Controlli periodici dei veicoli: verso l’aggiornamento delle norme Ue

La Commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento europeo ha adottato, la bozza di posizione del Parlamento sulla revisione delle norme UE relative alle prove periodiche di idoneità alla circolazione dei veicoli e alle ispezioni su strada dei veicoli commerciali.

Nella giornata di ieri i deputati della Commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento europeo hanno adottato, con 30 voti favorevoli, 11 contrari e due astensioni, la bozza di posizione del Parlamento sulla revisione delle norme UE relative alle prove periodiche di idoneità alla circolazione dei veicoli e alle ispezioni su strada dei veicoli commerciali.

L’adozione che rientra nell’iter di discussione sulla proposta di Pacchetto sulla sicurezza stradale proposto l’anno scorso dalla Commissione Ue e volto ad aggiornare gli standard minimi per le ispezioni dei veicoli, i documenti di immatricolazione e i controlli su strada, è arrivata a quasi un mese dalla precedente votazione favorevole sulla posizione del PE relativamente alla parte del pacchetto che riguarda i documenti di immatricolazione (ne avevamo trattato qui).

Il fine ultimo è quello di migliorare la sicurezza stradale, promuovere una maggiore mobilità sostenibile, nonché agevolare la libera circolazione di persone e merci sulle strade europee.
Ebbene, proprio su quest’ultimo punto, le nuove norme sulle quali si è espressa favorevolmente la Commissione TRAN consentirebbero di effettuare la revisione tecnica di un’auto in un Paese dell’UE diverso da quello di immatricolazione.

Ciò – si legge in un Comunicato Stampa dello stesso PE – comporterebbe il rilascio di un certificato di idoneità alla circolazione temporaneo UE, valido per sei mesi, mentre la successiva revisione dovrebbe essere effettuata nel Paese dell’UE in cui il veicolo è stato immatricolato.
Gli eurodeputati hanno poi espresso l’auspicio che questa opportunità possa essere estesa anche ai veicoli commerciali leggeri.

Pollice verso, invece, contro la proposta della Commissione di ridurre gli intervalli di revisione tecnica per auto e furgoni con più di dieci anni, passando da una revisione biennale a una annuale, in quanto la misura non è stata giudicata proporzionata né basata su prove sufficienti a dimostrare la sua efficacia nella riduzione degli incidenti.
Tra l’altro gli eurodeputati hanno rimarcato che i Paesi membri hanno già la possibilità di imporre intervalli di revisione più brevi.

Sul punto relativo all’aggiornamento dei test in ragione dei nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida (attualmente non soggetti a ispezioni periodiche), gli eurodeputati hanno convenuto che dovrebbero essere inclusi nelle ispezioni periodiche per garantire la necessaria efficacia in termini di sicurezza.

Inoltre, anche in considerazione della maggior diffusione di EV sulle strade europee, è stato auspicato che i nuovi elementi di prova relativi ai veicoli elettrici a batteria e ibridi dovrebbero essere inclusi nelle ispezioni.

Maggiore attenzione anche ai controlli specifici sulle emissioni per migliorare la qualità dell’aria e diminuire l’inquinamento atmosferico.
I deputati europei hanno sostenuto la proposta di includere le misurazioni del numero di particolato (PN) e degli ossidi di azoto (NOx) nei controlli periodici di idoneità alla circolazione, sebbene su base volontaria, lasciando ai Paesi dell’UE la decisione sull’estensione di tali controlli.

Sostenuta, infine, la necessità di test periodici per verificare se un veicolo sia conforme o meno a eventuali richiami obbligatori in sospeso; in caso contrario non dovrebbe superare l’ispezione.

Stretta sul contrasto alle frodi e alle manomissioni dei contachilometri nel mercato delle auto usate.
Su questo punto gli eurodeputati hanno appoggiato un nuovo obbligo di registrazione delle letture dei contachilometri di auto e furgoni, per le officine di riparazione di veicoli e, per i produttori, di inserire le letture dei veicoli connessi in un database nazionale.

Tuttavia, al fine di evitare che un carico di lavoro eccessivo ed aggiuntivo vada a gravare sulle piccole e medie imprese, gli eurodeputati hanno espresso parere che tale obbligo venga applicato solo se la riparazione richiede più di un’ora.

Novità anche per i controlli periodici sulle due ruote.
I membri della Commissione TRAN hanno appoggiato una proposta per eliminare l’attuale flessibilità relativa ai controlli periodici delle motociclette di grossa cilindrata (oltre 125 cc), rendendoli obbligatori. Semaforo verde, altresì, per l’estensione dei controlli di idoneità alla circolazione anche alle motociclette di grossa cilindrata a propulsione elettrica.

Sul fronte delle ispezioni tecniche su strada per mezzi pesanti le norme attuali prevedono un obiettivo a livello Ue del 5% di autobus e camion controllati tramite ispezioni tecniche su strada; gli eurodeputati hanno concordato che il 5% dovrebbe diventare, invece, un obiettivo nazionale e che tali ispezioni su strada vengano estese anche ai mezzi commerciali leggeri.

Accordo, inoltre, sulla opportunità di includere nei controlli su strada anche auto, motociclette, furgoni, camion e autobus per verificarne le emissioni inquinanti e prevedere che i veicoli potenzialmente ad alte emissioni siano sottoposti a ulteriori ispezioni tecniche, con la possibilità, per i Paesi membri, di utilizzare lo stesso sistema per affrontare – e potenzialmente ridurre – il problema delle emissioni e dell’inquinamento acustico.

 “Il nostro obiettivo è rendere le strade europee più sicure e le ispezioni più efficienti, intensificando al contempo la lotta contro le frodi, senza gravare ulteriormente su consumatori e imprese”, ha dichiarato il relatore del PE, Jens Gieseke.

Niente più ispezioni generali annuali per i veicoli con più di dieci anni e niente più requisiti di collaudo per i veicoli commerciali leggeri: questo rappresenta un chiaro segnale di sollievo per i consumatori e, in particolare, per le piccole e medie imprese”.

A questo punto saranno avviati i negoziati con i Paesi dell’UE sulla forma definitiva della legislazione. Tale decisione necessita ora del via libera del Parlamento nella sua interezza, la cui riunione è prevista per metà maggio.

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