Caro petrolio e costi alla pompa: da T&E quattro misure per proteggere gli automobilisti Ue
Secondo un recente Studio di Transport & Environment, se l’Europa adottasse una strategia che comprende: incentivazione dello smartworking, riduzione della velocità, incentivazione del trasporto pubblico e indirizzi chiari sulla guida ecologica, potrebbe far risparmiare agli automobilisti Ue 30 ai 74 miliardi € all’anno.

Cresce il prezzo del petrolio a causa della guerra USA-Israele-Iran e l’Europa si trova a dover fare i conti con una mai del tutto risolta dipendenza da questa fonte fossile da cui dipende, tra l’altro, gran parte del sistema dei trasporti che, negli ultimi mesi, ha fatto i conti con un deciso aumento dei prezzi alla pompa che, in prima battuta, ha interessato il diesel per poi coinvolgere anche la benzina.
In questo quadro, anche sotto i più rosei auspici di una rapida risoluzione del conflitto (che comunque appare quanto mai lontana ed incerta negli esiti) e nell’attesa di una transizione elettrica di trasporti e mobilità che però appare ancora lontana dall’essere conseguita puntualmente (senza contare il problema della produzione energetica che dovrebbe supportare e alimentare tale transizione senza dipendere ulteriormente dal petrolio di cui sopra), famiglie ed imprese rimangono in balìa di una pericolosa fluttuazione dei mercati globali palesando tutta la loro vulnerabilità.
Tuttavia, secondo una recente analisi di Transport & Environment (disponibile in inglese a questo link), vi sono una serie di misure che i governi dell’UE possono adottare ora per proteggere gli automobilisti dallo shock del prezzo del petrolio, quattro misure che, tra l’altro, vanno nella direzione di stimolare la domanda e far risparmiare agli automobilisti dell’UE dai 30 ai 74 miliardi di € all’anno.
Già il 20 marzo scorso l’Agenzia Internazionale per l’Energia aveva pubblicato un Rapporto che metteva in evidenza 10 opzioni attuabili nell’immediato per alleviare la pressione dei prezzi del petrolio sui consumatori in risposta alle interruzioni delle forniture:
– lavorare da casa quando possibile,
– ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 km/h,
– incentivare il trasporto pubblico,
– alternare l’accesso delle auto private alle strade delle grandi città in giorni diversi,
– incrementare il car sharing e adottare pratiche di guida efficienti,
– guida efficiente per veicoli commerciali su strada e consegna merci,
– deviare l’uso del GPL dai trasporti,
– evitare i viaggi aerei laddove esistano alternative,
– ove possibile, passare ad altre soluzioni di cottura moderne,
– sfruttare la flessibilità delle materie prime petrolchimiche e implementare misure di efficienza e manutenzione a breve termine.
Tali opzioni, rimarcano da T&E che ne ha quantificato il costo in € per gli automobilisti europei, sono una serie di “misure comportamentali e politiche pratiche e a basso costo che i governi possono attuare immediatamente per ridurre il consumo di carburante e le relative bollette per le famiglie”.
Tuttavia, se nel breve periodo possono contribuire a mitigare l’onere immediato non rappresentano la soluzione ultima che, secondo la ONG, non può che essere l’elettrificazione dei trasporti in modo da sganciare definitivamente l’auto dalle temperie che sempre più agiteranno il mercato del petrolio.
Ebbene, delle 10 misure proposte dall’IEA (di cui 5 sono direttamente applicabili agli automobilisti Ue), secondo T&E, quattro risultano essere attuabili a breve termine e per ciascuna di esse la ONG ha calcolato il corrispondente risparmio annuo per i consumatori. Sostanzialmente si suggerisce ai decisori politici di:
– incentivare modalità di lavoro flessibili laddove possibile, considerando che 3 giorni aggiuntivi di lavoro da remoto a settimana potrebbero ridurre le spese per il carburante dei singoli autisti fino al 20%;
– ripristinare o rafforzare i controlli sui limiti di velocità in autostrada, con una riduzione minima di 10 km/h sui principali corridoi, come da raccomandazione di emergenza dell’AIE;
– accelerare gli investimenti nel trasporto pubblico come misura di emergenza per la sicurezza energetica;
– fornire chiare linee guida pubbliche sulla guida ecologica, sul mantenimento della pressione degli pneumatici e sul car sharing, da allegare a qualsiasi comunicazione di emergenza sui prezzi del carburante.

“In un contesto politico sempre più incentrato sul costo della vita e sulla sicurezza energetica – affermano da T&E – queste misure meritano attenzione. Lo shock petrolifero è in atto ora. I risparmi possono iniziare immediatamente”.
Per ragioni di equità è stata esclusa la misura dell’AIE relativa all’accesso alternativo delle auto private alle strade delle grandi città in giorni diversi; inoltre, rimarcano dalla ONG, la misura dell’AIE sulla guida ecologica (pressione degli pneumatici e utilizzo dell’aria condizionata) potrebbe essere sovrastimata, poiché è probabile che i conducenti tornino rapidamente alle loro precedenti abitudini di guida.
Secondo gli estensori dello studio l’urgenza è quella di attuare queste misure a breve termine in parallelo al conseguimento della soluzione strutturale a lungo termine, ossia: l’accelerazione dell’adozione dei veicoli elettrici, che allontani definitivamente gli automobilisti dall’esposizione alle incertezze del mercato petrolifero.









