Semiconduttori: la Commissione Ue propone nuove regole per rafforzare l’ecosistema europeo

Con l’European Chips Act si intende superare la crisi degli approvvigionamenti garantendo la produzione locale, la resilienza dell’Unione e la leadership tecnologica. Obiettivi rafforzare la competitività dell’industria europea e realizzare la transizione digitale e quella green.

La carenza dei semiconduttori, quale conseguenza delle misure di contenimento della pandemia che dal 2020 hanno determinato un ritardo nelle consegne di materie prime e semilavorati, ha provocato, come più volte ricordato negli ultimi, tanto a livello europeo, quanto a livello nazionale, una forte sofferenza all’industria e al mercato automobilistico già di per se gravati dal calo della domanda ed ancor più oppressi da ritardi nella produzione e nella consegna.

In alcuni Paesi membri dell’Ue, ad esempio, nel settore automobilistico, il calo di produzione è stato stimato addirittura di un terzo nell’ultimo anno, ma occorre tenere in considerazione il fatto che, con la repentina trasformazione digitale i chip sono diventati sempre più risorse strategiche per le catene del valore industriali chiave; dall’automotive (si pensi ad esempio alle auto sempre più tecnologiche ed automatizzate), alla comunicazione, dalla connettività, ai settori aerospaziali e della difesa, con un forte peso nella capacità e opportunità di sviluppo dei singoli Paesi.

Va da sé che l’Europa non manca di competenze in questo settore, solo che, come già avvenuto in altri ambiti dell’industria manifatturiera, nel tempo si è preferito delocalizzare la produzione all’estero, soprattutto in Asia ed il manifestarsi della pandemia con tutto ciò che ne è conseguito non ha fatto altro che esplicitare ed acuire il senso di dipendenza globale della catena del valore dei semiconduttori da parte di pochi produttori.

Tra l’altro, in un contesto economico e geopolitico estremamente complesso e delicato; non solo, stante le difficoltà provocate dal perdurare di tale carenza molte industrie europee, in diversi ambiti, hanno accusato una sofferenza tale da dover chiudere.

Con l’obiettivo di superare questa situazione, garantire la sicurezza di produzione e approvvigionamenti, la resilienza dell’Unione e la leadership tecnologica, la Commissione europea ha varato, ieri, lo European Chips Act, ovvero una Proposta di regolamento che istituisce un quadro di misure per rafforzare l’ecosistema europeo dei semiconduttori che, nelle intenzioni dei legislatori di Bruxelles contribuirà non solo a rafforzare la competitività dell’industria europea, ma anche a realizzare sia la transizione digitale che quella verde.

Già il 15 settembre scorso, in occasione del suo Discorso sullo stato dell’Unione, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nel punto specifico dedicato alla digitalizzazione aveva annunciato una misura specifica sui microchip, sottolineando la necessità di collegare tra loro le capacità di ricerca di livello mondiale dell’Europa e di coordinare gli investimenti dell’UE e nazionali lungo la catena del valore.

Non esiste digitale senza chip – aveva dichiarato – Mentre parliamo, intere linee di produzione stanno già lavorando a velocità ridotta, nonostante la domanda crescente, proprio per la mancanza di semiconduttori… Ma mentre la domanda mondiale è esplosa, la quota europea dell’intera catena del valore, dalla progettazione alla capacità di produzione, si è assottigliata. Ora dipendiamo dai chip di ultima generazione prodotti in Asia. (…) È nostra intenzione fornire una nuova legge europea sui semiconduttori. Dobbiamo mettere insieme le nostre capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione di livello mondiale. (…) Lo scopo è creare insieme un ecosistema europeo dei chip che sia all’avanguardia, inclusa la produzione. Così ci garantiremo la sicurezza dell’approvvigionamento e svilupperemo nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa”.

Ebbene, secondo quanto sintetizzato ieri dalla Commissione l’EU Chips Act si baserà sui punti di forza dell’Europa – organizzazioni e reti di ricerca e tecnologia leader a livello mondiale, nonché una serie di produttori di apparecchiature all’avanguardia – e affrontando le debolezze riscontrate creerà i presupposti per un più efficiente settore locale dei semiconduttori dalla ricerca alla produzione e una catena di approvvigionamento resiliente.

Mobiliterà oltre 43 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati ​​e stabilirà misure per prevenire, preparare, anticipare e rispondere rapidamente a qualsiasi futura interruzione delle catene di approvvigionamento, insieme agli Stati membri e ai nostri partner internazionali. Consentirà all’UE di realizzare la sua ambizione di raddoppiare la sua attuale quota di mercato al 20% nel 2030.

L’idea sottesa alla proposta normativa è quella di creare strumenti e presupposti normativi a garanzia di una leadership europea in ricerca e sviluppo della tecnologia, nella progettazione, produzione e confezionamento di chip avanzati, per garantire la sua fornitura di semiconduttori e per ridurre le sue dipendenze e a questo scopo sono 3 i componenti principali:

L’iniziativa Chips for Europe che metterà in comune risorse dell’Unione, degli Stati membri e dei Paesi terzi associati ai programmi dell’Unione esistenti, nonché del settore privato, attraverso la “impresa comune Chips” rafforzata risultante dal riorientamento strategico delle tecnologie digitali chiave esistenti.

Saranno messi a disposizione 11 miliardi € per rafforzare la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione esistenti, per garantire la diffusione di strumenti avanzati per semiconduttori, linee pilota per la prototipazione, il test e la sperimentazione di nuovi dispositivi per applicazioni innovative nella vita reale, per formare il personale e per sviluppare una comprensione approfondita dell’ecosistema dei semiconduttori e della catena del valore.

Un nuovo quadro per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento attraendo investimenti e potenziando le capacità di produzione, molto necessarie per far prosperare l’innovazione nei nodi avanzati, chip innovativi ed efficienti dal punto di vista energetico.

Inoltre, un apposito Chips Fund faciliterà l’accesso ai finanziamenti per le start-up per aiutarle a maturare le loro innovazioni e attrarre investitori. Comprenderà anche uno strumento di investimento azionario dedicato ai semiconduttori nell’ambito di InvestEU per sostenere le scale-up e le PMI per facilitare la loro espansione del mercato.

Un meccanismo di coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione per monitorare l’offerta di semiconduttori, stimare la domanda e anticipare le carenze. Monitorerà la catena del valore dei semiconduttori raccogliendo informazioni chiave dalle aziende per mappare i principali punti deboli e colli di bottiglia. Raccoglierà una valutazione comune delle crisi e coordinerà le azioni da intraprendere da un nuovo pacchetto di strumenti di emergenza. Reagirà inoltre rapidamente e con decisione insieme facendo pieno uso degli strumenti nazionali e dell’UE.

A questo punto il Parlamento europeo e gli Stati membri dovranno discutere le proposte della Commissione sull’European Chips Act nella procedura legislativa ordinaria e qual ora il Regolamento dovesse essere adottato sarà direttamente applicabile in tutta l’UE.

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