BEV in Italia, nuovo rialzo a maggio, ma il gap coi major-market Ue è ancora alto

Nonostante undici mesi consecutivi di risultati positivi la market-share nazionale delle auto full electric è ancora troppo bassa in confronto ai principali mercati europei.

Nel mese di maggio sono state immatricolate 13.164 auto full electric, con un aumento dell’84,8% rispetto a maggio 2025 e una quota di mercato che è arrivata all’8,8% (dal 5,1% di un anno fa); da inizio anno, il mercato delle BEV ha segnato 64.102 unità (+74,5%) e , attualmente, il parco circolante completamente elettrico del Paese, risulta essere di 421.487 unità.

Lo afferma Motus-E (l’ associazione italiana costituita su impulso dei principali operatori industriali dei settori automotive ed energia e del mondo accademico per favorire la transizione energetica nel mondo dei trasporti e promuovere la mobilità elettrica attraverso la divulgandone dei benefici economici e ambientali derivanti), nella sua consueta nota mensile sul mercato elettrico a quattro ruote.

Il dato di maggio, va detto, è una stima dell’Associazione sulla base delle immatricolazioni mensili al netto di un’ipotesi di radiato (dato consolidato disponibile solo con alcuni mesi di ritardo) e, secondo l’associazione, è ancora frutto delle consegne dei veicoli acquistati con gli ultimi incentivi dello scorso ottobre che erano andati esauriti in un solo giorno.

A livello di canali di mercato, per quanto riguarda le auto elettriche a batteria il mese scorso ha visto i privati in testa  con il 70,97% delle immatricolazioni; a seguire il noleggio a lungo termine, con il 15,6%; in canale dei rivenditori, con il 6,69% e, a chiudere la classifica, il noleggio a breve termine che ha spuntato il 3% del mercato.

La distribuzione geografica delle BEV in Italia, sotto la lente delle macroaree, consolida la posizione dominante delle regioni del Nord rispetto a quelle del Centro e del Sud. Da inizio anno, sono state immatricolate 16.714 nelle regioni del Nord Ovest; 11.826 in quelle del Nord Est; 13.663 nelle regioni del Centro; 14.386 nelle regioni del Sud e 7.513 nelle Isole.

Tuttavia, scrivono da Motus-E, se si guarda alle immatricolazioni elettriche su base regionale a maggio in testa c’è la Campania con 2.310 BEV immatricolate, seguita dalla Lombardia (1.697) e dal Lazio (1.564); in quarta posizione troviamo la Sicilia (1.371) e, a chiudere la top five, la Puglia (1.013 BEV immatricolate nel mese).

Il buon risultato raggiunto dalle immatricolazioni full electric in Italia negli ultimi mesi (undicesimo rialzo consecutivo), non deve, tuttavia, far dimenticare che il confronto con i principali mercati europei continua ad essere piuttosto basso.

La market share nazionale riferita alle nuove immatricolazioni elettriche nel primo quadrimestre dell’anno, ricordano da Motus-E è stata dell’8,5%, molto distante, dunque, da quella di Francia e Germania (rispettivamente, 26,2% e 25,9%) o del Regno Unito (26,2%) e più vicina, anche se inferiore, a quella del mercato iberico (9,4%).

Urge, secondo Fabio Pressi, presidente dell’associazione, un: “piano d’azione strutturale, in grado di colmare un ritardo che rischia seriamente di trasformarci in un mercato di serie B, privando il Paese di un ruolo centrale nello scacchiere automotive internazionale”.

Strumenti chiari, dunque, tanto per aiutare le famiglie, quanto per il sostegno alle stesse imprese che dovranno sempre più orientarsi verso una mobilità elettrica, tanto più in un quadro internazionale di profonda incertezza e fluttuazione relativamente agli approvvigionamenti petroliferi e al prezzo del greggio e dei suoi derivati.

Occorre una visione strategica – ha rimarcato Pressi – in grado di cogliere i vantaggi del combinato disposto di auto elettriche e fonti rinnovabili per le prospettive di sicurezza energetica del Paese”.

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