hanno provocato. Senza contare la necessità di aumentare gli sforzi per creare reti di ricarica sempre più capillari, efficienti ed efficaci, in grado di soddisfare la domanda crescente di EV.

In questo quadro diventa necessario agire con sagacia e oculatezza analizzando le catene di approvvigionamento delle batterie per veicoli elettrici in ogni fase che va dalla materia prima al prodotto finito e proprio il Rapporto speciale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA): Global Supply Chains of EV Battery (Catene di fornitura globali di batterie per veicoli elettrici) presentato a luglio offre una disamina delle problematiche in gioco, valuta sfide e opportunità per la costituzione di catene di approvvigionamento sicure, resilienti e sostenibili per le batterie dei veicoli elettrici e rivede gli obiettivi e le strategie del governo in questo settore.

In estrema sintesi il Rapporto, consultabile qui, offre ai lettori alcuni spunti di riflessione interessanti.
In primo luogo si ricorda che la batteria rappresenta in genere dal 30% al 40% del valore di un EV e la corsa ad un costo più contenuto renderà necessario porre maggior attenzione all’approvvigionamento dei minerali e dei metalli critici necessari.

Se la Cina è stata responsabile da sola della metà della crescita globale di EV nel mondo lo scorso anno (3,3 milioni di veicoli venduti contro i 2,3 milioni dell’Europa) va anche detto che il colosso asiatico è protagonista delle catene di approvvigionamento di batterie e minerali.

La Cina è il principale produttore di batterie agli ioni di litio e dei relativi componenti-chiave (anodi e catodi); oltre la metà dei processi di raffinazione e lavorazione di litio, cobalto e grafite, avvengono in Cina, mentre l’Europa ha un ruolo marginale solo nell’assemblaggio degli EV e gli USA hanno un ruolo ancora minore nella filiera globale delle batterie per EV con appena il 10% della produzione di veicoli elettrici e il 7% di capacità di produzione della batteria.

Nonostante Ue e USA abbiano messo in campo iniziative mirate per sviluppare catene di approvvigionamento e produzione di batterie per EV, l’IEA ricorda che è molto probabile che fino al 2030 gran parte della produzione rimarrà cinese. Per contro, fra i principali produttori di minerali chiave troviamo: Australia, Cile e Repubblica Democratica del Congo.

Ma un mondo globalizzato ha le sue regole e un rapido aumento della domanda di EV durante la pandemia ha mostrato i limiti di una scarsa resilienza delle catene di approvvigionamento e la recente crisi russo-ucraina ha provocato un rialzo dei prezzi di materie prime come cobalto, litio e nichel (ad esempio, si legge nel Rapporto, lo scorso maggio i prezzi del litio erano più di sette volte superiori rispetto all’inizio del 2021 a causa di domanda di batterie senza precedenti e alla mancanza di investimenti sufficienti).

Qual ora i prezzi dei metalli nel 2022 dovessero rimanere alti come nel primo quadrimestre, i pacchi batteria diventerebbero il 15% più costosi, a parità di condizioni, rispetto al 2021 (anche se la competitività degli EV rimane inalterata dato l’attuale prezzo del petrolio).

Orbene, siccome la domanda di batterie per veicoli elettrici è destinata a crescere dai circa 340 GWh di oggi, a oltre 3500 GWh entro il 2030 (stante gli scenari di decarbonizzazione annunciati) è chiaro, stima l’IEA che occorreranno ingenti investimenti nel settore minerario e tempistiche di lungo periodo tra studi di fattibilità, estrazione e produzione finale.

Ma l’aumento della domanda di alcuni minerali strategici porta con se l’incognita dei prezzi e, d’altro canto l’innovazione tecnologica già punta su nuovi catodi ricchi di manganese o agli ioni di sodio per ridurre l’indipendenza dall’estrazione così come il riciclo non è un’opzione da escludere del tutto benché, rimarca l’IEA, il suo impatto da qui al 2030 sarà probabilmente piccolo, ma fondamentale dopo il 2030.

In definitiva, rimarca l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la transizione elettrica del trasporto su strada richiede una fornitura di EV (e dei componenti relativi), sicura, resiliente e sostenibile, che tenga conto della necessità di aumentare estrazione e lavorazione di materie prime strategiche per la quale i governi dovranno impegnarsi per sfruttare gli investimenti privati nell’estrazione sostenibile e garantire procedure di autorizzazione chiare e rapide per evitare potenziali colli di bottiglia nella fornitura.

Allo stesso tempo, ricerca e innovazione dovranno seguire sempre più strade alternative per utilizzare prodotti chimici che richiedono quantità minori di minerali critici ed il riciclo dovrà necessariamente aumentare così come la consapevolezza dei consumatori che auto più piccole (in luogo dei SUV che attualmente incontrano maggiori preferenze) possono diminuire la domanda di metalli.

In tutto questo sarà fondamentale il ruolo dei decisori politici che dovranno rafforzare rapporti di cooperazione fra Paesi produttori e Paesi consumatori affinché sia garantita non solo la disponibilità di materie prime strategiche, ma soprattutto la salvaguardia dell’ambiente e della società.

Infine, sottolinea l’IEA, i vari governi dovranno garantire la tracciabilità dei principali componenti degli EV monitorando, al contempo, i progressi degli obiettivi ambientali e di sviluppo sociale in ogni fase della catena di fornitura delle batterie elettriche.

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