Batterie: dal PE input per rafforzare le regole Ue su progettazione, produzione e smaltimento

La commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione sulla proposta della Commissione di regolamento sulle batterie e sui rifiuti di batterie.

Quello delle batterie è un segmento particolarmente strategico per il futuro dell’Europa, quasi quanto il comparto altrettanto determinante dei semiconduttori.
Gli obiettivi del Green Deal e della transizione ecologica, infatti, si poggiano fortemente sulla spinta all’elettrificazione del trasporto di merci e di persone, così come su un uso efficiente dell’energia in termini di risparmio e di sistemi di accumulo.

In questo quadro il ruolo delle batterie, tanto per l’attività industriale, quanto nella mobilità e nell’automotive, diventa cruciale se si vorrà, allo stesso tempo, ottenere una leadership europea nelle tecnologie green e una indipendenza dell’Unione rispetto a produttori esterni.

A questo proposito, giova ricordare che nel 2017 è stata lanciata l’iniziativa European Battery Alliance proprio con lo scopo di garantire, da un lato, i presupposti tecnologici affinché i cittadini europei possano beneficiare di una mobilità più sicura, ecologica e sostenibile; dall’altro, colmare il divario di investimenti nel settore rispetto ai principali concorrenti asiatici, garantire all’Europa l’indipendenza da Paesi terzi per quanto riguarda la produzione di batterie elettriche per autotrazione, creando, al contempo, un’alleanza europea per le batterie dinamica ed efficiente in grado di acquisire una quota significativa del mercato globale delle batterie che, attualmente, è in rapida espansione.

Tuttavia, spingere solo sulla produzione locale sarebbe una scelta miope se, allo stesso tempo non venissero adottate tutte le strategie necessarie per garantire la sostenibilità, non solo economica, dell’operazione e, pertanto, a dicembre 2020 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sulle batterie e sui rifiuti di batterie con gli obiettivi congiunti di:

rafforzare il funzionamento del mercato interno;
promuovere un’economia circolare;
ridurre gli impatti ambientali e sociali in tutte le fasi del ciclo di vita della batteria.

L’approccio sotteso a questa proposta che intende disciplinare l’intero ciclo di vita delle batterie, dalla progettazione al fine vita, è stato approvato dai deputati del Parlamento Europeo componenti della commissione ENV1 (commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare) nel corso della votazione di ieri sulla bozza di relazione della relatrice Simona Bonafè (S&D) sulla proposta di regolamento sulle batterie e sui rifiuti di batterie.

Tale bozza di relazione fornisce definizioni più chiare in merito a quali batterie possono essere immesse sul mercato e introduce requisiti minimi per il contenuto di materiale riciclato nelle batterie.

Per la prima volta nella legislazione europea, il regolamento sulle batterie stabilisce un insieme olistico di regole per governare l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla fase di progettazione al fine vita”, ha dichiarato l’eurodeputata italiana.

Questo – ha proseguito – crea un nuovo approccio per aumentare la circolarità delle batterie e introduce nuovi standard di sostenibilità che dovrebbero diventare un punto di riferimento per l’intero mercato globale delle batterie. Le batterie sono una tecnologia chiave per promuovere la mobilità sostenibile e per immagazzinare energia rinnovabile. Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e attrarre investimenti, i co-legislatori devono adoperarsi per una rapida adozione di regole e tempistiche chiare e ambiziose”.

Di seguito i punti principali adottati.

Necessità di rivedere la legislazione attuale tenendo in adeguato conto gli sviluppi tecnologici e delle disposizioni modificate in diversi settori, inclusa l’introduzione di una nuova categoria di batterie per mezzi di trasporto leggeri, come le biciclette elettriche.

Batterie più sostenibili
I deputati hanno sostenuto le norme proposte su una dichiarazione e un’etichetta sull’impronta di carbonio, un valore massimo per l’impronta di carbonio del ciclo di vita, nonché livelli minimi di cobalto, piombo, litio e nichel recuperati dai rifiuti per il riutilizzo in nuove batterie.

Entro il 2024, le batterie portatili negli elettrodomestici, come gli smartphone, e le batterie per mezzi di trasporto leggeri dovranno essere progettate per essere rimosse e sostituite in modo facile e sicuro da parte di consumatori o operatori indipendenti. I deputati insistono inoltre sulla necessità di valutare la fattibilità dell’introduzione di standard per caricabatterie comuni per una varietà di batterie ricaricabili.

Maggiore responsabilità per i produttori
I deputati chiedono che tutti gli operatori economici che immettono batterie sul mercato dell’UE rispettino i requisiti che affrontano i rischi relativi all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio di materie prime, sostanze chimiche e materie prime secondarie, che sono spesso concentrati in uno o pochi Paesi.

L’industria delle batterie dovrà seguire standard di due diligence riconosciuti a livello internazionale lungo l’intera catena del valore.
(NdR: con questo termine si indica l’insieme di ricerca e approfondimento dei dati e delle informazioni relative all’oggetto di una trattativa al fine di valutarne la convenienza, i rischi e predisporre altresì efficaci strumenti di garanzia e risarcimento).

Gestione dei rifiuti più rigorosa
Obiettivi di raccolta più forti per le batterie portatili (del 70% entro il 2025, rispetto alla proposta originale della Commissione del 65%; e dell’80% entro il 2030 invece del 70%).

Tassi di raccolta minimi per le batterie dei mezzi di trasporto leggeri (75% entro il 2025 e 85% entro il 2030); mentre tutti i rifiuti di batterie per autoveicoli, veicoli industriali ed elettrici dovranno essere raccolti.

A questo punto la relazione dovrebbe essere adottata dal PE nella sessione plenaria prevista per marzo e, a quel punto, costituirà la posizione negoziale del Parlamento con i governi dei Paesi membri Ue sulla forma definitiva della legislazione.

 

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