Mercato auto Italia, a marzo ancora una crescita: +7,6%
Bene i segmenti a zero e a basse emissioni, ma la strada per la transizione energetica nei trasporti richiede ancora interventi strutturali su incentivi, infrastrutture di ricarica e revisione della fiscalità delle flotte aziendali.

Poco prima di Pasqua, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato i dati relativi alle immatricolazioni del mese di che ha chiuso con 185.367 autovetture a fronte delle 172.271 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente.
Si tratta di un aumento del 7,6%, il terzo da gennaio per il mercato auto italiano. Non solo, se si considerano le immatricolazioni del primo trimestre dell’anno, queste hanno raggiunto la cifra di 484.802 unità, pari ad una crescita del 9,2% nel confronto col primo trimestre 2025, anche se, va sempre ricordato, i risultati sono ampiamente ancora al di sotto dei livelli raggiunti nel periodo pre-pandemia.
Contestualmente, i trasferimenti di proprietà sono stati 559.286 a fronte dei 512.698 passaggi registrati nel terzo mese dello scorso anno (+9,09%).
Se si guarda, però, al volume globale delle vendite mensili, pari a 744.653, si osserva che solo per il 24,89% ha riguardato autovetture nuove, mentre la stragrande maggioranza (75,11%), autovetture usate a conferma della soverchiante solidità del mercato auto di seconda mano rispetto al nuovo e a conferma, altresì dell’ampliamento continuo del parco auto circolante che si riflette anche nell’aumento dell’età media dei veicoli con evidenti ricadute in termini di sicurezza e inquinamento.
Secondo i dati diramati da UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, la ripartizione del mercato auto nazionale del mese scorso per alimentazioni ha visto il segmento delle auto elettriche a batteria (BEV) salire all’8,6% di quota con 16.137 immatricolazioni, in crescita rispetto al 5,4% di marzo 2025.
Contestualmente le auto ibride plug-in, con 16.998 immatricolazioni nel mese hanno raggiunto il 9,1% di quota del mercato totale (+114,5%), mentre le ibride elettriche (HEV) hanno raggiunto il 50,2% di quota con 93.652 immatricolazioni (+19%).
Nelle alimentazioni tradizionali prosegue il calo delle preferenze da parte degli acquirenti, con le auto a benzina che lasciano sul terreno più del 18% fermandosi alla quota del 20,2% e quelle a diesel che hanno chiuso il mese con una quota del 6,5% sfiorando quasi il 30% di calo rispetto all’analogo mese del 2025.
I dati positivi di marzo (che, tuttavia, come abbiamo già avuto modo di ricordare, nascondono delle ombre in termini di variazione di volumi rispetto ai livelli pre-pandemia), sono, evidentemente, una diretta conseguenza degli incentivi all’acquisto di auto elettriche, la cui spinta, tuttavia, si sta esaurendo facendo prevedere agli operatori economici prospettive non proprio rosee per i prossimi mesi.
Il 51% dei concessionari auditi nell’inchiesta congiunturale mensile sul mercato auto nazionale condotta dal Centro Studi Promotor, ha dichiarato un basso volume di raccolta ordini in marzo, cui si è associato un altrettanto basso livello di affluenza di visitatori nelle show room espresso dal 55% del target.
Soltanto il 10% degli intervistati ritiene possibile l’aumento delle vendite nei prossimi tre/quattro mesi, mentre il 56% ipotizza stabilità e il 34% prevede mercato in calo.
In più perdura il problema dei rimborsi ai concessionari per gli incentivi anticipati: “È necessario – ha dichiarato Roberto Pietrantonio, presidente UNRAE – intervenire con urgenza sul tema degli incentivi: la rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria, esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese. È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche”.
“Auspichiamo che il MASE acceleri le pratiche di rimborso, così da dare certezza a concessionari e consumatori”, gli ha fatto eco nel comunicato di commento ai dati di marzo, Roberto Vavassori, presidente ANFIA rimarcando la necessità di “scongiurare il rischio di non raggiungere il target PNRR al 30 giugno dal momento che si sta creando un circolo vizioso di mancate immatricolazioni causate dall’eccessiva esposizione finanziaria dei concessionari”.
Sul fronte delle iniziative a sostegno del mercato auto nazionale, dall’UNRAE sottolineano la necessità di garantire “coerenza e coordinamento tra le politiche nazionali e le decisioni locali”, alludendo alla recente delibera di Roma Capitale che, dal prossimo 1° luglio introdurrà un contributo annuale di 1.000 € per l’accesso alle ZTL dei veicoli BEV e a idrogeno.
“In un contesto già complesso – ha dichiarato Pietrantonio nel Comunicato di commento ai dati di marzo – chi utilizza l’auto per lavorare in ambito urbano (…) , ha bisogno di stabilità e chiarezza per poter pianificare i propri investimenti. Misure frammentate tra città e territori finiscono invece per rallentare la transizione, penalizzare gli operatori e indebolire la fiducia complessiva nel sistema”.
Ancora una volta, dall’Associazione che rappresenta i costruttori automobilistici esteri, l’urgenza nazionale è quella di: “interventi strutturali e tempestivi sulle infrastrutture di ricarica”, riequilibrando la presenza dei punti di ricarica sul territorio nazionale dal punto di vista della capillarità e della densità territoriale.
Ulteriore opportunità di sostegno alla transizione elettrica, secondo UNRAE, non può che passare attraverso la revisione della fiscalità delle auto aziendali, considerando la maggior disponibilità economica delle imprese e la loro capacità di rinnovare il parco auto più rapidamente dei singoli privati “generando un usato “fresco”, moderno e accessibile, e accelerano la diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni”.








