La crisi del petrolio spinge le auto elettriche; previste crescite globali nel 2026
Secondo il nuovo Global EV Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia si prevede che quest’anno le vendite globali di auto elettriche raggiungeranno i 23 milioni di unità, pari al 28% delle vendite totali di automobili.

La crisi energetica in corso, l’aumento del prezzo del petrolio, la sua disponibilità ed il conseguente aumento dei carburanti alla pompa, stanno spingendo molti Paesi a riconsiderare la propria dipendenza dalle forniture fossili e, contestualmente, molti consumatori, stanno rivalutando i vantaggi economici della guida di auto elettriche.
Non è un caso che nel primo trimestre 2026 le vendite di auto elettriche hanno raggiunto livelli record in diversi mercati e, stante le dinamiche attuali, si prevede che le vendite totali di questa tipologia di mezzi raggiungerà, quest’anno, i 23 milioni di unità con una incidenza pari al 28% delle vendite totali di automobili.
Non solo, la crescente convenienza degli EV in termini di costi, la stretta progressiva sugli standard di emissioni di CO2 ed il consumo di carburanti tradizionali, son tutti fattori che continueranno a trainare la crescita del mercato e si prevede, pertanto che il parco globale degli EV crescerà di oltre sei volte entro il 2035 rispetto ai livelli dello scorso anno, raggiungendo i 510 milioni di unità (senza contare i veicoli elettrici a due o a tre ruote).
Sono questi i principali risultati del nuovo Rapporto Global EV Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), pubblicato quest’oggi e che fotografa, valuta e prevede gli sviluppi della mobilità elettrica a livello globale.
Nel combinare l’analisi dei dati storici con le proiezioni al futuro, il rapporto esamina le principali aree di interesse, come la diffusione dei veicoli elettrici e delle infrastrutture di ricarica, la domanda di batterie e i principali sviluppi politici nei mercati maggiori ed emergenti.
Il rapporto, considera, inoltre, le implicazioni della crescente adozione dei veicoli elettrici per il consumo di elettricità e petrolio, nonché per le emissioni di gas serra.
Orbene, secondo il rapporto, a livello globale, lo scorso anno, le vendite di auto elettriche sono cresciute del 20%, superando i 20 milioni di unità; significa che un quarto di tutte le nuove auto vendute erano elettriche.
È stata l’Europa quella che ha registrato la crescita più forte tra i principali mercati di EV con le auto elettriche che hanno evidenziato un aumento delle vendite che ha superato il 30%, raggiungendo il 28% delle vendite totali.
Contestualmente la quota degli EV rispetto al totale delle vendite domestiche ha raggiunto il 55% in Cina e poco sotto il 10% negli USA, mentre nel Sud-est asiatico, le vendite annuali sono più che raddoppiate, raggiungendo una quota di mercato di quasi il 20%, grazie alle performance maggiori registrate in Vietnam, Indonesia e Thailandia.
Anche l’America Latina ha visto una crescita imponente delle vendite di EV; +75% grazie alla dinamicità dei mercati di Brasile e Messico; tuttavia, ciò che maggiormente salta all’occhio è che più di 100 paesi hanno registrato una crescita delle vendite di auto elettriche nel 2025 e in un terzo di questi hanno rappresentato almeno il 10% delle vendite di auto nuove.
Uno sguardo alla produzione dimostra che il 60% delle vendite globali di auto elettriche nel 2025 è stato coperto da costruttori cinesi, mentre le case automobilistiche europee e nordamericane sono state responsabili ciascuna di circa il 15% delle vendite globali.
Se il settore dei trasporti su strada rappresenta oggi quasi la metà della domanda di petrolio si può ben considerare come le politiche adottate per far fronte alle conseguenze a lungo termine dell’attuale crisi andranno a plasmare il mercato automobilistico globale per gli anni a venire.
Già lo scorso anno, si legge nel rapporto della IEA, la flotta globale di veicoli elettrici ha evitato il consumo di circa 1,7 milioni di barili di petrolio al giorno (mb/g), in primo luogo in quei Paesi che hanno implementato standard di efficienza dei consumi e di emissioni di CO2, come Cina e Ue.
Tuttavia, alcuni Paesi del Sud-est asiatico hanno già annunciato piani per ampliare o estendere gli incentivi fiscali per i veicoli elettrici nell’ambito delle loro risposte all’attuale crisi energetica.
In un quadro di sostanziale instabilità dei prezzi e delle forniture di petrolio derivanti dalla guerra USA-Israele-Iran, la prospettiva rappresentata dalla mobilità elettrica guadagna punti fra i decisori politici e i consumatori, attratti, i primi dal raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione di trasporti e mobilità e dal contrasto all’inquinamento atmosferico e al cambiamento climatico, i secondi, dai minori costi di gestione dei mezzi.
Al punto che, gli estensori del rapporto prevedono che le auto elettriche sono destinate a rappresentare una quota maggiore delle vendite totali di automobili entro il 2026.
Già a marzo, infatti, circa 30 Paesi hanno registrato vendite mensili da record e altri 60 hanno registrato una crescita delle vendite su base annua.
Con questi trend l’Europa potrebbe avere la crescita maggiore tra i principali mercati, con un aumento delle vendite previsto di circa il 20% nel 2026 e le previsioni a lungo termine a livello globale sono ancora più importanti con la quota di veicoli elettrici nelle vendite globali di automobili che arriverebbe a circa il 50% nel 2035 secondo gli scenari dell’IEA.
Gli estensori del rapporto hanno anche considerato i benefici in termini di sicurezza energetica derivanti dalla crescita del mercato degli EV e che potrebbero influenzare future scelte di governance e policy nei vari Paesi.
Per fare un esempio il colosso cinese oggi risulta essere il più grande importatore di petrolio al mondo, ma è anche il Paese che ospita il maggior parco di veicoli elettrici.
Ebbene, questi ultimi, si legge nella sintesi del documento, nel 2025 hanno ridotto la domanda domestica di petrolio di circa 1 milione di barili al giorno e si prevede che entro il 2030 la riduzione raggiungerà i 2,7 milioni di barili al giorno all’anno.
A livello globale, la riduzione annua del consumo di petrolio da parte dei veicoli elettrici è destinata a triplicare, arrivando a circa 5 milioni di barili al giorno entro il 2030 e ancora, sulla base delle politiche attuali e in considerazione della crescente diffusione di mezzi commerciali pesanti a propulsione elettrica, si stima che sarà evitato il consumo di 1 milione di barili al giorno entro il 2035.
“Lo scorso anno le vendite di auto elettriche hanno raggiunto nuovi record in quasi 100 Paesi. La crescente popolarità dei veicoli elettrici ha segnato una svolta importante per i mercati automobilistici e per il sistema energetico nel suo complesso, e sta offrendo un po’ di sollievo ora che si sta verificando il più grande shock dell’offerta petrolifera della storia”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’IEA, Fatih Birol.
“Guardando al futuro, il calo dei prezzi delle batterie e le potenziali risposte politiche all’attuale crisi energetica globale sono destinate a dare ulteriore impulso ai mercati dei veicoli elettrici”.









