Veicoli commerciali Ue: a febbraio la domanda è scesa del 15,7%

Anche il risultato complessivo del primo bimestre dell’anno registra una contrazione del -13,5% nell’area dell’Unione. In crescita (modesta), solo il segmento dei camion pesanti.

Dopo un inizio anno sotto il segno “meno”, il mercato europeo dei veicoli commerciali ha subito una nuova contrazione nel mese di febbraio con tutti i segmenti in calo ad eccezione dei veicoli commerciali pesanti.
Lo rende noto stamani ACEAAssociazione dei Produttori europei di autoveicoli che ha registrato, nello scorso mese, nell’Unione, un calo delle immatricolazioni complessive di veicoli commerciali del -15,7% (pari a 131.874 unità); percentuale che “migliora” solo leggermente se si prende in considerazione il dato dell’intera Europa occidentale (Ue+Paesi EFTA+Regno Unito), che ha fatto registrare una perdita del –14,7%.

Guardando al consuntivo del primo bimestre 2022 la variazione percentuale del confronto col primo bimestre dello scorso anno è analogamente negativa: -13,5% in UE (pari a 257.127 unità contro le precedenti 297.324) e -14% in Europa occidentale (pari a 306.533 unità contro le precedenti 356.234).

Lo scorso mese il segno “meno” ha caratterizzato le performance della maggioranza dei mercati Ue con pochissime eccezioni: Cipro, Grecia, Lettonia, Portogallo, Slovacchia; viceversa, tutti i più grandi mercati hanno registrato perdite considerevoli, anche a due cifre, come nel caso di Spagna (-23,3%) e Francia (-21,4%); mentre Germania e Italia sono riuscite a contenere il decremento entro limiti più accettabili, rispettivamente -8,1% e -4,8%.

Andamento analogo nell’intero primo bimestre con la maggioranza dei mercati Ue in calo compresi i quattro key market dei quali la Spagna ha il primato negativo (-21,9%), seguita dalla Francia (-19,3%), mentre Germania e Italia rimangono su variazioni percentuali ad una cifra, rispettivamente, -5,8% e -2,8%.
Ma vediamo i dati per ogni segmento.

Nuovi veicoli commerciali leggeri fino a 3,5 tonnellate
Nel segmento dei furgoni, lo scorso mese, ha continuato a pesare la crisi dei semiconduttori che, secondo ACEA è di nuovo responsabile del calo delle vendite registrato in tutta l’area Ue: -18,2% pari a 106.899 unità.

Anche in questo caso le positività si sono verificate in mercati marginali per volumi, mentre tutti i principali Paesi Ue si sono avuti decrementi nelle immatricolazioni: Spagna (-27,1%), Francia (-23,6%) e Germania (-12,0%) registrano perdite a doppia cifra. Tuttavia, il nostro Paese è riuscito a contenere il calo con un risultato meno drammatico: -6,3%.

A livello bimestrale il decremento in area Ue è stato del -16,3% (pari a 206.345 nuovi veicoli commerciali leggeri immatricolati) e di nuovo è stata la Spagna ad aver registrato la performance peggiore (-27,1%), seguita dalla Francia (-21,3%); mentre Germania e Italia hanno chiuso il bimestre con perdite più contenute, rispettivamente, – 7,3% e -3,2%.

Nuovi veicoli commerciali pesanti di 16 tonnellate e oltre.
Il segmento dei veicoli commerciali pesanti ha registrato una crescita modesta rispetto a febbraio 2021, +0,4% arrivando a 19.690 unità vendute in tutta l’Unione Europea e a 22.059 in Europa occidentale (-0,2%).

Con la sola eccezione del risultato del mercato italiano, praticamente quasi immutato rispetto a febbraio 2021 (-0,7%), tutti i principali mercati dell’Ue hanno registrato variazioni percentuali positive, con la Germania in testa (+11,8%), seguita da Francia (+6,4%) e Spagna (+3,7%).

Dopo una serie di risultati positivi, tuttavia, la Polonia, che ricordiamo essere il più grande mercato per i veicoli commerciali pesanti dell’Europa centrale; ha registrato un pesante decremento delle immatricolazioni del -17,9%.

Il consuntivo del bimestre segna per il settore dei camion pesanti, un aumento delle immatricolazioni in area Ue del 4,1% pari a 40.270 unità contro le precedenti 38.690 di gennaio-febbraio 2021. In questo caso quasi tutti i mercati dell’area sono cresciuti ivi compresi i quattro principali: Spagna (+10,3%), Germania (+4,9%), Francia (+4,0%) e Italia (+0,7%).

Nuovi veicoli commerciali medi e pesanti (MHCV) oltre 3,5 tonnellate.
Lo scorso mese la domanda di autocarri è diminuita leggermente nell’Unione del -1,5% arrivando a 23.124 unità contro le precedenti 23.482 di febbraio 2021. Dall’ACEA fanno sapere che tale decremento si può imputare alle pesanti perdite a due cifre che si sono avute in diversi mercati dell’Europa centrale; tuttavia, il risultato complessivo è stato compensato dalle crescite registrate nei quattro mercati chiave con la Germania in testa (+5,9%), seguita da Italia (+2,6%), Francia (+2,1%) e Spagna (+0,2%).

Salite a 46.639 le unità di autocarri immatricolate in Ue nel primo bimestre 2022 (erano 46.098 nell’analogo periodo del 2021), con una variazione percentuale positiva del +1,2%.
In questo caso, però, le performance dei principali mercati non sono state propriamente omogenee e se i grandi mercati di Germania e Francia hanno registrato negatività, seppur minime, rispettivamente -0,5% e -0,4%, la Spagna ha visto aumentare le proprie immatricolazioni del +7,1% mentre l’Italia ha chiuso con una modestissima crescita del +0,7%.

Nuovi autobus e pullman medi e pesanti oltre 3,5 tonnellate.
Nonostante le crescite a tre cifre di Lettonia, Slovacchia e Slovenia e a quattro cifre della Bulgaria (tutti mercati da volumi minimi) il mercato Ue di veicoli adibiti al trasporto collettivo di persone ha subito un decremento del -12,9% chiudendo febbraio a 1.851 unità contro le precedenti 2.125 del 2021.

A contribuire al risultato negativo complessivo le perdite registrate nel mercato francese e in quello tedesco (rispettivamente -18,3% e – 20,2%); mentre, viceversa, l’Italia ha chiuso il mese con un guadagno a doppia cifra (+32,1%), seguita dalla Spagna (+7,1%).

Il risultato complessivo del primo bimestre 2022 è stato analogamente negativo, -9,6% pari a 4.143 unità a causa degli “apporti negativi” di tre dei principali mercati dell’area Ue: Germania (-10,7%), Francia (-10,0%) e Italia (-7,9%). La Spagna, al contrario, ha visto aumentare la propria domanda di autobus e pullman del +11,3%.

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