La gestione dei rifiuti e dei materiali impone logiche di rete
L’importanza di fare squadra nel Convegno promosso alla Fiera ECOMONDO di Rimini da parte della nuova Federazione Europea Riutilizzatori

Inefficienza e prossimo futuro del SISTRI, responsabilità del produttore di rifiuti, necessità di una corretta ed efficace tracciabilità dei flussi di materiali, ma anche urgenza di superare logiche di bottega nell’affrontare il problema del corretto recupero dei materiali… sono stati questi i temi del Convegno: “La filiera dei riutilizzatori: la nuova realtà F.E.R.” che ha avuto luogo, venerdì 7 novembre, presso la Sala Convegni “Regioni & Ambiente” durante la 18a edizione di ECOMONDO – Fiera Internazionale del Recupero di Materia e di Energia e dello Sviluppo Sostenibile.
L’evento, promosso dalla nuova realtà associativa F.E.R. – Federazione Europea Riutilizzatori, in collaborazione con FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali è stato, non solo occasione di confronto e di approfondimento tecnico, ma anche la prima “uscita pubblica” della Federazione da poco costituita.
“È una nuova Federazione ma sicuramente non vuole essere l’ennesima – ha dichiarato il neo presidente Gabriele Cotti chiosando sulla pletora di organismi ed enti che a vario titolo dovrebbero rappresentare il mondo dell’impresa ambientale. “La nostra – ha proseguito – ha l’obiettivo di mettere insieme tutta la filiera dei rifiuti da demolizione: auto, navale ed edile e non a caso fra i nostri Soci fondatori abbiamo Soggetti provenienti da diverse categorie professionali: Demolitori, Autotrasportatori, Certificatori, Formatori, Consulenti ambientali, Consulenti aziendali”. Nel rimarcare la volontà di essere “lobby propositiva nel settore dei rifiuti e di puntare a che le responsabilità economiche del fine vita dei veicoli siano effettivamente in capo ai costruttori”, il presidente Cotti ha spiegato che: “anche se come Federazione siamo nati da poco, abbiamo già fatto domanda agli organi competenti affinché anche la nostra realtà possa sedersi presto ai Tavoli di programmazione dei Ministeri di riferimento”.
Nello spiegare che potranno associarsi alla neonata Federazione: Consorzi, Società Consortili, Cooperative, Associazioni Professionali e Operatori nel settore del trasporto, del trattamento, del recupero, del riciclo e dello smaltimento dei materiali provenienti da veicoli e natanti a motore, rimorchi e simili, nonché demolizioni e dismissioni di qualsiasi altra attività. Possono, inoltre associarsi: Aziende che trattano rifiuti in genere ovvero in settori complementari, autotrasportatori, autoriparatori, rivenditori di auto, autocarrozzerie, manutentori, trasformatori di rifiuti sotto forma di energie alternative, raccolta e trattamento di rifiuti pericolosi e speciali, il Presidente Cotti ha elencato i Servizi che F.E.R. è in grado di erogare ai propri Associati, puntando, soprattutto sulla “Formazione come elemento qualificante per l’evoluzione delle categorie professionali che lavorano nel settore ambientale”.
Roberto Galanti, Coordinatore nazionale FIAP, chiamato a coordinare i vari interventi, ha sottolineato la duplice occasione di festa rappresentata dalla convention della F.E.R. “Oggi si fanno due battesimi – ha dichiarato Galanti – perché oltre alla presentazione ufficiale della Federazione Europea Riutilizzatori, abbiamo la possibilità di salutare la nascita di Fiap Green, la divisione della Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali che si occuperà di tutelare gli interessi delle aziende operanti nel settore trasporto dei rifiuti”. “La costituzione di Fiap Green – ha dichiarato – rappresenta un altro fondamentale tassello del progetto Fiap 2.0 che, due anni orsono, FIAP ha presentato in occasione del Transpotec di Verona: una vera e propria rivisitazione della Federazione, alla luce dei nuovi bisogni che le imprese, soprattutto in momenti di difficoltà come quelli attuali, esprimono e rispetto ai quali chiedono risposte concrete, precise e puntuali”.
Entrando nel vivo delle problematiche che affliggono tanto il settore dell’autotrasporto, quanto quello dell’autodemolizione, Galanti si è soffermato sul Sistema Elettronico di Tracciabilità dei Rifiuti – SISTRI. “Dal 2009 – ha sottolineato – 5 anni sono passati per normare un Sistema che ancora non trova pace… 16 atti normativi in materia; 12 proroghe e spostamenti di termine, un ricorso al TAR per la desecretazione del segreto di Stato sul contratto con Selex; una indagine della Procura che ha portato all’arresto di 22 persone; senza contare i costi di gestione supportati dalle imprese; il tempo impiegato dal personale per la formazione specifica…”. “Con questo background è chiaro che come professionisti dell’autotrasporto non siamo contro un sistema in grado di garantire la tracciabilità dei flussi di rifiuti, bensì contro questo Sistema che lo stesso Ministro dell’Ambiente ha giudicato come obsoleto”.
A portare l’esperienza concreta nel merito dei costi sostenuti dall’Azienda per l’inefficienza del Sistri è stato Pierpaolo Parodi, Coordinatore FIAP Green e direttore operativo di Eco Eridania, una delle aziende più importanti a livello nazionale, operante nel settore del trasporto dei rifiuti sanitari, raccolta rifiuti industriali, smaltimento sottoprodotti origine animale e vegetale, recupero oli esausti alimentari, nonché consulenze ambiente e sicurezza.
Ancora un intervento critico sul Sistri è venuto da Paolo Vaccaneo di Sintem Srl, il quale, ha intrattenuto l’uditorio con una cronistoria ragionata sul Sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti, ponendo l’accento sui costi che le imprese devono sostenere tutt’ora per procedere con una doppia “contabilità”: formulari + Sistri mentre: “dall’Europa, presto giungerà una nuova Direttiva sui rifiuti che potrebbe portare ad ulteriori adempimenti”.
A cura di Girolamo Simonato, Comandante Polizia Locale del Comune di Piazzola sul Brenta, esperto di sicurezza stradale, Direttore di Motori Oggi, una interessante disamina sulla tracciabilità e sulla responsabilità dei produttori di rifiuti. Nel suo intervento, Simonato ha preso in considerazione l’applicazione del Formulario di Identificazione dei rifiuti, FIR che gli organi di polizia stradale controllano tutt’oggi. “In questo documento che accompagnava e accompagna il rifiuto era ed è scritto in modo leggibile cosa di fatto trasporta l’autocarro”, ha dichiarato Simonato. Da sottolineare, ha poi proseguito, che nel merito della tracciabilità: “non vi è chiarezza con il SISTRI almeno per come ora è normato e applicato”.
A chiudere la teoria degli interventi in programma, Antonio Pasquinelli, consulente certificazione ambientale, il quale, nel riferirsi alla fattispecie delle imprese di autodemolizione, ha spiegato che: “Il mercato della certificazione è in evoluzione da anni e tale incremento è una conseguenza diretta degli incentivi messi in campo e delle richieste in merito da parte dei clienti”. Pasquinelli, nel proseguire con il suo intervento focalizzato sui vantaggi della certificazione ambientale, ha sottolineato che, per l’imprenditore, tali positività si concretizzano: “nella sicurezza di un monitoraggio costate degli strumenti normativi, nell’aumento della responsabilità da parte degli addetti coinvolti nei processi industriali, nella maturata consapevolezza di avere a disposizione un sistema di gestione che identifica chiaramente gli obiettivi”.
Il Convegno si è concluso con un appello a fare rete alle diverse imprese coinvolte nel settore del trattamento e trasporto rifiuti e a non considerare il proprio specifico lavoro come una singolarità, bensì come l’anello di una catena ben più lunga, per la cui solidità serve il lavoro di tutti.





